(da un contatto personale)
E’ importantissimo che tu incominci a guardare a te stesso con lo sguardo dei nativi americani, cioè come un uomo con delle caratteristiche speciali, un dono per tutta la tribù. Le persone che nascono con la capacità di vivere profondamente e totalmente in contatto con ciò che noi chiamiamo energia femminile, ma sono segnati al maschile nel corpo fisico, hanno grandissime possibilità di esprimere la propria anima. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che queste persone, e tu in particolare, siete costrette ad entrare in una interrogazione profonda di voi stessi per poter esprimere nel mondo ciò che siete, nonostante tutto, perché se vi adattate allo sguardo che la società poggia su di voi, vi è solo un rattrappirsi. Questa cosa tu la conosci bene perché l’hai vissuta in vari periodi della vita; ti guardavi con gli occhi degli altri, non comprendevi e, il non comprenderti, era sempre in negativo, nel senso che sentivi di non appartenere né al genere maschile, né al genere femminile. Questa cosa noi la vogliamo sottolineare, perché tu non appartieni né al maschile né al femminile, ma a qualcosa che va oltre e che ti porterà a dover sempre, in ogni momento, entrare dentro di te alla ricerca di te stesso per cogliere ciò che sei, l’unicità che ti appartiene. Questa unicità appartiene ad ogni essere umano, ad ogni donna e ad ogni uomo, ma spesso il fatto di essere totalmente donna, nel corpo ed energeticamente, o totalmente uomo, nel corpo ed energeticamente, porta a subire maggiormente l’impronta data dagli altri, dalla società, e quindi a sforzarsi di aderire ad un modello accettato e considerato ‘normale’; questo porta a rinnegare parti bellissime di se stessi e c’è un soffocamento di ciò che non viene rinforzato dal modello di appartenenza. Siccome in te non c’è questa corrispondenza fra la parte energetica e la parte fisica, all’inizio questo ti stringe come in un pugno e ti porta in una profonda interrogazione … Ma io chi sono? Come farò a realizzarmi nella vita se i due modelli umani sono così perfettamente definiti, uomo o donna? Dov’è il mio posto? Cosa sono io realmente? … Queste domande ti portano proprio al limite di te stesso, quando veramente dubiti non solo del tuo diritto di esserci e di esprimerti, ma anche che ci possa essere un posto nel mondo che ti possa accogliere, per cui tu possa semplicemente sentire la tua appartenenza al genere umano per diritto divino, visto che ogni figlio di Dio è sacro ed è voluto così com’è dalla divinità. Non ci sono sbagli nella creazione, la divinità non può compiere errori, non ci sono malattie da curare o deformazioni da correggere; è la pochezza umana che riduce la divinità a sua immagine e somiglianza, e se un uomo o una donna non assomiglia perfettamente a ciò che i più esprimono, giudica la cosa che ha di fronte come un errore di natura. Non ci sono sbagli né nella natura né tanto meno nella mente e nel cuore della divinità che si esprime nella creazione.
Questa cosa che sulla Terra di solito è portata come una croce, cioè come qualcosa da trascinarsi dietro, qualcosa di pesante che si vorrebbe solo lasciare andare e liberarsene, in realtà ai nostri occhi è solo un trampolino di lancio, una grandissima possibilità, proprio perché la situazione concreta è difficile, di riuscire ad essere fedeli a se stessi, cioè a scoprire la divinità che si manifesta tramite ogni creatura, e quindi anche tramite te, e poterla pienamente manifestare nel mondo per la gloria di Dio. Questa cosa è bellissima perché è come fare accettare al mondo un fiore raro che proprio perché è raro è più… non è di maggiore valore, perché tutti abbiamo un uguale valore agli occhi di Dio, ma è maggiormente da rispettare. Torno a parlarti dei nativi americani che riconoscevano in queste figure dei messaggeri divini, cioè qualcuno che tramite la propria rarità e particolarità, mostra – se vuole, se lo vive in bellezza, se lo vive in gloria, se lo vive come espressione gioiosa di un grande respiro, cercando un modo concreto che onori ciò che è – può mostrare a tutti, uomini e donne, che la bellezza è dovunque, che la divinità è in ogni cosa e che è solo l’occhio umano che non vede e non coglie il sacro in tutto il creato.
Ti diciamo questo perché è molto importante per te che tu non solo ti viva, ti accetti e senta il tuo diritto ad esprimerti, ad essere e a mostrare ciò che sei, ma anche perché in questo percorso devi fare molta attenzione ad onorare e a riconoscere sempre il sacro, nel senso di sacro per te, e a rimanere in contatto profondo con ciò che tu sei, con ciò che tu provi, con ciò che tu pensi e soprattutto senti… la fioritura può avvenire solo in totale unicità.
Noi ti invitiamo a vederti e ad onorarti come essere unico e quindi a non credere di darti una identità cercando una appartenenza troppo stretta con altre persone simili a te. A volte, quando ci si sente soli, o ci si sente ‘diversi’, si cerca in tutti i modi un gruppo a cui appartenere e, a livello di personalità, si evidenziano maggiormente, per poter appartenere poi a quel gruppo, le cose che uniscono, le cose che ci fanno simili e si dice: anch’io, anche per me è così. E’ quel desiderio umano di guardare altri e sentire che non si è soli ma che si ha un gruppo di appartenenza. Questo desiderio è molto bello, però noi ti invitiamo anche ad onorare e a ricercare con forza anche la tua unicità perché altrimenti potrebbe accadere a te quello che accade poi alla donna o all’uomo quando nel desiderio di essere come tutti gli altri non accettano, soffocano, la loro unicità; per te questo pericolo è ancora più grande.
