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L’ASCOLTO DEL BAMBINO INTERIORE

È il bambino interiore che ci deve guidare in questo momento, e se non riusciamo a cogliere le richieste, le domande, le spinte energetiche di questo bambino che è in noi sposteremo sempre la nostra attenzione sul movimento degli altri non su quello che noi vogliamo veramente.
E’ una spinta istintiva sacra in quanto il bambino interiore è una parte sacra della persona e dargli voce vuol dire arrendersi alla necessità di farsi spingere nella vita da qualcosa che va al di là dei ragionamenti di mente o di cuore.
Questi due aspetti della personalità umana, mente e cuore, sono molto belli e guidano gli uomini e le donne nei loro movimenti nel mondo; sono due aspetti anch’essi sacri, ma in questo momento particolare dell’esistenza del genere umano è necessario riuscire a dare ascolto a ciò che si può chiamare il bambino interiore ma che più precisamente è un istinto sacro, cioè un’altra parte di noi stessi che è stata grandemente soffocata e che tutti fanno molta fatica a percepire e ad autorizzare.
Sia gli uomini che le donne ostacolano l’ascolto di questa parte che parla al loro interno ed è importante, invece, comprendere come agevolare la sua percezione.
La prima cosa da fare è non chiedersi più cosa pensano gli altri, cosa fanno gli altri.
Dobbiamo sempre ricordare che pur essendo esseri spirituali di una bellezza e di una grandezza infinita, andiamo nel mondo con una personalità limitata che ha dei meccanismi di difesa. Uno di questi è quello di prendere, per precauzione, le misure di ciò che abbiamo di fronte e valutarlo in base a ciò che noi siamo; questo movimento ci aiuta ad andare nel mondo definendoci con precisione ma restando anche in apertura rispetto agli altri, senza lasciarci troppo confondere né dalla mente né dal cuore ma utilizzandoli entrambi per fare un movimento ponderato e responsabile.
La nostra mente e il nostro cuore quasi conversano fra loro e si controllano a vicenda; alcune volte è la mente a dare degli alt al cuore e a dirigere la personalità, altre volte è il cuore a prendere il sopravvento. La personalità prende le misure per non lasciarsi confondere dal mondo, per non permettere ad altri di farle lo sgambetto, perché tutti sanno che non sempre l’apparenza corrisponde alla sostanza, e che comunque ogni cosa racchiude in sé molto più di ciò che possiamo percepire superficialmente. L’apparenza può essere un velo che offusca e distorce la verità, ma anche semplicemente una verità parziale che va indagata ulteriormente.
Ma per ascoltare il bambino interiore il cuore e la mente devono essere messi temporaneamente a tacere perché non sono loro che ci porteranno oltre l’apparenza falsa o parziale, cioè a toccare la sostanza del mondo e di noi stessi, di ciò che siamo e di ciò che vogliamo realizzare concretamente nella nostra vita.
Il bambino interiore non lo si coglie nel momento in cui si cerca di prendere le misure per decidere chi si è, cosa si vuole e soprattutto chi è e cosa vuole da noi qualcun altro.
Se ci si vuole mettere in contatto con questa parte profonda di noi stessi lo sguardo non deve essere proiettato all’esterno, non ci si chiede mai cosa vuole l’altro, se ha per noi più o meno amore o il motivo del suo comportamento nei nostri confronti. Il bambino interiore non si chiede mai cosa il mondo può offrirgli e cosa è possibile chiedere; un bambino non conosce ancora il mondo, lui lo guarda con gli occhi sgranati e vuole ciò che lo affascina. A volte i bambini chiedono alla mamma di poter toccare una stella, di poterla prendere in mano e metterla in tasca… possono desiderare le cose più assurde proprio perché non hanno ancora preso la misura del mondo.
