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La scoperta del proprio limite

(da un contatto personale)

C’è un movimento che ora accomuna tutte le donne sulla Terra ed è quello di fare un passo indietro quando si sentono nell’impotenza di far scorrere l’amore. L’amore non è che possa essere cancellato perché è eterno, quindi il legame che ti ha unito a quest’uomo può essere descritto con la frase: ciò che Dio unisce l’uomo non può cancellare, ma non è il rito che compie l’uomo ad avere valore, ma ciò che è un legame d’amore, ciò che è fecondo, o comunque è stato grandemente fecondo un tempo, che non può essere cancellato. Quindi l’amore che ti ha legato e che ti lega a quest’uomo, come giustamente tu senti perché hai questa sensibilità sottile, non viene cancellato da degli eventi per quanto traumatici possano essere a livello di personalità. Ma quando una donna sente l’amore e vede anche la bellezza di ciò che ha di fronte, nel senso che vede le possibilità evolutive di un uomo che la incantano – e sono state queste cose che poi hanno creato il ponte d’amore – quando una donna sente e vede tutto ciò che vedi e senti tu, ma si trova anche oggettivamente a vivere una impotenza a fare scorrere questo amore, a renderlo fecondo per se stessa e per l’uomo, per nutrirlo nella sua crescita evolutiva, non può che fare un passo indietro.
E questo passo indietro è sacro, cioè non è qualcosa di negativo, non è: la donna è incapace, mostra la sua pochezza, dovrebbe starci di fronte… E’ chiaro che se una donna è potente sa stare di fronte a tutto questo e nella sua potenza compie il miracolo, ma per poterlo fare deve nascere del nuovo in te e sulla Terra. Vedo proprio che è qualcosa di nuovo che sta arrivando… e finché la donna non viene attraversata veramente da questo potere che non le permette di sottrarsi, non le permette perché lei è diventata luminosa a se stessa, cioè tutto ciò che lei è lei lo vede e quindi lo manifesta nel mondo, fino a quando questo non avviene, il movimento di fare un passo indietro è un movimento sacro, istintivo ma sacro. E’ come se una donna nella sua sapienza – non comprensione, ma sapienza profonda ed istintiva – sapesse che è inutile che lei faccia dei movimenti “buoni” … io lo perdono, lui è così, non può fare che così, dopotutto ha anche tanti aspetti belli, io riesco a reggere, reggo … Il buonismo delle donne schiaccia la donna e permette all’uomo una manifestazione inquinata di sé, quindi non permette all’uomo di vedere il suo limite umano che deve superare e non permette alla donna di esercitare un potere reale legato ad un amore che crea e non si sfinisce in un continuo sacrificio sterile.
Il sacrificio deve essere abolito dal piano della Terra; ormai il sacrificio non è più necessario, anzi diventa deleterio. Questi movimenti tu non li fai più, e non fai neanche più quel movimento tremendo che poi si ripercuoteva contro di te, per cui imponevi un limite a quest’uomo perché la verità andava detta, ti presentavi a lui nella tua furia umana e questa furia umana permetteva in qualche modo a quest’uomo di centrarsi, quindi di vedersi, di vedere un suo limite e di contenersi. Questi due movimenti, il sacrificio e la furia, sono terreni entrambi, sono l’unica cosa che le donne riescono a fare, finora sulla Terra, oppure c’è la sottrazione. La sottrazione può essere fatta, ma deve essere compresa come movimento sacro, nel senso che tu puoi farla o non farla, ma se lo fai la guardi, la attraversi e la illumini con il tuo sguardo sapiente, non come un movimento di fuga. La sottrazione non è: io sono stanca, ormai le ho provate tutte, questa cosa è ripetitiva, è sempre uguale a se stessa, è come se quest’uomo non volesse capire. Io accetto che lui non riesce a stare di fronte a me, accetto che anch’io non riesco a stare di fronte a lui perché inevitabilmente mi riporta in un movimento umano o legato al buonismo – io sono superiore, quindi perdono, quindi abbraccio – che non mi piace più perché voglio di fronte a me un mio pari; o entro in un movimento di furia, ed è vero che io argino, io faccio pulizia, io dico la verità, io indico quello che c’è da vedere, lo mostro tutto in modo che la finiamo di mentirci o di mentire, di guardare solo le cose che ci fa comodo guardare e non voler guardare le cose che ci mettono in crisi. Anch’io sono stanca perché sento che è come una battaglia persa ed ho diritto, mi concedo finalmente il diritto di fare un passo indietro e di cercare nutrimento da altre parti.
