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Sul movimento eroico maschile

Esprimere la propria unicità nel mondo è difficile per uomini e donne, perché questo è il movimento dell’anima quando cerca di esprimere se stessa sulla Terra. Questa espressione è molto difficile perché si presenta come una sfida fra la persona ed il resto del mondo; per questo l’espressione della propria unicità è in assoluto la cosa più difficile da fare sulla Terra.
Gli uomini che comunque sono segnati dall’energia maschile che va sempre nella direzione dell’espressione della propria unicità, sono in qualche modo, e fino ad un certo punto, favoriti sul piano della Terra, perché sembra, ma è anche vero, che sia più facile camminare in questa dimensione quando si è in una definizione precisa. Però gli uomini sono anche i più sfavoriti, sempre rispetto al piano della Terra, perché quando arrivano a sentire che l’espressione della loro unicità diventa difficile – e a loro sembra sempre che l’ostacolo provenga dall’esterno – si sentono sfidati.
Gli uomini amano fare il movimento glorioso, cioè portare loro stessi nel mondo appellandosi ad una definizione che comunque considerano sempre positiva, sempre bella. Anche il mafioso, cioè una persona che il mondo può giudicare condannabile al cento per cento, ha al suo interno la sensazione di esprimere al meglio qualcosa che lui ha accettato in positivo per sé rispetto alla visione che lui ha del mondo. Il mondo viene letto in un certo modo e quindi si accetta di dare al mondo una risposta specifica per stargli di fronte e si deve rendere conto solo alla parte a cui si è scelto di aderire.
Quando un uomo nell’espressione di questa unicità trova difficoltà ad esprimerla, la sua lettura è sempre che è il mondo, che sono gli altri che in qualche modo lo costringono a comportarsi di conseguenza. Parlando ancora dei mafiosi la visione è questa: è il mondo che mi costringe a fare riferimento ad una famiglia mafiosa perché altrimenti ne verrei schiacciato. Il mondo esprime sempre un potere contrastante ad un altro potere, ed il potere si esercita solo in un certo modo e quindi io aderisco a ciò che ritengo più adatto per me. Ma è sempre il mondo che costringe l’uomo, e in questo caso parlo proprio del maschile, ad esprimere se stesso in una determinata modalità.
Nei confronti di ciò che io considero mio, la mia famiglia, la mia cosca, la mia setta, non ha importanza se è piccola o grande, io sento: Questo mi appartiene ed io appartengo a questo; che è il movimento dell’energia femminile ma rispetto a qualcosa di ben definito e riconoscibile sulla Terra. Per ‘questo’ io posso intendere, partito, fede, gruppo, dalla cosa più piccola e quasi insignificante a movimenti molto grandi… ma quello che vive l’uomo è che i suoi ideali assoluti, gli impersonali, lui li mette in atto sempre e solo rispetto a questo gruppo di appartenenza, e di fronte a questo gruppo di appartenenza ci deve essere sempre e solo espressione. Non può esserci né attacco, né difesa, perché con questi movimenti io mi metterei ai margini, fino ad uscire dal gruppo stesso. E’ solo tramite l’espressione che io arricchisco il mio gruppo di appartenenza; io riconosco che il gruppo mi ama, mi appartiene, al suo interno sono in apertura ed esprimo me stesso, e posso esprimere me stesso totalmente perché questa espressione di me porta ricchezza per tutti. Essendo l’energia femminile negli uomini maggiormente oscurata, all’interno della cosca mafiosa questa si esprime tramite il sentire l’appartenenza al gruppo. Io appartengo a questo gruppo e questo gruppo appartiene a me, e ci sarà una lealtà reciproca e la mia espressione sarà sempre un arricchimento per tutti. Nel momento in cui l’uomo, sulla Terra, rispetto a cose molto concrete, non vive questo ma vede ciò che gli si presenta come altro da sé ed altro dal suo gruppo di appartenenza, quando viene portato al limite di se stesso, l’unico movimento vissuto come eroico dall’energia maschile è l’attacco. La fuga è un movimento istintivo di difesa della propria vita tirandosi indietro, perché si riconosce a chi attacca una superiorità e quindi si danno dei segnali di resa. Ma il movimento eroico a cui aspirano gli uomini maggiormente in contatto con l’energia maschile credendo di dare espressione di sé in bellezza di questa energia, è sempre e solo l’attacco.
Capire questa cosa è molto importante: per gli uomini la massima espressione di potenza dell’ energia maschile è l’attacco. L’altro è talmente altro da me che io non posso esprimere me stesso a meno che non lo annienti, perché l’espressione di me l’altro non me la concede e quindi io, se voglio esprimere me stesso, non posso che cancellarlo nella sua manifestazione concreta sulla Terra.
Senza volerlo anche gli uomini più evoluti quando si sono inchinati alle donne hanno riconosciuto loro una uguaglianza rispetto a loro, non hanno riconosciuto una differenza. Riconoscendo una uguaglianza le hanno fatte entrare nel cerchio di appartenenza del loro clan maschile, ed infatti solo le donne che esprimono nel mondo in qualche modo la loro parte maschile, cioè vanno nel mondo come gli uomini, riescono a stare e a camminare accanto a questi. Gli uomini evoluti hanno riconosciuto alle donne questa uguaglianza, gli uomini meno evoluti vogliono invece la predominanza sulla donna perchè ciò che è altro da me in qualche modo mi nega, ed io non posso esprimere me stesso perché l’altro altrimenti si mostra e mi da un ALT, segnando un confine ed impedendomi la totale espressione di ciò che sono. E per espressione di me sulla Terra intendo proprio cose concrete: io questo albero voglio tagliarlo e quindi lo taglio. E tutto ciò che impedisce la mia espressione sulla Terra io devo cancellarlo oppure trasformarlo al punto da renderlo uguale a me, per non cogliere la profonda destabilizzazione che la sua presenza compie al mio interno perchè è altro da me; l’alterità quando mi si presenta sulla Terra crea concretamente un momento di crisi. La crisi corrisponde ad ogni momento in cui io devo rinunciare all’atto eroico e scegliere la fuga perché l’altro mi si presenta in modo tale che la sua espressione diventa la dualità più estrema sotto forma di bianco-nero. Sulla Terra il bianco-nero, se visto, scatena nell’uomo o il movimento istintivo dell’attacco vissuto come eroico perché volto ad annientare ciò che viene visto come totalmente negativo, o il movimento non eroico, vissuto dall’uomo come disfatta, che è il ritirarsi e quindi l’essere schiacciato da ciò che si crede oscuro.

 
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