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	<title>Associazione culturale il Crogiuolo</title>
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	<description>L&#039;associazione culturale il Crogiuolo propone corsi di Reiki, channeling, Fondamenti energetico spirituali per lo sviluppo del potenziale umano.</description>
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		<title>La scoperta del proprio limite</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 16:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
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C’è un movimento che ora accomuna tutte le donne sulla Terra ed è quello di fare un passo indietro quando si sentono nell’impotenza di far scorrere l’amore. L’amore non è che possa essere cancellato perché è eterno, quindi il legame che ti ha unito a quest’uomo può essere descritto con la frase: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da un contatto personale)</p>
<p>C’è un movimento che ora accomuna tutte le donne sulla Terra ed è quello di fare un passo indietro quando si sentono nell’impotenza di far scorrere l’amore. L’amore non è che possa essere cancellato perché è eterno, quindi il legame che ti ha unito a quest’uomo può essere descritto con la frase: ciò che Dio unisce l’uomo non può cancellare, ma non è il rito che compie l’uomo ad avere valore, ma ciò che è un legame d’amore, ciò che è fecondo, o comunque è stato grandemente fecondo un tempo, che non può essere cancellato. Quindi l’amore che ti ha legato e che ti lega a quest’uomo, come giustamente tu senti perché hai questa sensibilità sottile, non viene cancellato da degli eventi per quanto traumatici possano essere a livello di personalità. Ma quando una donna sente l’amore e vede anche la bellezza di ciò che ha di fronte, nel senso che vede le possibilità evolutive di un uomo che la incantano &#8211; e sono state queste cose che poi hanno creato il ponte d’amore &#8211; quando una donna sente e vede tutto ciò che vedi e senti tu, ma si trova anche oggettivamente a vivere una impotenza a fare scorrere questo amore, a renderlo fecondo per se stessa e per l’uomo, per nutrirlo nella sua crescita evolutiva, non può che fare un passo indietro.<br />
E questo passo indietro è sacro, cioè non è qualcosa di negativo, non è: la donna è incapace, mostra la sua pochezza, dovrebbe starci di fronte… E’ chiaro che se una donna è potente sa stare di fronte a tutto questo e nella sua potenza compie il miracolo, ma per poterlo fare deve nascere del nuovo in te e sulla Terra. Vedo proprio che è qualcosa di nuovo che sta arrivando… e finché la donna non viene attraversata veramente da questo potere che non le permette di sottrarsi, non le permette perché lei è diventata luminosa a se stessa, cioè tutto ciò che lei è lei lo vede e quindi lo manifesta nel mondo, fino a quando questo non avviene, il movimento di fare un passo indietro è un movimento sacro, istintivo ma sacro. E’ come se una donna nella sua sapienza – non comprensione, ma sapienza profonda ed istintiva – sapesse che è inutile che lei faccia dei movimenti “buoni” … io lo perdono, lui è così, non può fare che così, dopotutto ha anche tanti aspetti belli, io riesco a reggere, reggo … Il buonismo delle donne schiaccia la donna e permette all’uomo una manifestazione inquinata di sé, quindi non permette all’uomo di vedere il suo limite umano che deve superare e non permette alla donna di esercitare un potere reale legato ad un amore che crea e non si sfinisce in un continuo sacrificio sterile.<br />
Il sacrificio deve essere abolito dal piano della Terra; ormai il sacrificio non è più necessario, anzi diventa deleterio. Questi movimenti tu non li fai più, e non fai neanche più quel movimento tremendo che poi si ripercuoteva contro di te, per cui imponevi un limite a quest’uomo perché la verità andava detta, ti presentavi a lui nella tua furia umana e questa furia umana permetteva in qualche modo a quest’uomo di centrarsi, quindi di vedersi, di vedere un suo limite e di contenersi. Questi due movimenti, il sacrificio e la furia, sono terreni entrambi, sono l’unica cosa che le donne riescono a fare, finora sulla Terra, oppure c’è la sottrazione. La sottrazione può essere fatta, ma deve essere compresa come movimento sacro, nel senso che tu puoi farla o non farla, ma se lo fai la guardi, la attraversi e la illumini con il tuo sguardo sapiente, non come un movimento di fuga. La sottrazione non è: io sono stanca, ormai le ho provate tutte, questa cosa è ripetitiva, è sempre uguale a se stessa, è come se quest’uomo non volesse capire. Io accetto che lui non riesce a stare di fronte a me, accetto che anch’io non riesco a stare di fronte a lui perché inevitabilmente mi riporta in un movimento umano o legato al buonismo – io sono superiore, quindi perdono, quindi abbraccio – che non mi piace più perché voglio di fronte a me un mio pari; o entro in un movimento di furia, ed è vero che io argino, io faccio pulizia, io dico la verità, io indico quello che c’è da vedere, lo mostro tutto in modo che la finiamo di mentirci o di mentire, di guardare solo le cose che ci fa comodo guardare e non voler guardare le cose che ci mettono in crisi. Anch’io sono stanca perché sento che è come una battaglia persa ed ho diritto, mi concedo finalmente il diritto di fare un passo indietro e di cercare nutrimento da altre parti.<br />
Questa cosa può essere fatta, è sacra, però noi ti invitiamo a vedere come la storia con quest’uomo è anche la massima sfida per te nel senso che, come oggettivamente può essere vissuta da tutte le donne con la capacità che hanno adesso di andare nel mondo, lui ti porta al limite di te stessa, perché è come se tu vedessi con i tuoi occhi sapienti una possibilità in divenire, in crescita in bellezza, perché quest’uomo ha veramente qualità molto belle che ti incantano, ma dall’altra parte ti mostra anche tutta la sua paura, tutto il suo limite, tutta la sua incapacità di manifestare questa bellezza nel mondo. E noi vogliamo farti vedere come lui è il tuo specchio, cioè che anche se nella valutazione umana sembra che lui manifesti un’ombra infinita e che tu manifesti una luce infinita… questa luce però non riesce a cancellare quest’ombra. In realtà vedo che siete agganciati perché c’è una sfida fra ciò che tu sei e ciò che lui è. Tutto ciò che accade all’interno di questa relazione va interpretato e va visto a livello altamente simbolico, come se fosse un sogno, quindi che ha al suo interno e ti mostra cose altre da ciò che possono vedere comunemente le persone che ti dicono: ma come mai una donna forte come te, intelligente come te, bella come te, e via così… è impigliata in questa storia. Questa è una valutazione umana; è chiaro che se tutto ciò è accaduto, non solo è sacro, ma è perfetto, e noi percorriamo il piano della Terra per riconoscere la perfezione di Dio in atto, non per cercare la perfezione umana. Anche negli eventi più tremendi, quelli che fanno vacillare soprattutto il cuore delle donne, c’è la perfezione di Dio in atto. Allora noi ti invitiamo a guardare questa relazione, la relazione con quest’uomo, e a tutto ciò che accade, alla ricerca di ciò che ti chiama perché tu possa vederlo, come uno specchio esteriore che ti mostra però una parte ancora oscura in te. Oscura non vuol dire negativa, peccaminosa, sbagliata … la causa di questo è di tuo padre, di tua madre… nella terapia che comunemente viene fatta sulla Terra dagli psicologi, per sciogliere dei nodi di personalità – ma per oscura intendiamo una parte dell’anima che vuole manifestarsi. Dio è in continua evoluzione, l’anima è in continua evoluzione, non c’è nulla di statico, e quindi è proprio il nuovo che avanza ed è oscuro perché non è mai stato sperimentato da te come scintilla divina nella concretezza della Terra, ed è questa parte di te oscura a te stessa che ti rende impotente, perché altrimenti tu saresti nel pieno del tuo potere, ed il potere è proprio quello di fare i miracoli, non è il potere di abbandonare quest’uomo ed andare via, il potere è: io ti vedo per ciò che sei nella tua bellezza e non ti permetterò non solo di offuscare la mia visione, ma di ridurmi impotente per cui io devo ritrarmi da te.<br />
Questo ritrarsi è un movimento sacro che tu puoi fare, questo non è assolutamente un invito a restare nonostante tutto; il ritrarsi è un movimento sacro perché è la scoperta del proprio limite, cioè: io sono arrivata fino a qua, adesso ho bisogno di respiro, io allungo la corda e di quanto la allunghi puoi deciderlo solo tu, nella tua piena maestà decidi di quanto allungare questa corda che comunque ti ha stretto al collo fortemente, decidi di quanto allargare questo cappio, fino a poter scegliere di tagliarlo, perché hai diritto ad un po’ di pace, semplicemente ad un po’ di pace, un po’ di amore… puoi farlo, però puoi farlo consapevole di ciò che vai a fare, non raccontandoti altro, perchè la personalità a volte s’indora. Ti invitiamo a guardare a questa storia come se tu fossi all’interno di un sogno e tutto ciò che tu vedi ti rimanda a te stessa.<br />
Facciamo solo un piccolo passo all’interno di questo movimento di visibilità a te di te perché sentiamo che bisogna andare con molta delicatezza … Tu sei sempre talmente affamata di verità, di ideali, ed il tuo desiderio legato alla mente è: io mi inchino alla verità e solo alla verità. Però questo desiderio mentale ti porta in una urgenza che ti spinge in avanti, quella che ti fa indagare per sapere con precisione ciò a cui stai di fronte realmente, ad esempio i tradimenti del tuo uomo. Il tuo desiderio profondo di verità che è la parte legata alla mente e all’energia maschile, ti porta a volte a fare quello che fanno gli uomini, cioè a fare dei movimenti perché credono di aver visto tutto, aver già capito tutto, una volta che qualcosa è stato svelato, e voler immediatamente rimettersi in gioco. Questo però ti porta a non essere delicata con te stessa, cioè con l’altra parte di te, che è l’energia femminile ed è il tuo cuore che sanguina, e della verità, della giustizia, della bellezza, di questi ideali impersonali stupendi che appartengono alla divinità e quindi anche a te, ma appartengono soprattutto all’energia maschile, il cuore non sa che farsene perché è fatto di carne ed è un cuore così tenero che può essere graffiato da una brezza se all’interno di questa brezza c’è un pulviscolo di sabbia . Vedo qualcosa di talmente delicato in te che non è vero che gli altri non onorano, nel senso che nella tua visione terrena sono sempre gli altri che fanno scempio di questa parte, che non ti vedono, che ti fanno soffrire senza neanche accorgersene, per questo hai preso questa parte e l’hai messa talmente dentro di te come una bambina piccola che dice: basta, basta per carità! E hai deciso che almeno tu dovevi proteggerla. Però ora sei grande a sufficienza per vedere che il primo movimento devastante è quello che tu compi su te stessa, non quello che fanno gli altri. Gli altri veramente non hanno nessun potere su di te, il potere è solo tuo, perché siamo soprattutto esseri spirituali; c’è poi un’altra parte di te che è corazzata, è forte, è capace di reggere, di prendere decisioni, di fare, di stare nel tempo, di andare quasi al limite di se stessa per dimostrare a se stessa la sua forza, la sua potenza. Però ripetiamo, questa è l’energia maschile della tua anima &#8211; nell’anima sono presenti entrambe, l’energia femminile e l’energia maschile – questa parte della tua personalità è inesorabile con l’altra e la schiaccia, la umilia e la ferisce. E il primo passo che noi facciamo all’interno di questo disvelamento a te di te stessa è che questa cosa che poi viene ripetuta dagli altri in vario modo, dalle amiche, da tua mamma e anche dall’uomo che ami, con cui hai attraversato parte della tua vita, è qualcosa che ti si mostra all’esterno ma in realtà è un movimento interno tuo. Tu non riconosci la delicatezza, la sacralità di questa delicatezza, la divinità di questa delicatezza… questa delicatezza non va difesa dall’altra energia ma va fatta fiorire tutta, va onorata, va conosciuta, va espressa con grande potere; mentre tu hai messo l’altra energia a sua difesa. Noi ti mostriamo che questa parte di te descritta come delicata appartiene a tutte le donne, e le donne quando credono di non essere potenti, quando credono di non farcela a reggere le cose del mondo, chiedono aiuto agli uomini e credono che gli uomini le proteggano, in realtà questa protezione è anche la loro massima prigione, è la loro massima ferita, e chiedere questa protezione è proprio ciò che non devono fare.<br />