Quando siamo molto consapevoli, noi cerchiamo di prendere sia le misure del mondo che di noi stessi, e di ascoltare anche di cosa ha bisogno il nostro bambino interiore, valutando di volta in volta ciò che è possibile eventualmente dargli o non dargli, come farebbe un genitore responsabile ed amoroso verso un proprio figlio. Se un bambino ci chiede una stella gli spieghiamo che questo non è possibile dandogli tutte le informazioni in nostro possesso. Crediamo sia nostro compito far dialogare il cuore con la mente e con le richieste del nostro bambino interiore in modo responsabile ma anche attivo, e se c’è un problema la personalità prende le misure per vedere qual è il movimento migliore da fare.
Ma non è questo il modo per ascoltare il nostro bambino interiore perché non è nostro compito farlo crescere, ma farci guidare da lui. Il nostro bambino interiore non si fa le domande che si fa un adulto, per cui di fronte ad un problema si pone mille dubbi ed interrogazioni che frenano il movimento per evitare di ferire ed essere ferito, per evitare di sbagliare. Anche se si deve riconoscere la bellezza e la saggezza di questo movimento è importante ammettere quando si è arrivati ad un punto di stallo e che, se non vogliamo girare a vuoto, è necessario andare oltre il conosciuto per ampliare questa saggezza umana e crescere in sapienza spirituale. L’anima viene su questa Terra per crescere in sapienza spirituale non per rimettersi in gioco nello stesso modo in cui si è messa in gioco finora, anche se il suo movimento può essere sapiente.
Se vogliamo ascoltare il nostro bambino interiore dobbiamo stare al rischio della vita, non prendere le misure di mente o di cuore ma osare; è vero che un bambino non ha il senso del pericolo ma noi non dobbiamo fare da mamma a questo bambino, perché altrimenti gli faremo solo dei predicozzi… Non dimentichiamo mai che questo bambino ha una saggezza istintiva, è sacro, è divino, quindi se lo inibiamo con le nostre paure non lo onoriamo.
Onorarlo vuol dire ascoltarlo, sapere che lì c’è saggezza, c’è qualcosa di potente, di sacro che ci vuole spingere a muoverci nel mondo in maniera diversa. Non è nostro compito proteggere e far crescere il nostro bambino interiore ma solo dargli spazio. L’istinto sacro non ha bisogno di crescere perchè è perfetto così com’è, ha solo bisogno di essere ascoltato con molta attenzione dalla mente e dal cuore, da questi due bellissimi strumenti umani. Però la mente ed il cuore non devono interferire.
Per metterci in contatto col nostro bambino interiore però dobbiamo stare sempre nel qui ed ora. Quando la mente ci proietta nel futuro in noi scattano tutte le paure legate alle varie possibilità ipotizzate dalla mente stessa; la mente si fa un film rispetto al futuro possibile e mette in atto tutte le precauzioni che riesce a trovare. Oppure ci proietta nel passato facendo riferimento a cose che ha visto o ha subito, in questa vita o in altre non ha nessuna importanza, e distilla tutta la sua sapienza per prevenire eventuali danni. Il passato e il futuro la condizionano; è difficile per la mente restare nel presente. Per questo quando la mente si proietta nel futuro o nel passato è necessario riconoscerlo e con dolcezza e amore tornare a concentrarsi nel qui ed ora, perché il bambino è sempre nel momento presente. Il bambino ha sonno o fame sempre nel qui ed ora e se gioca ed è concentrato a fare qualcosa di molto interessante non sente nemmeno questi stimoli.
Il cuore, invece, è sempre in cerca di ammorbidimenti e scusanti per non sentire la sua ferita, cerca di giustificare le cose che lo inquietano o a cui fa fatica a stare di fronte; il cuore buono, per empatia, perché avverte le difficoltà di un altro, ammorbidisce il suo sentire e si impedisce di essere nell’espressione di sé legata al momento presente.