Ricorda che ogni essere umano è prima di tutto e soprattutto UNICO, cioè nel pensiero di Dio e nel cuore di Dio non ci sono doppioni, non ci sono fotocopie, una cosa non è mai uguale all’altra, la divinità è energia creativa e proprio perché creativa continuamente crea la diversità… e questo viene dimenticato dalle donne, dagli uomini, da tutti, e si guarda sempre con paura a questa diversità. In qualche modo la personalità ed il piccolo io ha talmente paura della diversità e della solitudine che cerca in tutti i modi di assomigliare agli altri; è come se gli uomini e le donne, tutti, avessero paura di ciò che rende diversi e si affrettano a cercare i punti simili, quelli che hanno in comune con altri esseri umani e a nascondere la differenza e la particolarità.
Per te questo pericolo è ancora più grande perché hai già accettato una diversità e hai veramente nel cuore un grandissimo desiderio di appartenenza, il tuo bisogno di vita, di gioia, di musica, di trovare amici, di condividere e proprio di condividerti, cioè di donarti agli altri, in modo che ciò che tu sei possa scorrere e andare verso gli altri e viceversa, ciò che sono gli altri possa scorrere ed essere accolto da te, è così grande che potresti inciampare maggiormente in questo desiderio di appartenenza. E’ bellissimo il tuo desiderio di condivisione, appartiene alla tua energia, cioè all’energia femminile, ad una energia divina, che poi l’umanità ha etichettato come femminile, ma in realtà è una energia divina, che è quella proprio della condivisione: “Tutto mi appartiene ed io appartengo a tutto” quando si sente questa sensazione di grande e totale abbraccio e relazione con ogni cosa. Però il pericolo in cui inciampa un essere umano quando è portato da questa energia è quello che lo spinge ad oscurare un’altra energia divina, l’energia etichettata come maschile, cioè quella che ci spinge a mettere a fuoco, ad accettare e valorizzare proprio la particolarità e l’unicità di ogni cosa. Noi ti invitiamo ad andare pure nel mondo con questo movimento di grande desiderio di condivisione e di relazione, con questo grande desiderio di dire liberamente: “Questo sono io, Dio mi ha voluto così e per fortuna la divinità non fa sbagli, non fa errori… questa manifestazione di Dio sono io, ed io devo portarla nel mondo con fierezza.” ma di non dimenticare di onorare sempre entrambe le energie.
Le due energie, quella maschile e quella femminile, nell’anima sono uno, ma per femminile non si intende ‘donna’ e per maschile non si intende ‘uomo’, queste sono solo delle definizioni per far comprendere la diversità di queste due energie. Sono due energie che insieme formano il movimento energetico creativo, appartengono alla divinità e si manifestano sulla Terra in ogni momento in cui vi è una espansione legata alla vita e alla crescita in ogni sua forma.
E’ molto importante dunque che tu vada nel mondo con questo movimento fluido di grande abbraccio e di condivisione, col desiderio di togliere tutti i veli di ipocrisia e falsità che gli uomini e le donne hanno rispetto a ciò che tu sei, di strappare le maschere che si indossano per paura, ma ricordati sempre che tu, come tutti, sei unico, cioè c’è in te una unicità e che è questa che deve fiorire, che devi onorare e che devi cercare di portare nel mondo.
Resta veramente sempre in ascolto solo di te stesso e cerca di avere il coraggio di esprimere sempre solo te stesso anche se la tua voce fosse l’unica fra tante, se la tua particolarità, il tuo sentire fosse ‘strano’ anche all’interno del gruppo di appartenenza. E’ proprio un invito ad abbracciare totalmente la diversità intesa però come unicità. Non è facile, ma devono farlo tutti comunque, ogni essere umano deve farlo, perché ogni essere umano è un raggio unico di Dio che è venuto al mondo per manifestare nel mondo la bellezza di un raggio divino che si esprime tramite lui. Tutti devono fare questo e tu sei invitato a farlo con molta, molta più attenzione, con molto, molto più rigore, perché nel desiderio di essere in qualche modo abbracciato ed accettato dagli altri tu non rinneghi parti di te.
Nella prima parte della vita c’è stato il pericolo che tu rinnegassi ciò che sei e quindi lo nascondessi a te stesso, lo vivessi solo come negativo, lo camuffassi… a molti ragazzi capita questo, arrivano addirittura a vivere due vite, una sociale e una privata, da nascondere come vergognosa. E quindi c’è stato questo pericolo molto grande di oscuramento e di rinnegamento della bellezza che ti appartiene; ma da ora in poi c’è quest’altro pericolo, che tu possa oscurare o rinnegare parti di te perché sono solo tue, sono uniche, non appartengono a nessun altro… potresti guardarti intorno e dire: “Ma possibile, ancora una volta sono così particolare, così strano, quando io vorrei in qualche modo essere il più ‘normale’ possibile almeno all’interno di questo gruppo.” Questa unicità, questa particolarità, questa diversità è la divinità che deve esprimersi in ogni singolo essere umano, è l’unicità che appartiene ad ogni anima.