Ciò che tu poi hai proiettato all’esterno, o il mondo ti ha mostrato, è ciò che tu in qualche modo hai compiuto al tuo interno perché per ora è così, cioè l’energia femminile quando ha paura del mondo, quando vede il mondo duale così barbaro, così inconsapevole, così distruttivo – vedo un macello – così tremendo… finora ha creduto di proteggersi prendendo l’energia maschile sacra guerriera e mettendola a protezione di se stessa.<br />
Questa cosa te l’abbiamo detta perché c’è una parte di te che ama la verità, e se c’è da dire qualcosa la si dice, se c’è da stare di fronte a qualcosa lo si fa, se c’è un esame da fare la forza la si trova &#8211; perché chiaramente una parte di te sa di avere una forza infinita &#8211; … però tenderesti a slanciarti in avanti e a fare un movimento glorioso, che appartiene però all’energia maschile. All’uomo piace essere senza macchia e senza paura, piace vedere il male sempre all’esterno… vedo il guerriero che affronta il drago, o l’anacoreta che si chiude in una grotta e sta di fronte a tutto ciò che deve emergere perché sa che le paure devono essere sconfitte, vedo il Cristo che combatte contro il demonio nel deserto … Questa è l’energia maschile, fare un atto eroico … noi ti invitiamo a capire profondamente che se tu vuoi partorire il nuovo, cioè vedere, illuminare, far nascere addirittura da te quella parte femminile che porta poi al potere femminile, non puoi compiere ciò che appartiene all’altra energia, perché se tu compi l’atto eroico, che è quello che fai sempre quando inciampi in qualcosa e non vuoi piegarti, quell’atto eroico appartiene all’altra energia, quindi non ti può portare dove tu vuoi andare, cioè in quella zona più luminosa di te che ti incanta, che ti dà quiete. E’ quella sensazione che nasce dentro di te proprio quando sei in contatto con l’energia femminile, quella che ti porta nei chakra alti, quella che però ti fa quasi tirare su i piedi da terra e dire: io sono qui, su questa Terra, ma ci cammino in punta di piedi perché ci sono troppe cose che non riesco a reggere… altro che atto eroico, altro che sconfiggere il drago, altro che stare faccia a faccia con l’ombra, io cammino ad un centimetro da terra, mi aggrappo a questo filo luminoso che passa dal chakra della corona e sento che arriva fino al cuore, mi aggrappo lì e in qualche modo mi tiro su … questa è l’energia femminile, va dal cuore ai chakra superiori.<br />
Dal cuore ai chakra inferiori &#8211; superiori ed inferiori sono chiaramente solo dei termini umani per far comprendere, perché sono entrambi sacri – tu preferisci andare con l’energia maschile, per una sapienza istintiva sacra che ti fa dire: col cavolo che io vado nel mondo usando la mia energia, l’energia femminile, perché per stare di fronte alla crudezza, alla pesantezza, all’ignoranza, all’inconsapevolezza del mondo è più adatta l’energia forte, guerriera, che cerca la verità e non ha paura di guardarla, è più adatta questa energia che sa difendersi e dare pestoni, e tu di pestoni ne dai tantissimi e ti sembra di averne diritto. Sei proprio segata a metà, e quando noi ti invitiamo ad incarnarti, ti invitiamo ad incarnare l’energia femminile, perché è come se tu fossi venuta sulla Terra con queste due energie, maschile-femminile, che conosci e sai usare entrambe, sai usarle anche molto bene, ma che ti stanno sfinendo, nel senso che sono talmente una di fronte all’altra in una zona duale, ombra e luce talmente definita, che è questa sensazione che ti dà la percezione di impotenza. Tu dici: io quell’ombra non riesco ad illuminarla, a me sembra di aver fatto tutto quello che potevo fare con quest’uomo, non c’è altro che posso fare, io lo onoro, onoro il suo libero arbitrio, onoro il suo diritto ad essere quello che è, il suo diritto a voler fare ed andare nel mondo come vuole, però io mi ritiro. Ma quest’uomo è il mondo, quest’uomo è il conflitto fra la luce e l’ombra, quest’uomo ti mette di fronte alla tua impotenza perché sei divisa a metà, ma non solo tu, tutte le donne sono divise a metà, ogni donna poi è di fronte alla sua zona d’ombra e di luce … Chiaramente non ha senso confrontarsi, ed ogni confronto è osceno perché ogni essere umano è un’anima che se si è incarnata è di fronte al suo massimo limite, e quindi confrontare il limite non ha senso in quanto la sensazione di dolore quando si è di fronte ad un limite è uguale per tutti; per questo un illuminato è pietoso nei confronti di ogni espressione umana, perché sa che c’è un’uguaglianza fra lui ed ogni essere, perché la sensazione percepita dal piccolo io sulla Terra è uguale. E quindi questa è una realtà a cui stanno di fronte tutti, a cui stai di fronte anche tu, chiaramente nel limite estremo che la tua anima ha chiesto per te.</p>
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		<title>L&#8217;accettazione del piano della Terra</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 16:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le donne devono incarnare la loro anima, cioè non vivere solo dal cuore in su, con i chakra superiori, ma partorirsi nel mondo, calandosi nei chakra inferiori, devono imparare a camminare sulla Terra, con tutte le sue contraddizioni, dove gli esseri umani, anche con le migliori intenzioni, si sfregano con la carta vetrata, dove c’è un dolore tremendo, dove il corpo può ammalarsi nei modi più orrendi ……..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da un contatto personale)</p>
<p>La problematica è data dalla non accettazione del tuo destino. Tu in qualche modo desideri muoverti nel mondo come se fossi già perfetta e, in qualche modo, già lo sei. La perfezione è quella cosa con cui sei in contatto, che può essere definito Sé, quella vibrazione energetica che ti appartiene e che riesci a cogliere nei momenti di massima apertura nei confronti dell’energia, dello spirito, quando ti senti lievitare.<br />
Questa perfezione che ti appartiene è come se fosse già realizzata, altrimenti non potresti metterti in contato con essa, ma nella dimensione della Terra, c’è anche la necessità del tempo per permettere lo svelamento di questa perfezione presente al nostro interno. La tua grande sofferenza è la non accettazione di questa discrepanza fra la perfezione che senti e che ti appartiene, ma che in qualche modo anche non ti appartiene, perché non ti senti nell’estasi e neanche nella quiete interiore o nell’appagamento. Nei momenti in cui tu cogli con grande forza la dimensione energetico-spirituale tu lieviti perché ci sei all’interno, e poi ogni volta che devi abbandonarla – come un’anima che lascia al dimensione Uno per entrare nella dimensione duale della Terra – c’è per te la sofferenza. Ogni volta che ti stacchi dalla sensazione di contatto con l’Uno su tutti i piani, mente compresa, è come se rivivessi la caduta nel piano duale. Per l’anima, quando viene sulla Terra, la prima sensazione è quella di essere in una prigione. Tu stai accentuando questa sensazione e per questo sei spaventata, per questo ti sembra di essere depressa o confusa. Più riesci a entrare in contatto con i mondi energetico-spirituali, in contatto anche con il tuo corpo emotivo, più quando torni sulla Terra ti sembra di morire, che è la sensazione dell’anima quando abbandona quei piani e si incarna. C’è una profonda nostalgia di quel sentire e vorresti portarlo con te sempre, perché lì stai bene; tu non puoi realizzare questo sogno perché altrimenti l’anima sarebbe stata in altre dimensioni, a contatto maggiormente con l’Uno, e non sarebbe venuta sulla Terra.<br />
Le donne devono incarnarsi, devono avere il coraggio di incarnarsi in questa dimensione. Le donne devono, ma proprio devono, perché è il momento, perché questo è il loro compito spirituale in questo momento, incarnare la loro anima, cioè non vivere solo dal cuore in su, con i chakra superiori, ma partorirsi nel mondo, calandosi nei chakra inferiori, anche se a loro sembra di andare quasi all’inferno. Camminare sulla Terra, con tutte le sue contraddizioni, dove gli esseri umani, anche con le migliori intenzioni, si sfregano con la carta vetrata, dove c’è un dolore fisico tremendo, dove il corpo può ammalarsi nei modi più orrendi, dove la donna non vuole incarnarsi perché dice “Manca la divinità, perché se ci fosse non si potrebbe manifestare in questo modo, con queste sofferenze fisiche e psichiche, con questa confusione mentale, per cui non si capisce nulla!”<br />
La tua anima guarda il chakra della corona, poi il terzo occhio, poi il chakra della gola, fino a cuore… e si ferma lì, dà un’occhiata sotto e dice: “Mamma mia! C’è la volontà, e il mio volere può scontrarsi con il volere degli altri; c’è la sessualità, la relazione con l’altro, il sentire così diverso che diventa un continuo sfregarsi dolorosamente addosso, magari mi incontro su certi piani, e su altri… il deserto. Il primo chakra, poi… Spaventatissima, resta lì e non vuole incarnarsi, non vuole! Oppure ha questa pretesa: sì, io mi incarno, però tutto deve essere perfetto, perché devo essere in grado di portarmi dietro la mia atmosfera.<br />
Noi ti diciamo: sei venuta per incarnarti sulla Terra, ed è ora che tu accetti di vivere nel piano duale, ma non con le bombole di ossigeno, per cui ti porti dietro tutta la tua atmosfera, prendi aria da lì e prendi le distanze dalla dimensione della Terra perchè finché fai così non puoi trovare il tuo posto nel mondo, la tua impronta nel mondo. L’energia maschile cerca di segnare il mondo lasciando la sua impronta, mentre l’energia femminile vuole trovare la sua impronta, quella che le appartiene, qualsiasi essa sia, quella che Dio ha creato per lei e che può riempire solo lei. Però sulla Terra queste due energie devono intrecciarsi; cioè per trovare il tuo posto nel mondo devi avere anche la forza di incarnarti. La forza, che proviene dall’energia maschile presente anche al tuo interno, che ti appartiene; la forza di dire sì alla Terra, di dire: OK, qua sono, in questo pianeta c’è la dualità e io la vivo, mi fa soffrire, ma la vivo. Invece di piangere perché non sono su altri piani, accetto di incarnarmi, adesso faccio il movimento che sento esprime maggiormente me stessa, in contatto profondo con la mia energia. E ogni volta che la tua energia femminile ti dice cosa vuoi per te, ti muovi e osi.<br />
Una donna, nel pieno del suo potere, è capace di dire la sua verità ad un uomo, non gli permette di confonderla, nel senso che lo inchioda a se stesso, non a lei, non lo costringe a fare quello che vuole lei, ma non gli permette di giocare a quel gioco di creare una distanza, che è il gioco che compie il tuo uomo.<br />