Questa cosa può essere fatta, è sacra, però noi ti invitiamo a vedere come la storia con quest’uomo è anche la massima sfida per te nel senso che, come oggettivamente può essere vissuta da tutte le donne con la capacità che hanno adesso di andare nel mondo, lui ti porta al limite di te stessa, perché è come se tu vedessi con i tuoi occhi sapienti una possibilità in divenire, in crescita in bellezza, perché quest’uomo ha veramente qualità molto belle che ti incantano, ma dall’altra parte ti mostra anche tutta la sua paura, tutto il suo limite, tutta la sua incapacità di manifestare questa bellezza nel mondo. E noi vogliamo farti vedere come lui è il tuo specchio, cioè che anche se nella valutazione umana sembra che lui manifesti un’ombra infinita e che tu manifesti una luce infinita… questa luce però non riesce a cancellare quest’ombra. In realtà vedo che siete agganciati perché c’è una sfida fra ciò che tu sei e ciò che lui è. Tutto ciò che accade all’interno di questa relazione va interpretato e va visto a livello altamente simbolico, come se fosse un sogno, quindi che ha al suo interno e ti mostra cose altre da ciò che possono vedere comunemente le persone che ti dicono: ma come mai una donna forte come te, intelligente come te, bella come te, e via così… è impigliata in questa storia. Questa è una valutazione umana; è chiaro che se tutto ciò è accaduto, non solo è sacro, ma è perfetto, e noi percorriamo il piano della Terra per riconoscere la perfezione di Dio in atto, non per cercare la perfezione umana. Anche negli eventi più tremendi, quelli che fanno vacillare soprattutto il cuore delle donne, c’è la perfezione di Dio in atto. Allora noi ti invitiamo a guardare questa relazione, la relazione con quest’uomo, e a tutto ciò che accade, alla ricerca di ciò che ti chiama perché tu possa vederlo, come uno specchio esteriore che ti mostra però una parte ancora oscura in te. Oscura non vuol dire negativa, peccaminosa, sbagliata … la causa di questo è di tuo padre, di tua madre… nella terapia che comunemente viene fatta sulla Terra dagli psicologi, per sciogliere dei nodi di personalità – ma per oscura intendiamo una parte dell’anima che vuole manifestarsi. Dio è in continua evoluzione, l’anima è in continua evoluzione, non c’è nulla di statico, e quindi è proprio il nuovo che avanza ed è oscuro perché non è mai stato sperimentato da te come scintilla divina nella concretezza della Terra, ed è questa parte di te oscura a te stessa che ti rende impotente, perché altrimenti tu saresti nel pieno del tuo potere, ed il potere è proprio quello di fare i miracoli, non è il potere di abbandonare quest’uomo ed andare via, il potere è: io ti vedo per ciò che sei nella tua bellezza e non ti permetterò non solo di offuscare la mia visione, ma di ridurmi impotente per cui io devo ritrarmi da te.
Questo ritrarsi è un movimento sacro che tu puoi fare, questo non è assolutamente un invito a restare nonostante tutto; il ritrarsi è un movimento sacro perché è la scoperta del proprio limite, cioè: io sono arrivata fino a qua, adesso ho bisogno di respiro, io allungo la corda e di quanto la allunghi puoi deciderlo solo tu, nella tua piena maestà decidi di quanto allungare questa corda che comunque ti ha stretto al collo fortemente, decidi di quanto allargare questo cappio, fino a poter scegliere di tagliarlo, perché hai diritto ad un po’ di pace, semplicemente ad un po’ di pace, un po’ di amore… puoi farlo, però puoi farlo consapevole di ciò che vai a fare, non raccontandoti altro, perchè la personalità a volte s’indora. Ti invitiamo a guardare a questa storia come se tu fossi all’interno di un sogno e tutto ciò che tu vedi ti rimanda a te stessa.
