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Sul cambiamento in atto

L’invito è a non pensare troppo perché la mente ci porta a vedere i nostri fantasmi.
La mente è uno strumento bellissimo ma quando viene usata per capire qualcosa che è più grande di ogni essere umano alla fine porta in un vuoto sterile dove si può dire tutto ed il contrario di tutto, dove le parole occupano completamente lo spazio, i ragionamenti si contorcono, le difese di personalità si attivano.
Il cambiamento in atto è qualcosa di molto piccolo e molto grande contemporaneamente; se vogliamo coglierlo dobbiamo cogliere il cambiamento che è in noi, quello molto piccolo che avviene di giorno in giorno. Ognuno di noi cambia, ognuno di noi si espande o si rattrappisce, ognuno di noi ha fede o ha paura, ha rabbia o amore ed il cambiamento è continuo. Per questo è necessario radicarsi nel qui ed ora, un qui ed ora fatto proprio di secondi, di attimi, di minuti, perché il cambiamento che dobbiamo cogliere è quello che avviene in noi di volta in volta per poter sempre essere presenti a noi stessi.
Quello che accade ora invece è che siamo sempre proiettati in avanti e non ci accorgiamo che la risata che stiamo facendo non è più vera, che il pianto, la disperazione che stiamo urlando non sono più reali; nello slancio del vivere ci dimentichiamo di stare in ascolto di noi stessi. Questo è il vero cambiamento.
Poi c’è un cambiamento più sostanziale, più grande, infinito, che riguarda tutto il genere umano, ma questo è scritto nelle stelle ed ha i suoi tempi, i suoi momenti e in qualche modo non dipende da noi; è come se l’umanità fosse un corpo unico che deve imparare a conoscersi, a vibrare all’unisono, a procedere insieme. Ci sono dei momenti in cui si regredisce, in cui si avanza, in cui si cade… come nella vita di ognuno. Ma il cammino dell’umanità non può essere influenzato così tanto dalla vita consapevole del singolo uomo o della singola donna perché ci sono delle spinte energetiche fortissime, delle forze che lavorano oltre noi, indipendentemente da noi, al di là della nostra vita e della nostra storia particolare.
Noi dobbiamo occuparci di noi stessi e del cambiamento piccolo che avviene al nostro interno giorno per giorno, cercando di accettarlo, conoscerlo, comprenderlo; di comprendere il mistero che ognuno di noi è, comprendere il nostro cuore, i nostri desideri, le nostre paure, i nostri bisogni, comprendere cosa ci impedisce di essere felici ed impegnarci ad eliminare tutte le cause che ci rendono inquieti. Ma la felicità non è quella cosa smielata che a volte si sogna, non è la pace dei sensi, una bella casa, un rapporto d’amore, un lavoro migliore. Scoprire cosa ci rende veramente felici, momento per momento, giorno per giorno, pronti a cambiare, pronti ad accettare che ciò che abbiamo voluto con tutto il nostro cuore non ci piaccia più e vogliamo lasciarcelo alle spalle. Dobbiamo sentire che c’è qualcosa al nostro interno che ci guida, ma si deve sempre permettere ad ogni parte di noi di parlarci. Perché quello che facciamo tutti è di zittire ciò che non amiamo di noi stessi. Dobbiamo accettare qualsiasi cosa ci venga dall’interno sentendoci autorizzati a fermarci, a cambiare strada, a lasciare andare le cose che amavamo un attimo prima, senza spaventarci della nostra trasformazione.
Questo è il cambiamento in atto nel mondo: che gli esseri umani non abbiano più paura del cambiamento perché la creatività prevede sempre un continuo cambiamento, un lasciare andare e procedere. La morte è un lasciare andare qualcosa per abbracciare qualcosa d’altro e l’atteggiamento che ogni essere umano ha sulla Terra ora lo si vede da quanta fatica fanno tutti a morire perché nessuno accetta il cambiamento, il suo cambiamento, che prevede sempre un lasciare andare qualcosa per fare entrare qualcos’altro.
C’è un momento legato al cambiamento, che il piccolo Io chiama vuoto, in cui la personalità si ritrae spaventata. Quello che sta avvenendo ora e che nessuno riuscirà più ad opporsi al cambiamento perché le nostre vite verranno sollecitate in continuazione e noi saremo spaventati ed in balia del cambiamento finché impareremo che questo è la vita stessa e che la vita non può fermarsi mai.
Non opponiamoci al cambiamento anche se ci fa paura; la nascita e la morte sono il più grande cambiamento, la prima l’abbiamo già provata, la seconda la proveremo tutti prima o poi. Prepararsi al cambiamento è prepararsi a lasciare andare sempre qualcosa, a stare nel vuoto, nella paura di ciò che può arrivare, in attesa che il nuovo diventi familiare.

 
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