Anche il tuo uomo ha la stessa problematica, ma l’energia maschile, quando sente fortemente il richiamo del divino, si spaventa al punto tale che lui deve prendere le distanze. Prende le distanze anche lui dalla Terra, da ciò che sulla Terra sia lo attrae ma anche lo spaventa. Di fronte a lui è come se vi fosse l’altro Volto di Dio, quindi l’energia femminile; quello che sente è talmente forte a livello di piani spirituali ed emotivi, che lo spaventa al punto da bloccare anche lui il passaggio sul piano fisico. Non può prendere tutto ciò che sente e portarlo ad esprimersi sul piano fisico, perché ha paura di quello che gli potrebbe accadere. Il contatto con il divino non è acqua, non è solo estasi o beatitudine, ma è anche il sacro timore di Dio, cioè la perdita totale del dominio su di sé. Dio si manifesta a quest’uomo tramite te e tramite il suo sentire verso di te, che però lo porta a frenare, a certi livelli, a non incarnare questo sentire perché ha paura di ciò che potrebbe manifestare; ha paura di te, ma in realtà ha paura di una parte di sé che se si manifesta concretamente lo fa vacillare, che è l’energia femminile.<br />
Anche tu hai paura di incarnare l’energia femminile sentendone profondamente tutto il suo potere, che però non è dato solo dall’energia femminile: è dato dall’intreccio con l’energia maschile, quindi il potere di camminare nel mondo, di scegliere, di decidere e di osare inchiodare la materia, inchiodare il mondo. Tu hai paura, hai paura di non essere potente a sufficienza, è come se lavorassi ancora con il 50-50: io do il mio 50% e l’uomo deve dare il suo 50%; non posso fare tutto da sola. Io posso avere il desiderio, ma se dopo quest’uomo non mi corrisponde è meglio che me la metta via perché se no mi ritrovo con il mio 50% in mano e l’altro 50% non c’è, così va buca. In realtà questo modo di muoversi nel mondo è l’equilibrismo, un movimento molto carino, bello, educato, rispettoso se vuoi, ma che non è potente, non ha niente a che fare con il movimento divino potente.<br />
Fra l’energia maschile e l’energia femminile c’è solo amore, c’è solo attrazione a tutti i livelli, anche fisico, non solo sui piani spirituali. Però la donna deve disvelarsi, nel senso di farsi vedere, osare mostrarsi in tutto il suo potere per agganciare il maschile, perché il maschile, se lei osa fare questo non può che seguirla, non può che rimanerne incantato a tutti i livelli.<br />
Però se non osi fidarti di quel potere …. Vedo che sei ancora lì che dai grande valore al rispetto e credi che il rispetto sia la cosa più importante e rispetti anche quello che non deve essere rispettato. In questo modo non eserciti il potere dell’energia femminile che fa morire quello che deve morire, non nutre ciò che non va nutrito e non rispetta ciò che può creare malattia, a tutti i livelli, e che del rispetto non sa che farsene se la Terra le chiede il rispetto di qualcosa che è contrario alla vita, contrario alla crescita, all’espansione, all’amore; a ciò che lei sente essere l’unica realtà vera.<br />
Devi sgretolare questa cosa che ti è stata costruita addosso come gabbia dalla tua famiglia, ma che è anche tua. E’ stata la tua verità fino a questo momento; ora devi sentire che questa verità ti sta soffocando, non ti permette di vivere. E quindi sei arrivata al limite di te stessa, ma è un limite che va superato, che è il motivo per cui siamo venuti sulla Terra. E il superamento del tuo limite comporta lo sgretolamento del tuo concetto di rispetto.<br />
Finché hai questa illusione del cuore – che è il piccolo cuore della donna – che ti porta a rispettare tutti perché altrimenti dove si va a finire, non rispetti il tuo nucleo profondo, quello pieno di potere, la Dea che è in te. Questa illusione del cuore ti impedisce di entrare in contatto con il tuo potere. Se tu vuoi incarnarti, se vuoi concretizzare qualcosa sulla Terra, se vuoi far scorrere amore materiale fra te e quest’uomo, lavoro che si trasformi in qualcosa che ti permette di dire “Io faccio questo, io sono questa” e quindi gli altri possano riconoscere questo in te, il rispetto così come ce l’hai tu nel cuore non serve a niente, è solo qualcosa che ti sta uccidendo.<br />
Ma non è il mondo, non è il piano duale che sta facendo questo, il mondo ti presenta solo le sue sfide e tu devi imparare a stare di fronte alle sfide del mondo. Ma queste sfide provengono da Dio, da quella parte del mondo duale che tu non comprendi, ma che ha creato Dio. Il mondo segue le leggi divine per cui c’è la perfezione di Dio in atto. Se tu non la cogli, non è andando in un altro mondo che sarai felice, perché è la perfezione di Dio in atto che hai bisogno di cogliere, e la devi cogliere in qualsiasi luogo tu possa andare. Altrimenti ti crei solo mondi illusori.<br />
La perfezione di Dio in atto o la vedi o ne andrai sempre in cerca; la perfezione di Dio in atto è quella che ti porta nel luogo in cui vuoi essere, cioè ti dà la sensazione che tutto è perfetto così com’è. E quindi quello che tu stai vivendo ha in sé una perfezione: o tu la cogli, perché stai di fronte a questa sfida, o altrimenti torno a vedere che ti incarni a metà. Ma questo non lo fai solo tu, tutte le donne si incarnano a metà: arrivano fino al cuore, dove trovano delle illusioni molto belle &#8211; vogliamoci bene, rispettiamoci, amiamoci &#8211; ma se poi non le incarnano, restano illusioni. Io posso amare fino allo sfinimento, però se dopo non riesco ad incarnare questo amore per cui la persona di fronte a me lo sente, e lo sente al punto tale che a sua volta non può più fare un passo indietro perché ne resta inchiodata, non serve a molto. Se tu non lo inchiodi col tuo potere lui può fare il passo indietro. Il rispetto è una cosa bellissima ma è un’illusione del cuore perché l’energia femminile certamente rispetta, ma rispetta la vita, ciò che nutre, ciò che fa crescere. L’energia femminile non rispetta e non nutre le illusioni perché sa che se nutre quelle cose non nasce vita ma confusione, amarezza, disperazione, vorrei ma non posso, sento l’amore ma non so come farlo scorrere… tutto quello che poi nasce sul piano umano quando non si permette all’energia femminile di guidarci, ma si permette al piccolo io di farlo e di confondere il piano del cuore piccolo col piano del cuore profondo. Il tuo potere è lì, nel cuore profondo.<br />
Questo non vuol dire dar voce a tutto ciò che ti attraversa perché non rispetti più niente. Non si tratta di questo. Devi usare la tua capacità medianica per entrare in contatto con il cuore profondo, prima scopri cosa per te è irrinunciabile e poi lo mostri ma con potere, con forza, per cui ti accorgerai che non rispetterai più alcune cose e ti troverai a rispettarne altre. Ma questo movimento non deve essere fatto con il piccolo io, con la presunzione legata a: io sono una donna, io sento, io esprimo; e si dimentica poi che sulla Terra è difficile cogliere il vero, la realtà, l’espressione della divinità.<br />
E quindi prima devo stare nel sacro timor di Dio, prima devo osare entrare in contatto con una parte di me che anche mi spaventa, e la lascio parlare, e l’ascolto anche se mi dice una cosa che mi fa paura da morire e poi devo sentire che questa cosa va fatta comunque, e osare farla perché si sente che si deve osare farla, anche se mi manda in una direzione totalmente diversa da quella che pensavo e volevo per me.<br />
Io oso dire la mia verità, oso magari anche alzare la voce se l’altro non mi ascolta nell’espressione della mia verità, oso quasi rischiare tutto con la sensazione di perdere il mio unico bene. Ma se io non oso incarnare questa cosa che mi spinge in una direzione particolare, alla fine non occuperò quell’impronta nel mondo, non la scoprirò, perché per scoprire la mia impronta nel mondo e occuparla devo anche fare dei movimenti, osando manifestarmi nel mondo nella mia potenza.<br />
Dovete avere il coraggio di urlare tutto il vostro dolore, di mostrarlo, di sentirvi eccessive, strane, anche difettate, diverse da quasi tutte le altre donne, pazze e uniche, ma questa cosa è sacra, perché siete sulla Terra e sulla Terra ognuno viene portato al limite di se stesso per poterlo oltrepassare. Mentre la sensazione umana è: ho sbagliato tutto, c’è qualcosa che non funziona.<br />
In realtà la perfezione di Dio per voi, quella che dovete disvelare e che vi porterà dove volete andare, è solo nel mondo, in questo pianeta così estremo, duale, difficile, che sembra negare Dio. La perfezione per voi è qui. Non è facile coglierla, ma se la cogliete veramente cancellate l’illusione che vi impedisce di andare oltre. L’illusione del tuo cuore, che ti impedisce di andare oltre, è il rispetto.<br />
È ora che tutte le donne si sveglino e scoprano il loro potere; e allora lo eserciteranno, e  invece di piangere, rideranno, e del rispetto, così come lo intende il tuo cuore adesso, non sapranno che farsene. E tu inchioderai quest’uomo all’amore che senti, su tutti i tuoi piani, perché non lo rispetterai più in alcune cose, ma lo rispetterai totalmente in altre.<br />
Ogni volta che il tuo piccolo io vacilla, cerca la visione; non importa che sia molto articolata, molto chiara, perché per te è importante quella piccola visione in quel preciso momento, quella piccola frase che ti rientra…  e poi vai fuori centro, e allora soffri, e allora… ti ricentri. Corrisponde all’accettare di essere incarnata, quindi di andare dentro e fuori da questo centro.<br />
Bisogna far parlare tutto il piccolo io, che ti è stato dato per non perderti in mondi illusori, permettergli tutto, anche le parolacce, anche di mostrare tutta la sua disperazione o il suo disappunto, il suo “A me non me ne può importare di meno di questa cosa”. Vedo proprio un urlo: basta fare la brava bambina! Ma invece di buttare fuori e di fare un disastro (e allora ti tieni tutto dentro per evitare questo) te lo permetti, dandoci valore: questa cosa è vera, e non la cancelli con il buonismo. Però diventa un’interrogazione dell’Io e la presenti alla parte divina che è in te, e aspetti che questa parte ti dia la sua chiave di lettura, ti dica la verità. Finora tu hai lavorato con il cuore umano; ora devi lavorare col cuore divino, cioè in contatto con l’anima. E così andrai dentro e fuori, dentro e fuori, velocemente. Ogni volta che c’è qualcosa che ti fa star male, non ti affrettare a dire “Non importa”, non ti affrettare a cancellare l’emozione o il piccolo io che dice: non è così che volevo vivere, io non sono felice. Non ti affrettare ad acquietarlo ma prendi la sua interrogazione e il suo diritto di dire ciò che dice e lo presenti ad una parte di te, al Sé, all’energia divina che è al tuo interno, alla tua anima, che sa cosa è venuta a fare su questa Terra e che ti sta portando proprio lì. È l’anima che guida la tua vita e che attira a Sé ciò che vuole, per comprendere la sapienza e la perfezione di Dio in atto.<br />
Chiedi e ti sarà dato, bussa e ti sarà aperto. Ma ciò che devi portare è l’urlo del piccolo Io. Finché tu smorzi quest’urlo, non stai andando nella direzione della tua anima, che vuole incarnarsi su questa dimensione e osare accettare la sfida dell’unità all’interno di un piano totalmente duale, anche nella concretezza dei corpi sessuati. Ma l’unità, pur se totalmente oscurata, è presente anche qui. Cogliere l’unità è vedere la perfezione di Dio in atto nella tua vita e in quella degli altri. Però, per fare questo, bisogna dar voce al piccolo io, permettergli tutto, permettergli di esprimere ciò che non ha mai espresso perché considerato non equilibrato, non rispettoso, non amorevole, non spirituale.</p>
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		<title>Maschile e Femminile &#8211; Sette lezioni sulle differenze di genere</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 08:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corso è rivolto all’individuazione delle due correnti energetiche date dal maschile e dal femminile, e dell’apporto da esse fornito in ogni manifestazione vitale.
Vengono descritte inoltre, in una prospettiva sessuata, le difese che la personalità mette in atto come forma di autoprotezione perché ha paura del movimento vitale.