Facciamo solo un piccolo passo all’interno di questo movimento di visibilità a te di te perché sentiamo che bisogna andare con molta delicatezza … Tu sei sempre talmente affamata di verità, di ideali, ed il tuo desiderio legato alla mente è: io mi inchino alla verità e solo alla verità. Però questo desiderio mentale ti porta in una urgenza che ti spinge in avanti, quella che ti fa indagare per sapere con precisione ciò a cui stai di fronte realmente, ad esempio i tradimenti del tuo uomo. Il tuo desiderio profondo di verità che è la parte legata alla mente e all’energia maschile, ti porta a volte a fare quello che fanno gli uomini, cioè a fare dei movimenti perché credono di aver visto tutto, aver già capito tutto, una volta che qualcosa è stato svelato, e voler immediatamente rimettersi in gioco. Questo però ti porta a non essere delicata con te stessa, cioè con l’altra parte di te, che è l’energia femminile ed è il tuo cuore che sanguina, e della verità, della giustizia, della bellezza, di questi ideali impersonali stupendi che appartengono alla divinità e quindi anche a te, ma appartengono soprattutto all’energia maschile, il cuore non sa che farsene perché è fatto di carne ed è un cuore così tenero che può essere graffiato da una brezza se all’interno di questa brezza c’è un pulviscolo di sabbia . Vedo qualcosa di talmente delicato in te che non è vero che gli altri non onorano, nel senso che nella tua visione terrena sono sempre gli altri che fanno scempio di questa parte, che non ti vedono, che ti fanno soffrire senza neanche accorgersene, per questo hai preso questa parte e l’hai messa talmente dentro di te come una bambina piccola che dice: basta, basta per carità! E hai deciso che almeno tu dovevi proteggerla. Però ora sei grande a sufficienza per vedere che il primo movimento devastante è quello che tu compi su te stessa, non quello che fanno gli altri. Gli altri veramente non hanno nessun potere su di te, il potere è solo tuo, perché siamo soprattutto esseri spirituali; c’è poi un’altra parte di te che è corazzata, è forte, è capace di reggere, di prendere decisioni, di fare, di stare nel tempo, di andare quasi al limite di se stessa per dimostrare a se stessa la sua forza, la sua potenza. Però ripetiamo, questa è l’energia maschile della tua anima – nell’anima sono presenti entrambe, l’energia femminile e l’energia maschile – questa parte della tua personalità è inesorabile con l’altra e la schiaccia, la umilia e la ferisce. E il primo passo che noi facciamo all’interno di questo disvelamento a te di te stessa è che questa cosa che poi viene ripetuta dagli altri in vario modo, dalle amiche, da tua mamma e anche dall’uomo che ami, con cui hai attraversato parte della tua vita, è qualcosa che ti si mostra all’esterno ma in realtà è un movimento interno tuo. Tu non riconosci la delicatezza, la sacralità di questa delicatezza, la divinità di questa delicatezza… questa delicatezza non va difesa dall’altra energia ma va fatta fiorire tutta, va onorata, va conosciuta, va espressa con grande potere; mentre tu hai messo l’altra energia a sua difesa. Noi ti mostriamo che questa parte di te descritta come delicata appartiene a tutte le donne, e le donne quando credono di non essere potenti, quando credono di non farcela a reggere le cose del mondo, chiedono aiuto agli uomini e credono che gli uomini le proteggano, in realtà questa protezione è anche la loro massima prigione, è la loro massima ferita, e chiedere questa protezione è proprio ciò che non devono fare.
Ciò che tu poi hai proiettato all’esterno, o il mondo ti ha mostrato, è ciò che tu in qualche modo hai compiuto al tuo interno perché per ora è così, cioè l’energia femminile quando ha paura del mondo, quando vede il mondo duale così barbaro, così inconsapevole, così distruttivo – vedo un macello – così tremendo… finora ha creduto di proteggersi prendendo l’energia maschile sacra guerriera e mettendola a protezione di se stessa.
