Considerare la propria vita un fallimento è un assurdo spirituale.
Il progetto dell’anima è un progetto che si compie nella vita, che si srotola in un tempo e uno spazio, con degli accadimenti precisi, ma il progetto dell’anima è già compiuto nel momento stesso in cui l’anima lo sceglie per sé.
Nessuna vita allora può essere un fallimento.
Una persona che si suicida vive senz’altro un senso di fallimento totale, una ripulsa nei confronti della vita così grande che nulla lo tiene legato alla Terra, né i fiori che sbocciano a primavera, né i fiocchi di neve che cadono d’inverno, né il canto di un uccello o il legame con un altro essere umano per quanto forte questo sia. Nulla che appartenga al piano della terra lo trattiene.
Anche chi compie questo atto non ha fallito ma sta facendo qualcosa che la sua anima già sapeva di dover affrontare nel momento in cui sceglieva di tornare in questa dimensione.
Sembra un assurdo: un’anima sceglie di tornare sulla Terra per arrivare ad un punto in cui più niente di questa dimensione la trattiene e la persona sceglie di andar via.
Le due cose nella logica mentale terrena sono assurde e in totale contrapposizione.
In realtà non è l’anima che sceglie il suicidio, perché l’anima non può suicidarsi; chi sceglie il suicidio è la personalità che, come un vestito, copre e tiene racchiusa l’anima.
L’anima in realtà non si stacca mai dal piano a cui appartiene; per l’anima è come recitare una parte sapendo perfettamente che è una recita. Diciamo pure che le parole sono molto limitanti e non descrivono esattamente ciò che accade.
L’anima decide di recitare una parte rimanendo però totalmente consapevole del piano a cui appartiene.
Chi si suicida quindi, o chi crede di aver fallito, è la personalità con cui l’anima ha scelto di attraversare questo tempo e questo luogo. E’ alla personalità che dobbiamo rivolgerci perché è la personalità che è ferita, è lei che perde il senso ed annaspa e vive tutte le mille emozioni degli uomini.
La personalità va ascoltata, compresa, nutrita e soprattutto messa in collegamento con l’anima perché è solo da questo collegamento che essa trae il nutrimento di cui necessita.
Quello che tutti voi dovete attuare è il collegamento con la vostra anima.