Il corso è tenuto da:
GIUSEPPINA MORRONE - Psicologa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corso è rivolto all’individuazione delle due correnti energetiche date dal maschile e dal femminile, e dell’apporto da esse fornito in ogni manifestazione vitale.</p>
<p>Vengono descritte inoltre, in una prospettiva sessuata, le difese che la personalità mette in atto come forma di autoprotezione perché ha paura del movimento vitale.</p>
<p>Il corso è tenuto da:</p>
<p align="left"><strong><em>GIUSEPPINA MORRONE -</em></strong> Psicologa transpersonale<strong><em> </em></strong></p>
<p align="left"><strong><em>LIDIA FOGAROLO -</em></strong> Analista e perita grafologa</p>
<p style="text-align: left;">Gli incontri avranno luogo presso</p>
<p style="text-align: left;"><strong>ISTITUTO DI MEDICINA GLOBALE</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>via Praimbole, 7</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>LIMENA (PD)</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.ilcrogiuolo.net/wp-content/uploads/Maschile-e-Femminile-i-due-volti-dellanima.pdf">Programma del corso</a></li>
<li><a href="http://www.ilcrogiuolo.net/corsi/introduzione-al-corso-sulle-differenze-energetiche-di-genere">Presentazione del corso</a></li>
</ul>
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		<title>Corso esperenziale &#8211; Il contatto con le energie elementali</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 08:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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E&#8217; disponibile il programma del corso Contatto con le energie elementali.
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<p>E&#8217; disponibile il programma del corso <a href="http://www.ilcrogiuolo.net/wp-content/uploads/Contatto-con-le-energie-elementali.pdf">Contatto con le energie elementali</a>.</div>
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		<title>I due volti dell&#8217;anima (presentazione)</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; disponibile la presentazione del libro.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; disponibile la <a href="http://www.ilcrogiuolo.net/corsi/introduzione-al-corso-sulle-differenze-energetiche-di-genere/i-due-volti-dellanima">presentazione </a>del libro.</p>
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		<title>Cercare la risposta che acquieta</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 12:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da un contatto personale)
(Non c’è spazio nella mia vita per la fantasia, per la creatività. O butto all’aria tutto o resto così.)
Noi ti invitiamo a vedere come questo sia il ritornello in tutte le cose sostanziali ed importanti della tua vita, nel senso che, ad esempio, la stessa cosa tu la dici rispetto al tuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da un contatto personale)</p>
<p>(Non c’è spazio nella mia vita per la fantasia, per la creatività. O butto all’aria tutto o resto così.)</p>
<p>Noi ti invitiamo a vedere come questo sia il ritornello in tutte le cose sostanziali ed importanti della tua vita, nel senso che, ad esempio, la stessa cosa tu la dici rispetto al tuo lavoro che all’amore verso il tuo uomo. Questo rapporto è di una bellezza infinita, ma non c’è spazio per altre cose che tu desideri per te, quindi ancora una volta tu dici: o lo lascio o lo prendo così com’è. Ed è questa sensazione che non ci sia via di uscita che ti porta ad una inquietudine tale che ti impedisce di trarre poi nutrimento dalla vita.<br />
Tu chiedi come fare un atto creativo, cioè come far nascere all’interno di queste due situazioni che ti sembrano definite al punto tale che non trovi, veramente non trovi, nessun movimento nuovo e non ripetitivo, cioè un semplice riproporsi di cose già tentate.<br />
L’atto creativo può venirti solo se tu nel momento in cui senti emergere una sottile irritazione, che sai riconoscere perfettamente, rispetto anche a cose piccolissime &#8211; non pensare a grandi decisioni rispetto al lavoro o rispetto al rapporto con l’uomo che ami &#8211; entri nell’interrogazione; nel momento in cui tu cogli che ancora una volta cadi in una sensazione di soffocamento nei confronti della vita che stai conducendo, puoi prenderti uno spazio di meditazione, cioè non dare più risposte immediate, di cuore o di mente non ha importanza, perché credi che tanto non ci sia via d’uscita. In questi momenti ti conviene fermarti e l’anno sabbatico, a cui a volte tu senti di aver diritto, fallo diventare un tempo molto più breve ma che ti prendi ogni volta che la vita ti strattona. Un tempo molto breve di sospensione di qualsiasi tua decisione rispetto alle richieste che ti vengono dagli altri, in cui tu poni la domanda a te stessa, ma proprio perché non hai ancora dato nessuna risposta, perché veramente non sai come muoverti, oppure perché senti l’inevitabilità di una risposta precisa anche se questa è per te pesante.<br />
Tu guardi alla vita facendo riferimento sempre ai massimi sistemi, in realtà io vedo decisioni molto piccole, concrete, in cui tu ti fai la domanda e attendi… ma vedo proprio che attendi, non che ti metti a voler cercare la risposta. Tu entri automaticamente in questo meccanismo, una parte di te, anzi molte parti di te si mettono a parlare contemporaneamente, una dice una cosa, a cui un’altra parte risponde e così via… così entri in una confusione tremenda di cuore e di mente. C’è in te una conversazione grandissima di più voci per cui alla fine vacilli di te stessa. Mentre se entri in un momento di pausa, in cui interroghi cosa devi fare, come rispondere a questa richiesta del mondo &#8211; è una richiesta molto precisa e circostanziata e il mondo è in attesa proprio della tua risposta, perché tu hai chiesto proprio del tempo … guarda te lo so dire fra mezzora, te lo dico domani … &#8211; Ti sei presa del tempo per rispondere a delle cose precise che ti vengono chieste, entri in una centratura e la smetti di farti tutti quei ragionamenti mentali o di cuore condotti dal tuo piccolo io, dalla personalità della Terra, che continuano a rilanciarsi le loro piccole verità creando il caos dentro di te, per cui tu, per sfinimento, scegli alla fine chi ha urlato di più in quel momento dicendoti che è la tua unica scelta possibile, e ti sembra cioè, dopo tanto interrogarti, di aver scelto proprio ciò che vuoi per te, ciò che per te è più importante o quello che comunque sei costretta ad accettare. In realtà nel momento in cui chiedi qual è la risposta che puoi dare entri in un silenzio totale perché tu non la sai quella risposta, quello che deve emergere è veramente altro dal chiasso della mente e del cuore del piccolo io, e nel momento in cui sei proprio convinta di non sapere cosa vuoi, che risposta dare all’altro e lasci che nasca dal tuo interno una visione &#8211; è la tua modalità per canalizzare &#8211; ti appare un’immagine che chiaramente poi va interpretata in modo simbolico. Ti appare una visione che al suo interno ha la risposta che cerchi e se tu in qualche modo ci giri intorno e la interroghi ulteriormente, alla fine potrai dire che l’hai compresa e saprai rispondere agli altri.<br />
Il problema non è rispondere agli altri, ma che tu sai rispondere agli altri perché hai imparato a rispondere a te stessa da una quiete interiore, nel senso che senti che in un dato momento preciso, in una data situazione precisa, per come sei tu nel qui ed ora della vita, l’unica cosa che puoi fare, che è creativa per te perché in qualche modo ti nutre, è quella che ti è emersa spontaneamente da dentro e si è imposta alla tua mente ed al tuo cuore. E quindi entri in una quiete che ti appaga perché senti di aver fatto il movimento giusto, quello giusto per esprimere te stessa nel mondo, non giusto per accontentare gli altri né giusto perché tanto non si può fare diversamente. Questo ti invitiamo a fare nelle piccole cose della vita per scoprire cos’è per te la visione. Questo modo di procedere tu l’hai già sperimentato, casualmente, senza che tu lo volessi, invece è importante per te entrare in un metodo rigoroso, per cui ogni volta che il mondo ti fa una richiesta che ti inquieta vai alla ricerca della risposta appagante per te, perché altrimenti il senso di impotenza a cambiare le regole del gioco della Terra ti schiaccia e quindi sei sempre là che urli: ma tanto io cosa posso fare, così è il mio lavoro, o lo cambio o lo accetto così com’è; quest’uomo che io amo è così, o lo lascio o io in qualche modo mi devo accontentare. E questa sensazione di doversi accontentare che ti porta lentamente, ma inesorabilmente, a cancellare le visioni, perché se ti devi accontentare ti impegni a reggere; tu ti impegni grandemente, nel lavoro e nell’amore, a fare del tuo meglio per… e così blocchi la visione, che non è la visione che ti risolve una volta per sempre la problematica che stai vivendo, ma è la visione che ti aiuta a fare quel passo che va nella direzione però del tuo appagamento, non della tua rinuncia o del tuo accontentarti.<br />
Tu non usi questo strumento della visione che ti appartiene perché usi tutta la tua energia per reggere, per stare in equilibrio, per in qualche modo barcamenarti, per riuscire ad accontentarti di quello che hai, perché hai paura alla fine di essere eccessiva, mentre l’eccesso è anche il tuo profumo, non puoi sfumarlo troppo o cancellarlo. Tu non usi gli strumenti giusti per esprimere te stessa nel mondo, e la visione è un tuo strumento. La visione ti ha parlato nella vita e tu sai di cosa si sta parlando; tu non credi nel tuo talento più grande, non credi in ciò che profondamente sei, e quando entri in quei vortici di dubbio perché la vita ti stringe ed inquieta, invece di incominciare quel dialogo caotico interiore in cui passi al vaglio, come in un tribunale severissimo, sia i tuoi ragionamenti logici che i desideri del tuo piccolo cuore, per fare la donna saggia che chiede ad una parte di sé di abbassare i toni, entra nella visione.<br />
Tu non usi il tuo strumento, non usi il tuo talento, non lo usi e allora non puoi pretendere di trovare il movimento giusto per te da fare nel mondo, quello poi che ti permette di rimanere nella direzione in cui vuoi andare in ogni campo della tua vita.<br />
E’ come se non ti accettassi profondamente per ciò che sei o ti accettassi solo nelle cose che giudichi esoterico – spirituali, è come se la tua vita fosse divisa in due, da una parte c’è tutto questo mondo delle energie sottili, dei chakras, e poi c’è la vita concreta, reale, pesante, soffocante, avvilente… sei in una dualità straziante perché queste due cose devono unirsi, tu devi diventare una, ma per raggiungere l’unità rispetto al tuo percorso sulla Terra, devi usare sempre lo strumento che ti appartiene, ma usarlo con maestria. Devi incominciare a sperimentarlo per cose molto piccole, perché altrimenti torni nei massimi sistemi che confondono, cose molto piccole, cose che semplicemente ti inquietano, che ti soffocano, che ti fanno star male, a cui però devi comunque dare una risposta perché il mondo te la chiede…. Benedetto il mondo che ti chiede una risposta, perché nel momento in cui tu devi dare una risposta al mondo, devi camminare su questo mondo, questa risposta sei costretta a trovarla e quindi a guardarti profondamente dentro. Perché se sei venuta su questa Terra, e tu sei un’anima, hai bisogno di questo percorso, esattamente del percorso che stai facendo, perché altrimenti resti in questa grande dualità interiore che poi è la sola che ti ferisce, perché non riesci ad intrecciare la Terra con il Cielo, la vita di tutti i giorni con la visione.<br />
Ma questo è ciò che ogni essere umano è venuto a fare sulla Terra. </p>
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		<title>Far emergere tutta la differenza</title>
		<link>http://www.ilcrogiuolo.net/contatti/far-emergere-tutta-la-differenza</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 12:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da un contatto personale)