Questa cosa te l’abbiamo detta perché c’è una parte di te che ama la verità, e se c’è da dire qualcosa la si dice, se c’è da stare di fronte a qualcosa lo si fa, se c’è un esame da fare la forza la si trova – perché chiaramente una parte di te sa di avere una forza infinita – … però tenderesti a slanciarti in avanti e a fare un movimento glorioso, che appartiene però all’energia maschile. All’uomo piace essere senza macchia e senza paura, piace vedere il male sempre all’esterno… vedo il guerriero che affronta il drago, o l’anacoreta che si chiude in una grotta e sta di fronte a tutto ciò che deve emergere perché sa che le paure devono essere sconfitte, vedo il Cristo che combatte contro il demonio nel deserto … Questa è l’energia maschile, fare un atto eroico … noi ti invitiamo a capire profondamente che se tu vuoi partorire il nuovo, cioè vedere, illuminare, far nascere addirittura da te quella parte femminile che porta poi al potere femminile, non puoi compiere ciò che appartiene all’altra energia, perché se tu compi l’atto eroico, che è quello che fai sempre quando inciampi in qualcosa e non vuoi piegarti, quell’atto eroico appartiene all’altra energia, quindi non ti può portare dove tu vuoi andare, cioè in quella zona più luminosa di te che ti incanta, che ti dà quiete. E’ quella sensazione che nasce dentro di te proprio quando sei in contatto con l’energia femminile, quella che ti porta nei chakra alti, quella che però ti fa quasi tirare su i piedi da terra e dire: io sono qui, su questa Terra, ma ci cammino in punta di piedi perché ci sono troppe cose che non riesco a reggere… altro che atto eroico, altro che sconfiggere il drago, altro che stare faccia a faccia con l’ombra, io cammino ad un centimetro da terra, mi aggrappo a questo filo luminoso che passa dal chakra della corona e sento che arriva fino al cuore, mi aggrappo lì e in qualche modo mi tiro su … questa è l’energia femminile, va dal cuore ai chakra superiori.
Dal cuore ai chakra inferiori – superiori ed inferiori sono chiaramente solo dei termini umani per far comprendere, perché sono entrambi sacri – tu preferisci andare con l’energia maschile, per una sapienza istintiva sacra che ti fa dire: col cavolo che io vado nel mondo usando la mia energia, l’energia femminile, perché per stare di fronte alla crudezza, alla pesantezza, all’ignoranza, all’inconsapevolezza del mondo è più adatta l’energia forte, guerriera, che cerca la verità e non ha paura di guardarla, è più adatta questa energia che sa difendersi e dare pestoni, e tu di pestoni ne dai tantissimi e ti sembra di averne diritto. Sei proprio segata a metà, e quando noi ti invitiamo ad incarnarti, ti invitiamo ad incarnare l’energia femminile, perché è come se tu fossi venuta sulla Terra con queste due energie, maschile-femminile, che conosci e sai usare entrambe, sai usarle anche molto bene, ma che ti stanno sfinendo, nel senso che sono talmente una di fronte all’altra in una zona duale, ombra e luce talmente definita, che è questa sensazione che ti dà la percezione di impotenza. Tu dici: io quell’ombra non riesco ad illuminarla, a me sembra di aver fatto tutto quello che potevo fare con quest’uomo, non c’è altro che posso fare, io lo onoro, onoro il suo libero arbitrio, onoro il suo diritto ad essere quello che è, il suo diritto a voler fare ed andare nel mondo come vuole, però io mi ritiro. Ma quest’uomo è il mondo, quest’uomo è il conflitto fra la luce e l’ombra, quest’uomo ti mette di fronte alla tua impotenza perché sei divisa a metà, ma non solo tu, tutte le donne sono divise a metà, ogni donna poi è di fronte alla sua zona d’ombra e di luce … Chiaramente non ha senso confrontarsi, ed ogni confronto è osceno perché ogni essere umano è un’anima che se si è incarnata è di fronte al suo massimo limite, e quindi confrontare il limite non ha senso in quanto la sensazione di dolore quando si è di fronte ad un limite è uguale per tutti; per questo un illuminato è pietoso nei confronti di ogni espressione umana, perché sa che c’è un’uguaglianza fra lui ed ogni essere, perché la sensazione percepita dal piccolo io sulla Terra è uguale. E quindi questa è una realtà a cui stanno di fronte tutti, a cui stai di fronte anche tu, chiaramente nel limite estremo che la tua anima ha chiesto per te.

 
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