La nostra confusione nasce proprio perché non riusciamo mai ad esprimere ciò che sentiamo nel qui ed ora; dobbiamo cancellare la paura di andare allo sbaraglio che ci viene dalla mente, e la paura del cuore di non amare e comprendere abbastanza l’altro. Per fare questo dobbiamo ascoltare il nostro bambino interiore, l’istinto sacro. L’istinto sacro sa sempre cosa fare ma dobbiamo essere sempre nel qui ed ora, nel presente, rispetto alle cose che ci accadono con uno sguardo portato all’interno, non all’esterno. Non cerchiamo più di comprendere il movimento degli altri, perché al bambino non interessano le problematiche altrui ma risponde sempre a ciò che ha di fronte concretamente in modo regale e sincero. Se lo si ascolta si entra in contatto con qualcosa di vitale che è dentro di noi, è un istinto perché ci collega alla vita, se non lo si ascolta e lo si soffoca non saremo mai soddisfatti di nulla, la nostra vita non ci piacerà in molti aspetti e avremo sempre la sensazione di non realizzare ciò che vogliamo veramente per noi. La vita è come una sorgente d’acqua che deve continuare a sgorgare, ad inondare i campi, a creare altra vita, deve portare stupore, nuove sensazioni e novità; può anche stancare ma è quella stanchezza piacevole che avvertiamo dopo aver fatto qualcosa che ci soddisfa. Questa è la sorgente vitale. Se noi non ascoltiamo questa sorgente, questo bambino che parla nel qui ed ora facendo tacere la mente ed il cuore, cadremo inevitabilmente in un pozzo nero in cui ci rinchiudiamo da soli, anche se esternamente possiamo continuare ad essere presentabili. Quando questo accade è necessario andare oltre cogliendo una sapienza spirituale maggiore; non ci sono errori che si possono evitare mediante strategie di mente o di cuore, ma tutti siamo anime incarnate per fare un percorso di sapienza spirituale e ognuno vuole per sé tutto ciò che sperimenta nella vita per poter andare oltre; l’anima è in continua espansione perché la vita è questo, è qualcosa che cambia e che muta e che cresce, nessun essere umano può comprimerla perché altrimenti la vita troverà il modo per scalzare l’ostacolo che la soffoca.
Impariamo ad ascoltare questa voce che parla e che dice nel qui ed ora cosa vuole esattamente, ci appartiene, è parte di noi, perché ci porta quiete, nel senso che ci autorizza a sentire delle cose, a comprendere delle cose che la mente ed il cuore non autorizzano. Questa voce ci autorizzerà una sfumatura infinita di movimenti che proprio per la varietà delle possibilità ci acquieteranno perché sentiremo immediatamente che è proprio ciò che noi vogliamo nel momento presente, che è proprio la cosa giusta da fare. Questa voce si esprime quasi con ordini precisi e poi noi metteremo a disposizione di questi ordini tutte le capacità della nostra mente e del nostro cuore per compierli nel mondo in modo regale, perché è così che tutti vorremmo presentarci al mondo. Se riusciamo a fare il movimento regale le motivazioni degli altri vanno sullo sfondo perché lasciamo anche a loro la libertà di essere ciò che vogliono e ciò che sono come noi ci prendiamo la libertà ed il diritto di essere ciò che vogliamo e di fare ciò che desideriamo nel mondo. Se noi faremo il movimento che ci indicherà questo bambino che dobbiamo solo ascoltare non far crescere, faremo sempre un passo alla volta perché, se dobbiamo stare nel presente, è sempre un solo passo che possiamo fare, faremo un passo e poi ci fermeremo per cogliere cosa cambia fuori e dentro di noi, perché ogni volta che si fa un passo qualcosa cambierà e noi ci metteremo in ascolto di questa voce che ci dirà il nostro desiderio profondo. E’ venuto il momento che uomini e donne sulla Terra esprimano al meglio ciò che sono a livello umano, ma per poterlo fare devono ascoltare questa voce che dice loro il prossimo passo da fare ed è sempre qualcosa che veramente non sappiamo prima di metterci in ascolto e a volte ci può stupire. E noi ci troveremo a fare tantissimi movimenti stupendo anche chi ci è intorno, permettendo anche agli altri di fare lo stesso perché nessuno sarà attento a ciò che vogliono gli altri o alla risposta giusta o buona da dare, ma saremo attenti a ciò che vogliamo noi nel momento presente e al prossimo passo da fare.

 
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