E’ molto importante per le donne entrare nella loro regalità, per questo cerchiamo di spiegare cosa vuol dire questo termine a due donne che non amano la separazione e hanno nuotato per tutta la vita verso l’unione, cioè per la condivisione, per l’unità del genere umano e per portare nella vita il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da un contatto personale)</p>
<p>E’ molto importante per le donne entrare nella loro regalità, per questo cerchiamo di spiegare cosa vuol dire questo termine a due donne che non amano la separazione e hanno nuotato per tutta la vita verso l’unione, cioè per la condivisione, per l’unità del genere umano e per portare nella vita il loro profondo sentire l’uguaglianza più che la differenza. Perché possiate entrare nella regalità occorre che ogni donna, ogni singola donna, proclami il proprio essere signora e padrona del proprio spazio sacro e lo sappia distinguere, precisamente e nettamente, dallo spazio sacro di qualcun altro; per questo ogni donna deve saper stare nella sensazione di solitudine che la distinzione precisa fra un’anima e un’altra comporta.<br />
Ognuno è venuto su questa Terra, in questo momento storico, per inchinarsi soprattutto di fronte a se stesso, chiaramente non alla parte umana, alla parte legata al piccolo io, a quella che conoscete meglio e che avete imparato ad amare con fatica, ma intendo proprio a quella unicità che appartiene ad ogni essere umano. Inchinarsi a se stessi e all’espressione della divinità che avviene tramite ognuno di voi, soprattutto per una donna, è la cosa più difficile da farsi, perché questo movimento la personalità lo vive come un sottolineare in modo doloroso la differenza, non solo fra la donna e l’uomo come differenza di genere, ma anche fra una donna e un’altra donna.<br />
Finora le donne si sono date grandissimo sostegno reciproco, un sostegno che deve continuare a scorrere, ma le donne devono imparare anche a non confondere il sostegno reciproco che ognuna dà alla propria sorella, con una ricerca eccessiva di somiglianza, per cui le donne a volte si fanno confondere per non rimanere o non sentire eccessivamente la propria unicità, che viene vissuta dalla personalità come solitudine, come: Sono sempre diversa da tutti, sono sempre strana, faccio sempre eccezione alla regola…<br />
Questa cosa ferisce grandemente soprattutto il vostro cuore perché siete due donne che hanno riconosciuto da sempre il grande nutrimento avuto dalle altre donne, hanno riconosciuto da sempre la bellezza e la potenza dell’energia femminile e l’hanno espressa nel mondo, però dalle relazioni con le donne sono state anche grandemente ferite, perchè ogni volta che c’è stato un grande abbraccio e un grande riconoscimento reciproco fra donne, successivamente c’è stato anche un desiderio di costruire qualcosa insieme per la similitudine che ha fatto cantare il cuore e un constatare continuamente che questo sogno di similitudine arrivava fino ad un certo punto per dopo scontrarsi con la differenza energetica femminile fra donne.<br />
Le donne devono apprendere ad essere le uniche regine di se stesse e a non cedere, neanche per amore di un’altra donna, per quel desiderio di accomodamento, ammorbidimento del cuore per cui si fanno risaltare maggiormente le cose che uniscono e in qualche modo si sfumano eccessivamente le differenze. Lo stesso movimento che è stato fatto con l’uomo e che ormai è stato disvelato facendo emergere la profonda differenza fra l’energia maschile e l’energia femminile; si è sottolineato il pericolo per la donna di cedere per amore in cose che invece sono essenziali e sostanziali per lei e quindi l’importanza a radicarsi, nel rapporto con un uomo, nella propria energia.<br />
Ora ogni donna è invitata a diventare lei stessa una Dea; nel senso che deve dare voce ad una espressione, ad un filo unico energetico dell’energia femminile a cui può dar voce solo ed unicamente lei, e può darci voce solo se non ricade nello stesso errore di sottolineare la somiglianza con le altre donne, e di farsi guidare di nuovo dal cuore che cede, cioè dall’ amore, dalla condivisione, dalla gratitudine, e proprio perché sulla Terra ogni volta che si fa un distinguo lo si vive con un senso di separazione, le donne fra loro non fanno quel movimento regale che vi invitiamo non solo a fare ma ad autorizzarvi e a riconoscere. Altrimenti invece che potenziarvi a vicenda come donne diventate come delle tinte che unendosi si diluiscono, si annacquano, e quindi non riuscite ad attingere ad una energia molto potente, l’unica poi che vi può spingere nella direzione della vostra realizzazione. Perché è come se in voi ci fosse sempre un cedimento perché sperate che l’altra sia più capace di portarvi dove volete andare e in qualche modo c’è per tutte come una ricerca della madre, la madre che vi è mancata, e cioè quella donna più anziana, forte, sapiente che dovrebbe condurre le giovani donne, nella prima parte della vita, verso la realizzazione di loro stesse. La madre potente, la madre che sa, la madre che nutre di latte fecondo le proprie figlie vi è mancata, è mancata a tutte, per quanto possiate aver avuto una madre che amate e addirittura che stimate, a cui fate riferimento.<br />
Vi è mancata la nobiltà… è come se le vostre madri fossero state, visto l’epoca in cui vivevano, delle regine in esilio che erano piene di paura, di timore per le proprie figlie e che nascondevano delle verità per paura delle conseguenze. Quando si creano delle relazioni fra donne spesso ognuna chiede inconsapevolmente all’altra di essere quella figura di riferimento, mentre questa cosa non è possibile in quanto le differenze fra donne devono emergere con molta, molta forza. E più voi vi sforzate di far emergere le somiglianze per un desiderio di condivisione, più andrete inevitabilmente a sbattere violentemente addosso alle differenze, perché questo è il tempo della differenza e, ripetiamo, non solo maschile e femminile, ma proprio fra ogni donna e un’altra donna e fra ogni uomo ed un altro uomo, in quanto è l’unicità della vostra anima che deve condurvi nella vita.<br />
Il cambiamento a cui starete di fronte è che fino ad adesso è stata la personalità, più o meno evoluta, a dominare sul piano della Terra mentre ora è venuto il momento che la personalità si inchini all’anima ed è l’anima che deve guidare in modo più sostanziale la personalità. L’anima ha sempre guidato la vita di ogni essere umano, in quanto il potere dell’anima è talmente grande che non può essere oscurato dal piccolo io, ma l’inconsapevolezza del piccolo io faceva spesso ostacolo a lasciarsi guidare dall’anima e questo provocava poi inevitabilmente sofferenza, dolore, malattia…. Ora questa cosa deve attenuarsi moltissimo, anche se prima di attenuarsi è chiaro che si accentuerà, nel senso che è come una soglia che si deve superare, quindi per poterla sfondare occorre che tutti si rendano conto di quanto la pretesa della personalità di condurre il movimento, è una pretesa che le si ritorce contro.. Però se è l’anima che deve condurre più apertamente il gioco, fluire maggiormente, il messaggio da parte dell’anima deve trovare canali finalmente aperti, e tutti dovete diventare “sensitivi”. Ma ogni anima creata da Dio è unica, perfetta, uguale solo a se stessa e inevitabilmente quando il contatto con l’anima diventa più forte, ognuno, uomo o donna, deve fare riferimento solo a se stesso e diventare regale rispetto a sé ed accettare rapporti regali con gli altri, nel senso che non ci saranno più rapporti né di sudditanza, né di dipendenza… vedo tutte le sfumature dei rapporti umani che possono avvenire qui sulla Terra, ma ci saranno solo rapporti regali; cioè ogni anima si inchina a se stessa e si inchina all’anima dell’altro. Questa cosa però non è facile in quanto per inchinarsi all’anima di un altro bisogna prima riconoscere ciò che appartiene all’anima e ciò che appartiene alla personalità, in modo da fare un inchino profondo a ciò che appartiene a Dio &#8211; che si riconosce appartenere a Dio perché si guarda con gli occhi dell’anima &#8211; e ciò che appartiene all’umano che può essere accettato o rifiutato a seconda che il movimento umano rispecchi i dettami dell’anima o li neghi. E’ un movimento che diverrà sempre più duro in apparenza sulla Terra, per cui non ci sarà nessuna cessione, nessun ammorbidimento, nessun: ma sì va bene lo stesso, in fondo è la mia amica, io la conosco, so come è fatta…. Quei movimenti di personalità per cui si crede di fare del bene all’altro abbracciandolo, coccolandolo, aiutandolo con un buonismo che assomiglia a quello delle nostre madri ma che è sterile perché porta ad un continuo sfinimento per il troppo abbracciare, curare, consolare, ascoltare, dare energia, senza però fare anche quel movimento che appartiene all’energia femminile, e quindi anche a tutte le donne, quel movimento che alla personalità femminile sembra una cosa tremenda, cioè: “Quello che deve morire deve essere lasciato morire”. L’energia femminile non è una energia sempre e solo legata alla vita, ma fa morire ciò che è sterile e che è contrario in qualche modo alla vita stessa proprio per la sua sterilità. Vi è quindi la necessità per le donne di inchinarsi anche a questa spinta energetica femminile che è quella di saper reggere l’abbandono di ciò che si reputa sterile, anche se chiaramente la personalità lo vive con dolore. E’ il volto oscuro della Dea, non perché privo di luce o perché tremendo, ma perché la vita qui sulla Terra non può esserci se non c’è un’alternanza di luce ed ombra. Le piante gli animali, la vita in questo pianeta può espandersi e crescere solo se c’è questa alternanza, luce ed ombra, ed il volto oscuro della Dea è funzionale alla vita sulla Terra, e se le donne continuano a negare questo volto diventano anche loro portatrici di morte, in quanto cercano a tutti i costi di nutrire ciò che va lasciato morire, sfinendosi inutilmente. Non accettano il volto oscuro della Dea, che sulla Terra è l’unico volto che permette la Vita; il volto luminoso della Dea, quello conosciuto, accettato, amato, sentito profondamente nel cuore da ogni donna ha bisogno di riposarsi nel volto oscuro. Il volto oscuro, se lo accettate e non lo combattete più, è la vostra culla, è il luogo in cui vi potete riposare, il luogo in cui l’energia non verrà più dispersa, è la notte che serve agli esseri umani per poter risvegliarsi il giorno dopo ristorati e procedere.<br />
Questo volto oscuro della Dea fa molta paura alle donne e noi vi invitiamo…. Vedo molte donne consapevoli, donne ricercatrici, donne medicina, che per prime si inchinano, riconoscono e amano questo volto; ma per riconoscere, amare e farsi nutrire da questo volto è necessario non rinnegare più nessuna parte di sé, giudicandola in modo negativo, se vi porta alla presa di distanza e al distacco. Occorre dare voce alla propria unicità e rivolgersi a se stesse come regine e ad altre donne come altrettante regine, sapendo però distinguere con molta precisione ciò che appartiene all’anima e ciò che appartiene al piccolo io, sviluppando cioè la saggezza del cuore e la propria capacità di visione.</p>
<p>D. Chiedo la via per raggiungere la soglia di questo momento.</p>
<p>Ogni donna, ha delle amicizie profonde con altre donne, e deve partire da lì, da questa amicizia significativa per lei, che deve rivisitare con profondo senso di unicità. Finora queste amicizie profonde sono nate da questo sentire la similitudine, sentire che al di là della differenza i fili si intrecciavano, c’era una sensibilità comune, il cuore vibrava quando era accanto all’altra, si sentiva e si riconosceva tutto il nutrimento dato e ricevuto in questo rapporto. Ora all’interno di questi rapporti d’amore, cioè di grande riconoscimento reciproco, di grande abbraccio fra donne, ognuna deve stare cercando di fare emergere la differenza, ogni donna deve permettersi di sentire la disuguaglianza, far emergere tutte le cose che sembrano dividere e non unire, quelle cose che le donne si affrettano a cancellare perché credono che l’amore sia solo questo grande e totale abbraccio.<br />
Se c’è una resa in questa direzione questi fili di differenza emergeranno, vi parleranno e a voi sembrerà di disfare una treccia; avete fatto una fatica tremenda a fare la treccia, ad intrecciare le vostre vite, le vostre visioni, le vostre esperienze e ad amare la differenza senza però mai soffermarvi troppo per paura che questa possa portare ad un distacco, ad una chiusura, ad una frattura. Invece vedo che con una consapevolezza diversa, ed autorizzandosi ogni donna a disfare questa treccia, per recuperare il filo unico che appartiene solo a lei… facendo in questo modo e partendo da rapporti d’amore, da rapporti in cui l’amore deve quasi essere dato per scontato o per lo meno percepito profondamente nel cuore, per cui si riconosce all’altra tutto il sostegno che ci ha dato e si riconosce a noi tutto il sostegno che abbiamo dato, in un rapporto sentito in modo talmente paritario per cui non esiste più un dare e un ricevere perché… vedo come un unico corpo con due gambe che può procedere solo se il passo fra le due gambe è uguale. All’interno di questi rapporti c’è ora da giocarsi la differenza, che deve emergere fortissima e non deve essere vissuta dalla donna con dolore o con paura di rompere, di ritrovarsi di nuovo sola o di essere di nuovo delusa dall’altra, perché ogni volta che il piccolo io si permetterà di ascoltare la differenza vi sembrerà di staccarvi da questo intreccio e si dubiterà di riuscire a procedere insieme proprio per la differenza emersa che viene vista come qualcosa che porta ad un allontanamento; se riuscirete ad essere fedeli a voi stesse all’interno di questi rapporti osando far uscire la vostra sfumatura unica, perché questa cosa l’avete intrappolata dentro ciascuna di voi, se riuscite a rischiare di rimanere sole, potrete scoprire il potere dell’energia femminile che non è mai né il potere di una donna sola, ma nemmeno il potere di più donne che si mettono insieme e si fanno condurre da un gioco di personalità. Il gioco deve essere condotto dall’anima, perché più donne che si fanno condurre da un gioco di personalità non si fanno risaltare l’un l’altra. Il potere femminile è proprio un gioco sottile per cui la differenza fra donne è la cornice che fa risaltare la bellezza di ogni singola donna. Se la differenza fra donne, in un gioco di personalità accomodante viene diluita, è come se mettessimo ad un quadro di un grande artista una cornice da pochi soldi, lo coprissimo di polvere e lo mettessimo in mezzo a tante altre cianfrusaglie; nessuno potrà vedere il valore di quel quadro o gioiello. Ora le donne lavorano fra loro in questo modo credendo di darsi forza in un gioco di ammorbidimento, accomodamento, aggiustamento e non osano stare l’una di fronte all’altra in un gioco di potenziamento rispetto all’unicità che ognuna vuole portare nel mondo. Ogni donna può portare nel mondo solo la bellezza di se stessa e di ciò che è, ma questa bellezza per risaltare ha bisogno dell’altrettanta bellezza di un’altra donna che nel contrasto fa scaturire quel gioco creativo ed energeticamente potente necessario per andare nel mondo a testa alta.<br />
Molti sono i legami che avete intrecciato perché vi siete sempre inchinate al rapporto con altre donne, al significato profondo del rapporto femminile, ma è ora che incominciate a fare grande pulizia e a non disperdere tantissima energia in un movimento che alla fine risulta uguale a quello fatto dalle donne del passato, cioè quello del sostegno, dedicando più tempo invece al movimento creativo. Il movimento creativo è sempre difficile… Vedo il bambino che esce nel momento del parto, è qualcosa di doloroso, di faticoso, tutto si muove e sembra che ci sia quasi un rigetto, che ci sia solo sofferenza grandissima, ma perché avvenga il parto, quindi l’atto creativo, deve esserci proprio lo stare in un momento costringente. Il parto è la similitudine più reale del movimento creativo, cioè il momento stretto, doloroso, in cui sembra che ci sia un conflitto grandissimo, che ci sia addirittura la massima opposizione, ma più aumenta questa sensazione di opposizione più siamo vicini al parto … nessuno si sognerebbe di ammorbidire troppo il movimento creativo di una donna per eccellenza come quello del parto pensando di aiutarla, perché ormai la scienza umana ha verificato che il parto completamente indolore è molto doloroso per il bambino e per la donna stessa, perché le si sottrae un momento energetico forte di grande appartenenza e di grande stimolazione reciproca a tutti i livelli, da quello fisico a quello mentale, emotivo, spirituale…. Il parto naturale, quello delle gatte, delle cagne, non è né eccessivamente doloroso né ridotto ad una privazione di potenza.<br />
E quindi vi invitiamo a stare nei rapporti con donne significative per voi in modo regale, facendo emergere tutta la differenza, che diverrà combustibile per successivi passaggi.<br />
Le donne non devono solo abbracciarsi, baciarsi, confermarsi, ma devono imparare ad essere donne capaci di riconoscersi ed autorizzarsi vicendevolmente movimenti potenti.<br />
Incominciate da dove siete, dai rapporti significativi che avete, incominciate a sperimentare il potere della vostra voce unica. </p>
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		<title>Farsi condurre dalla mente</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 12:29:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da un contatto personale
Tu hai una grande mente, con grandi capacità di connettere, comprendere, spaziare al suo interno; questa riceve dati dal mondo esterno ma anche dal tuo mondo interiore. E’ una mente molto analitica che è la tua benedizione e la tua croce, perchè una mente acuta sulla Terra è, chiaramente, uno strumento divino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un contatto personale</p>
<p>Tu hai una grande mente, con grandi capacità di connettere, comprendere, spaziare al suo interno; questa riceve dati dal mondo esterno ma anche dal tuo mondo interiore. E’ una mente molto analitica che è la tua benedizione e la tua croce, perchè una mente acuta sulla Terra è, chiaramente, uno strumento divino altissimo, ma molto spesso proprio le menti più acute corrono il rischio di … vedo il gatto che si morde la coda … cioè di tener conto di tante cose, troppe cose, al punto che quando la mente indaga su se stessa per scoprire il suo panorama interiore, in base a tutti i dati che ha preso in considerazione, viene anche in qualche modo fuorviata perché nel momento in cui si concentra per ricavare il massimo della chiarezza interiore, perde di vista i segnali legati al qui e ora, al presente, che continuamente sia il mondo interiore che il mondo esteriore emettono, e quindi alla fine inevitabilmente resta un passo indietro rispetto alla cosa che sta analizzando e guardando.<br />
Abbiamo fatto questa premessa perché hai di fronte questa problematica della mente quando cerchi di entrare in una espansione di coscienza che vuole andare oltre la mente stessa.<br />
Tu sei un uomo che fa molto appello a grandi valori, a valori assoluti, ad ideali molto alti e ti chiedi tantissimo, fino quasi ad arrivare al limite di te stesso; e nonostante nella vita sulla Terra ci sia la necessità di venire a dei compromessi &#8211; usiamo il termine compromesso in modo dolce, in modo buono, nel senso che a volte è necessario dover abbassare il tiro perché la vita sulla Terra è dura, è difficile – il tuo desiderio del cuore è comunque di allacciarti sempre a questi assoluti a cui fai riferimento in maniera sostanziale.<br />
Cerchiamo di vedere perché durante la meditazione ti fermi nel momento in cui ci sarebbe da fare il salto … è come se tu prendessi la rincorsa per superare un ostacolo, sei in pieno allenamento per superarlo, conosci tutte le modalità per superarlo, prendi anche lo slancio e ti prepari grandemente per fare il salto, e nel momento in cui c’è da saltare… sei come quei ragazzi che arrivano vicino all’ostacolo da saltare e si inchiodano lì, si inchiodano e poi lasciano perdere. Come loro tu ti inchiodi per una mancanza di fiducia profonda nella tua capacità di fare il salto, perché da una parte onori grandemente la mente &#8211; sei un uomo e gli uomini fanno molto appello alla mente come strumento per andare nel mondo &#8211; tu apprezzi sia negli uomini che nelle donne, in tutto il genere umano, soprattutto l’intelligenza perché è l’intelligenza che ti affascina; e quindi c’è una grande considerazione e un grande piacere nell’uso di questo strumento, e poi credi che il salto da fare sia di andare oltre la mente.<br />
E in questo c’è una parte di verità e una parte di fraintendimento; è chiaro che il salto è di andare oltre la mente, ma oltre la mente del piccolo uomo terreno che per quanto sia geniale resta comunque mente legata alla Terra, per entrare nella Mente Superiore. Ora è chiaro che i due strumenti sono anche molto simili per certi aspetti, cioè la mente inferiore – chiamiamola così, ma senza con questo avere nessun atteggiamento di sprezzo per questa mente, in quanto anche gli uomini più geniali hanno una mente inferiore, cioè hanno comunque una mente legata al piano della Terra – assomiglia per molti aspetti alla Mente Superiore ma è solo quest’ultima che ci accompagna a comprendere le cose di Dio. Come esiste un cuore buono legato agli esseri umani ma che non ha niente a che fare col Cuore Celeste, cioè con quella parte che ci aggancia al territorio divino, così la mente inferiore è sempre limitata … quindi è vero che va in qualche modo lasciata alle spalle, ma ciò a cui tu devi accedere o che ti viene incontro – che poi è la stessa cosa perché io vedo comunque che è un abbraccio, nel senso che l’uomo fa un salto e va verso, e qualcosa dall’altra parte a sua volta lo accoglie e gli va incontro, quindi è sempre un abbraccio d’amore anche se a questo termine sulla Terra si dà un significato sempre diverso – ciò che ti viene incontro e in cui tu devi saltare è chiaramente la Mente Superiore che si presenta a te all’inizio come molto simile alla tua perché è comunque fatta della stessa pasta; e tu invece di fidarti, fidarti nel senso di … vedo un navigatore di una volta che osava fare prima il movimento, osava provare, andava, si lanciava e dopo, solo in un secondo tempo valutava in quale territorio nuovo era approdato … tu ti fermi e non fai nemmeno il salto. Prima salta, poi guarda con la tua mente inferiore che comunque è grande, le differenze, cosa c’è di diverso, quali sono le sfumature che ti fanno capire che comunque in parte sei ancora tu ma ci sono anche dei frammenti che tu attingi da qualcos’altro. Riconoscendo la vibrazione mentale, ma credendo che sia sempre e solo la tua mente inferiore tu ti inchiodi, ti blocchi e non ti permetti questo salto, che poi è un salto d’amore nei tuoi confronti, nel senso che nel momento in cui ti permetti di affidarti alla Mente Superiore, rischiando di confonderla quasi con la tua mente inferiore e non sapendo bene distinguere in che giardino sei, se cammini ancora nel giardino della Terra o ti trovi nel giardino del Cielo, tu compi un grande gesto d’amore nei tuoi confronti, che è necessario concedersi; nel senso che all’inizio il confine è molto vago, è come se tu dovessi dire: Anche se questa cosa viene da me io la onoro, la amo, la ascolto, la accolgo… e se viene da un altro territorio, da altre parti, io lo amo e lo accolgo comunque… è come un gesto d’amore, per cui tu non ti affretti a voler distinguere: Questo è mio, e quindi sono sempre io, sempre il solito, voglio qualcos’altro; distinguerti da ciò che in apparenza è altro da te, ma è solo un altro corpo tuo che vibra in altre dimensioni, ma ti appartiene, è tuo. Ogni uomo parte da questo piccolo io terreno, fatto di mente e di cuore della Terra e poi si sviluppa in tante altre dimensioni e quindi invece di fare il solito movimento, che ultimamente fai sempre più spesso, cioè: Questo sono io, sono sempre il solito, io voglio altro, io sono stanco di me, sono stanco di questo mio masticare la vita, macinare la vita, ragionare sulla vita, voglio finalmente andare in altri territori e scoprirli…. Se non parti con un profondo e totale amore anche di te stesso non vai da nessuna parte perché all’inizio il rischio è che le due menti si confondano, tu non saprai distinguere con precisione ciò che viene da te da ciò che viene dalla tua Mente Superiore, che ti parla di territori di Dio ma anche di tuoi territori perchè lo Spirito sei tu. Ma all’inizio devi osare, osare di confondere la voce degli angeli con la voce dei demoni, osare di confonderti, osare di non sapere …. Questo hanno fatto tutti gli uomini che hanno interrogato profondamente la vita, hanno accettato il rischio di confondersi, e questo rischio tu puoi correrlo solo nel momento in cui senti che è sacro tutto il territorio, sia la tua parte umana, piccola, terrena, che può sbagliare, sia la tua parte divina, che ha una sapienza chiaramente superiore. Smetterai di inchiodarti prima del salto nel momento in cui correrai di nuovo il rischio di sbagliare, come facevi da giovane, correvi il rischio di fare ciò che altri non facevano ma che tu sentivi andava fatto, e solo dopo che hai osato permetterti questo salto, che possiamo chiamare “studio”, valuterai con attenzione ciò che raccogli con questo movimento.</p>
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		<title>Una grande opportunità</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 12:29:05 +0000</pubDate>
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E’ importantissimo che tu incominci a guardare a te stesso con lo sguardo dei nativi americani, cioè come un uomo con delle caratteristiche speciali, un dono per tutta la tribù. Le persone che nascono con la capacità di vivere profondamente e totalmente in contatto con ciò che noi chiamiamo energia femminile, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da un contatto personale)</p>
<p>E’ importantissimo che tu incominci a guardare a te stesso con lo sguardo dei nativi americani, cioè come un uomo con delle caratteristiche speciali, un dono per tutta la tribù. Le persone che nascono con la capacità di vivere profondamente e totalmente in contatto con ciò che noi chiamiamo energia femminile, ma sono segnati al maschile nel corpo fisico, hanno grandissime possibilità di esprimere la propria anima. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che queste persone, e tu in particolare, siete costrette ad entrare in una interrogazione profonda di voi stessi per poter esprimere nel mondo ciò che siete, nonostante tutto, perché se vi adattate allo sguardo che la società poggia su di voi, vi è solo un rattrappirsi. Questa cosa tu la conosci bene perché l’hai vissuta in vari periodi della vita; ti guardavi con gli occhi degli altri, non comprendevi e, il non comprenderti, era sempre in negativo, nel senso che sentivi di non appartenere né al genere maschile, né al genere femminile. Questa cosa noi la vogliamo sottolineare, perché tu non appartieni né al maschile né al femminile, ma a qualcosa che va oltre e che ti porterà a dover sempre, in ogni momento, entrare dentro di te alla ricerca di te stesso per cogliere ciò che sei, l’unicità che ti appartiene. Questa unicità appartiene ad ogni essere umano, ad ogni donna e ad ogni uomo, ma spesso il fatto di essere totalmente donna, nel corpo ed energeticamente, o totalmente uomo, nel corpo ed energeticamente, porta a subire maggiormente l’impronta data dagli altri, dalla società, e quindi a sforzarsi di aderire ad un modello accettato e considerato ‘normale’; questo porta a rinnegare parti bellissime di se stessi e c’è un soffocamento di ciò che non viene rinforzato dal modello di appartenenza. Siccome in te non c’è questa corrispondenza fra la parte energetica e la parte fisica, all’inizio questo ti stringe come in un pugno e ti porta in una profonda interrogazione … Ma io chi sono? Come farò a realizzarmi nella vita se i due modelli umani sono così perfettamente definiti, uomo o donna? Dov’è il mio posto? Cosa sono io realmente? … Queste domande ti portano proprio al limite di te stesso, quando veramente dubiti non solo del tuo diritto di esserci e di esprimerti, ma anche che ci possa essere un posto nel mondo che ti possa accogliere, per cui tu possa semplicemente sentire la tua appartenenza al genere umano per diritto divino, visto che ogni figlio di Dio è sacro ed è voluto così com’è dalla divinità. Non ci sono sbagli nella creazione, la divinità non può compiere errori, non ci sono malattie da curare o deformazioni da correggere; è la pochezza umana che riduce la divinità a sua immagine e somiglianza, e se un uomo o una donna non assomiglia perfettamente a ciò che i più esprimono, giudica la cosa che ha di fronte come un errore di natura. Non ci sono sbagli né nella natura né tanto meno nella mente e nel cuore della divinità che si esprime nella creazione.<br />
Questa cosa che sulla Terra di solito è portata come una croce, cioè come qualcosa da trascinarsi dietro, qualcosa di pesante che si vorrebbe solo lasciare andare e liberarsene, in realtà ai nostri occhi è solo un trampolino di lancio, una grandissima possibilità, proprio perché la situazione concreta è difficile, di riuscire ad essere fedeli a se stessi, cioè a scoprire la divinità che si manifesta tramite ogni creatura, e quindi anche tramite te, e poterla pienamente manifestare nel mondo per la gloria di Dio. Questa cosa è bellissima perché è come fare accettare al mondo un fiore raro che proprio perché è raro è più… non è di maggiore valore, perché tutti abbiamo un uguale valore agli occhi di Dio, ma è maggiormente da rispettare. Torno a parlarti dei nativi americani che riconoscevano in queste figure dei messaggeri divini, cioè qualcuno che tramite la propria rarità e particolarità, mostra &#8211; se vuole, se lo vive in bellezza, se lo vive in gloria, se lo vive come espressione gioiosa di un grande respiro, cercando un modo concreto che onori ciò che è – può mostrare a tutti, uomini e donne, che la bellezza è dovunque, che la divinità è in ogni cosa e che è solo l’occhio umano che non vede e non coglie il sacro in tutto il creato.<br />
Ti diciamo questo perché è molto importante per te che tu non solo ti viva, ti accetti e senta il tuo diritto ad esprimerti, ad essere e a mostrare ciò che sei, ma anche perché in questo percorso devi fare molta attenzione ad onorare e a riconoscere sempre il sacro, nel senso di sacro per te, e a rimanere in contatto profondo con ciò che tu sei, con ciò che tu provi, con ciò che tu pensi e soprattutto senti… la fioritura può avvenire solo in totale unicità.<br />
Noi ti invitiamo a vederti e ad onorarti come essere unico e quindi a non credere di darti una identità cercando una appartenenza troppo stretta con altre persone simili a te. A volte, quando ci si sente soli, o ci si sente ‘diversi’, si cerca in tutti i modi un gruppo a cui appartenere e, a livello di personalità, si evidenziano maggiormente, per poter appartenere poi a quel gruppo, le cose che uniscono, le cose che ci fanno simili e si dice: anch’io, anche per me è così. E’ quel desiderio umano di guardare altri e sentire che non si è soli ma che si ha un gruppo di appartenenza. Questo desiderio è molto bello, però noi ti invitiamo anche ad onorare e a ricercare con forza anche la tua unicità perché altrimenti potrebbe accadere a te quello che accade poi alla donna o all’uomo quando nel desiderio di essere come tutti gli altri non accettano, soffocano, la loro unicità; per te questo pericolo è ancora più grande.<br />
Ricorda che ogni essere umano è prima di tutto e soprattutto UNICO, cioè nel pensiero di Dio e nel cuore di Dio non ci sono doppioni, non ci sono fotocopie, una cosa non è mai uguale all’altra, la divinità è energia creativa e proprio perché creativa continuamente crea la diversità… e questo viene dimenticato dalle donne, dagli uomini, da tutti, e si guarda sempre con paura a questa diversità. In qualche modo la personalità ed il piccolo io ha talmente paura della diversità e della solitudine che cerca in tutti i modi di assomigliare agli altri; è come se gli uomini e le donne, tutti, avessero paura di ciò che rende diversi e si affrettano a cercare i punti simili, quelli che hanno in comune con altri esseri umani e a nascondere la differenza e la particolarità.<br />
Per te questo pericolo è ancora più grande perché hai già accettato una diversità e hai veramente nel cuore un grandissimo desiderio di appartenenza, il tuo bisogno di vita, di gioia, di musica, di trovare amici, di condividere e proprio di condividerti, cioè di donarti agli altri, in modo che ciò che tu sei possa scorrere e andare verso gli altri e viceversa, ciò che sono gli altri possa scorrere ed essere accolto da te, è così grande che potresti inciampare maggiormente in questo desiderio di appartenenza. E’ bellissimo il tuo desiderio di condivisione, appartiene alla tua energia, cioè all’energia femminile, ad una energia divina, che poi l’umanità ha etichettato come femminile, ma in realtà è una energia divina, che è quella proprio della condivisione: “Tutto mi appartiene ed io appartengo a tutto” quando si sente questa sensazione di grande e totale abbraccio e relazione con ogni cosa. Però il pericolo in cui inciampa un essere umano quando è portato da questa energia è quello che lo spinge ad oscurare un&#8217;altra energia divina, l’energia etichettata come maschile, cioè quella che ci spinge a mettere a fuoco, ad accettare e valorizzare proprio la particolarità e l’unicità di ogni cosa. Noi ti invitiamo ad andare pure nel mondo con questo movimento di grande desiderio di condivisione e di relazione, con questo grande desiderio di dire liberamente: “Questo sono io, Dio mi ha voluto così e per fortuna la divinità non fa sbagli, non fa errori… questa manifestazione di Dio sono io, ed io devo portarla nel mondo con fierezza.” ma di non dimenticare di onorare sempre entrambe le energie.<br />
Le due energie, quella maschile e quella femminile, nell’anima sono uno, ma per femminile non si intende ‘donna’ e per maschile non si intende ‘uomo’, queste sono solo delle definizioni per far comprendere la diversità di queste due energie. Sono due energie che insieme formano il movimento energetico creativo, appartengono alla divinità e si manifestano sulla Terra in ogni momento in cui vi è una espansione legata alla vita e alla crescita in ogni sua forma.<br />
E’ molto importante dunque che tu vada nel mondo con questo movimento fluido di grande abbraccio e di condivisione, col desiderio di togliere tutti i veli di ipocrisia e falsità che gli uomini e le donne hanno rispetto a ciò che tu sei, di strappare le maschere che si indossano per paura, ma ricordati sempre che tu, come tutti, sei unico, cioè c’è in te una unicità e che è questa che deve fiorire, che devi onorare e che devi cercare di portare nel mondo.<br />
Resta veramente sempre in ascolto solo di te stesso e cerca di avere il coraggio di esprimere sempre solo te stesso anche se la tua voce fosse l’unica fra tante, se la tua particolarità, il tuo sentire fosse ‘strano’ anche all’interno del gruppo di appartenenza. E’ proprio un invito ad abbracciare totalmente la diversità intesa però come unicità. Non è facile, ma devono farlo tutti comunque, ogni essere umano deve farlo, perché ogni essere umano è un raggio unico di Dio che è venuto al mondo per manifestare nel mondo la bellezza di un raggio divino che si esprime tramite lui. Tutti devono fare questo e tu sei invitato a farlo con molta, molta più attenzione, con molto, molto più rigore, perché nel desiderio di essere in qualche modo abbracciato ed accettato dagli altri tu non rinneghi parti di te.<br />
Nella prima parte della vita c’è stato il pericolo che tu rinnegassi ciò che sei e quindi lo nascondessi a te stesso, lo vivessi solo come negativo, lo camuffassi… a molti ragazzi capita questo, arrivano addirittura a vivere due vite, una sociale e una privata, da nascondere come vergognosa. E quindi c’è stato questo pericolo molto grande di oscuramento e di rinnegamento della bellezza che ti appartiene; ma da ora in poi c’è quest’altro pericolo, che tu possa oscurare o rinnegare parti di te perché sono solo tue, sono uniche, non appartengono a nessun altro… potresti guardarti intorno e dire: “Ma possibile, ancora una volta sono così particolare, così strano, quando io vorrei in qualche modo essere il più ‘normale’ possibile almeno all’interno di questo gruppo.” Questa unicità, questa particolarità, questa diversità è la divinità che deve esprimersi in ogni singolo essere umano, è l’unicità che appartiene ad ogni anima. </p>
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		<title>Come un fiore che sboccia</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 12:28:34 +0000</pubDate>
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Quello che chiedi riguarda la tua espressione nel mondo ed è il compito di ogni donna, nel senso che ogni anima che ha scelto di vivere in questo momento sulla Terra in un corpo femminile, e quindi guidata e sorretta e con l’essenza principale di sé al femminile, ha proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>( da un contatto personale )</p>
<p>Quello che chiedi riguarda la tua espressione nel mondo ed è il compito di ogni donna, nel senso che ogni anima che ha scelto di vivere in questo momento sulla Terra in un corpo femminile, e quindi guidata e sorretta e con l’essenza principale di sé al femminile, ha proprio come compito principale l’espressione di sé nel mondo, in quanto per poter fare quel salto vibrazionale di cui si parla c’è la necessità che le donne, e più donne possibili, riescano nella impresa titanica di realizzarsi nel mondo. E’ una impresa molto grande, non solo per le difficoltà esterne, nel senso che il mondo proprio non riesce a vedere i talenti dell’energia femminile e delle donne; ma è un’impresa titanica perché per poter fare questo la donna deve superare una serie di barriere interne da lei stessa costruite e deve quasi costringersi, in apparenza, ad andare contro se stessa; è come se dovesse viaggiare contro corrente, perché per poter realizzarsi nel mondo occorre principalmente mettersi al centro della scena, considerarsi quasi la persona più importante dell’universo ed avere una ‘venerazione’ rispetto a sé. Chiaramente non è la venerazione della parte umana, della personalità, ma la donna deve entrare in contatto profondo con la propria parte divina, con la parte che la caratterizza maggiormente, ed inchinarsi e venerare quella parte. Finché una donna non è in contatto profondo con questa sorgente di luce che è al suo interno e quindi non si considera che il semplice mezzo per far risplendere quella luce presente in lei, non avrà mai il coraggio di fare le cose che deve fare, perché l’energia femminile essendo energia di condivisione, difficilmente si mette al centro e si fa confondere dal mondo circostante e dalla situazione in cui vive.<br />
Parliamo ora principalmente di te e di questo tuo desiderio fortissimo di realizzarti … e per realizzarti si intendono cose proprio concrete, cioè non è semplicemente uno stato di benessere interno; è come se finalmente il mondo girasse i riflettori anche nella tua direzione. Questo non per un desiderio di protagonismo egocentrico legato alla personalità, ma per un bisogno profondo di espressione della luce che finalmente riconosci al tuo interno. E proprio perché incominci, per il percorso che hai fatto, a riconoscere ed individuare la luce presente in te, è chiaro che ti diventa sempre più difficile stare in situazioni in cui questa luce, in qualche modo, viene, non solo offuscata, ma proprio nascosta, spenta. Mentre una volta questa cosa la vivevi come: “Questa è la vita, la vita è così … la vita è una merda, c’è merda per tutti, quindi è chiaro che ce n’è anche per me e devo prendermi la mia parte.” Ora questo sentire, che ha diretto buona parte della tua vita, che ti ha portato ad un senso di sopportazione tale che tutta la tua forza la agivi nel reggere le situazioni, è cambiato e tu hai incominciato a non credere più in questa affermazione e a guardare alla vita come a qualcosa che…….. e senza volerlo sei caduta dall’altra parte. Questo eccesso serve per sradicarti da dov’eri, però sei caduta nella parte opposta in cui sembra quasi che tu creda che tutto dipenda dalla tua forza nel fare, dal tuo coraggio, dalle tue capacità … tutto da te insomma, “Se io voglio posso!”. Questa cosa è stata importante negli ultimi anni perché ti ha impedito di chinare le spalle, di lasciarti andare, di lasciarti sopraffare dalla vita stessa. E questa, chiamiamola presunzione, anche se non è una presunzione, cioè questo dire: “No, adesso basta, adesso io posso, se voglio sono capace” ti ha dato il coraggio di fare le cose che hai fatto, di portarle avanti, di tirare su la testa, di dire proprio “Questa sono io”. Però stai dimenticando che non c’è solo questo aspetto, non dipende solo da te, non dipende dalla tua forza e dal tuo coraggio, non dipende neanche dalla tua determinazione, ma c’è per ognuno un progetto dell’Anima, ed è come se la tua anima avesse scelto di fare sempre le strade più accidentate, più difficili, per cui dove altri trovano le porte aperte o trovano facilitazioni, tu invece trovi inciampi. E’ chiaro che le cose che tu hai descritto solo come inciampi ed ostacoli esterni fanno parte di una scelta della tua anima per cui qualsiasi cosa tu devi guadagnartela con le unghie e con i denti, devi guadagnartela con molta fatica. Nella tua vita è come se tu oscillassi fra il sentirti molto sola e abbandonata ed il sentirti forte abbastanza per farcela comunque. L’anima tua ha scelto questo percorso perché la forza che è al tuo interno è una forza a te oscura. C’è una grandissima forza al tuo interno di cui tu però ciclicamente dubiti per questo ti senti sempre piccola, impotente, senza mezzi, senza capacità e con una grande rabbia dentro. Tu dimentichi ogni volta la tua forza, il tuo coraggio, la tua capacità di realizzare quello che vuoi per te e questa dimenticanza totale di ciò che sei ti lascia con la sensazione di ricominciare sempre daccapo e di ricominciare sempre in perdita. Quando fai affidamento solo sulle tue capacità, sul tuo tener duro, sul tuo stringere i denti, sulla tua forza di volontà, sulla tua determinazione grandissima, dentro di te si risveglia quella bambina che ha una paura fottuta di non farcela, ha paura che questa cosa sia troppo grande per lei, ha paura di fare brutta figura…. e come se tu volessi mostrare di andare nel mondo e di fare le cose con una noncuranza e una facilità estrema, e mostri soprattutto la tua parte di guerriera nascondendo totalmente tutta la tua paura, quella parte umana, quella normale, quella la nascondi a tutti e a volte anche a te stessa.<br />
E’ come se tu fossi scissa in due, c’è una parte piccola, che ha tutte le paure, che ha anche il coraggio, ma ha tutti i chiaroscuri che appartengono agli esser umani, e un’altra parte costruita sopra da te, tremenda, che la tiranneggia. Non c’è nessuna persona esterna che potrebbe tiranneggiarti in questo modo perché ti ribelleresti… sei tu che hai verso te stessa un atteggiamento di una durezza ed intransigenza enormi; se vedessi un comportamento del genere fatto su un’altra persona andresti in suo aiuto ed in escandescenze… questo comportamento tu ce l’hai con te stessa. Questa parte costruita da te è talmente tremenda che sta soffocando totalmente la parte più tenera, la parte più umana, la parte che ha anche il diritto di mostrarsi così com’è e ti costringe a mostrare agli altri, e spesso anche a te stessa, solo la sua figura dura, ferrea. E’ chiaro che quando la vita la delude questa parte diventa furibonda, furibonda con tutti, diventa proprio furiosa, e se la prende ancora di più con la parte tenera. Quindi in questo momento tu stai soffrendo grandissimamente, ed il tuo mal di testa non è solo un non saper digerire le cose esterne, ma vedo proprio questo conflitto portato all’estremo per cui soffre sia la parte forte di te che ti aiuta comunque a vivere e ad andare nel mondo, e soffre anche la parte più tenera. E la parte più dura mentre sta soffrendo se la prende ancora di più con la parte tenera e porta al cubo le sue paure perché dubita di non farcela e di non aver nulla che l’aiuti a realizzare ciò che desidera per sé.<br />
E’ solo se la parte tenera entra in contatto con la tua divinità interiore che questo meccanismo può essere interrotto, perchè può sentire che tutto quello che tu devi fare nel mondo, tu lo farai, non esiste forza umana che può impedirti di fare ciò che la tua anima desidera fare, per quanti ostacoli possano esserci in mezzo. Però questa parte tenera deve entrare in contatto col nucleo divino per cui deve sentire la presenza dello spirito, deve sentire che non è sola, non è abbandonata ma c’è una grande forza che la sorregge e che la guida… e allora acquietandosi perché in contatto con la parte divina, con il nucleo divino presente in ognuno, sarà questa parte a nutrire la parte forte … è come se questa cosa dovesse capovolgersi. Fino ad adesso la parte forte ha protetto quella parte tenera, ora deve avvenire un ribaltamento totale di situazione. Cioè per poter procedere nella vita e realizzarti, ma proprio come abbiamo detto all’inizio, cioè: “Questa sono io, voglio che il mondo mi veda per quello che sono, né di più, né dimeno!” quindi non c’è né egocentrismo, né presunzione … io semplicemente vedo un fiore che sboccia … ma perché avvenga questo, che il tuo fiore non solo sbocci per realizzare se stesso ma anche per diffondere il suo profumo nel mondo – che, ripeto, è il compito di tutte le donne presenti nel mondo ora, in questo periodo storico particolare &#8211; il tuo processo deve essere capovolto, cioè la parte tenera deve entrare in contatto con il nucleo divino e nutrire e sorreggere la parte dura per permettere a questa di portarla nel mondo, seguendo però altre regole e altre modalità.<br />
E’ proprio una rivoluzione copernicana, qualcosa di completamente diverso … vedo te che hai camminato in una direzione ed adesso ti devi proprio girare ed andare nell’altra direzione. Se questa cosa non viene fatta, inevitabilmente aumenterà il conflitto fra queste due parti interne a te stessa. Perché non devi dimenticare che il mondo è solo lo specchio del tuo mondo interiore, quindi tutto ciò che ti capita nel mondo è solo un aiuto per farti vedere simbolicamente qualcosa che avviene al tuo interno; perché, alla fine, il mondo della Terra è una pura illusione, quindi è come un sogno, e ogni cosa che accade nel mondo, qualsiasi avvenimento o persona che incontri non è altro che un simbolo che ti si presenta perché tu possa vedere meglio ciò che avviene al tuo interno. Quello che ti sta avvenendo, che ti rende sempre più faticoso il rapporto con gli altri, il rapporto con qualsiasi persona, anche con le persone amiche, avviene perchè non puoi più permetterti di sbagliare movimento, perché nel momento in cui tu sbagli un movimento, il conflitto interno fra queste due parti diventa più grande. Per questo ti ricordiamo che è la parte tenera che deve nutrire la parte forte, e deve condurti nelle scelte che devi compiere in questo momento, ma la parte tenera deve sentire tutta la sua paura, tutta la sua fragilità, tutta la sua impotenza, e deve sentire anche che la sua forza non le viene dall’armatura, come è successo finora, ma le deve venire dall’attingere alla parte divina, e successivamente usare quell’armatura per andare nel mondo, ma questa armatura non può più avere il predominio, non può più dettare le sue condizioni, non può più sgridare quella bambina spaventata, non può più essere la tiranna… questa parte deve inchinarsi alla parte tenera, e la parte tenera inchinarsi alla parte divina, mentre finora la parte tenera si inchinava alla parte dura e la parte dura la proteggeva ma pretendeva un vassallaggio … tu mi vendi l’anima ed io ti proteggo. Mentre questa cosa non può più assolutamente procedere in questo modo.<br />
Non riuscirai a fare quello che devi fare se la tua capacità di amare non è rivolta verso te stessa. Concretamente scoprirai, perché forse mentalmente lo sai già, scoprirai che amare se stessi ed amare gli altri è la stessa identica cosa, nel momento in cui tu ami profondamente te stessa e fai fiorire quel fiore, ami l’altro in quanto gli offri il profumo di quel fiore, mentre finora tu hai vissuto una specie di dualità, cioè l’amore per l’altro era il sacrificio o la rinuncia di te. Una legge divina invece è proprio che non esiste questa scissione, ma anzi più tu apri … rivedo il fiore … ami te stessa al punto tale da metterti al centro per aprire tutti i tuoi petali e per realizzare ciò che sei, più questo diventa vero amore per gli altri, perché solo così tu darai il meglio di te agli altri, mentre finora hai creduto in qualcosa che non appartiene alla legge divina, cioè che qualcuno deve perdere per fare ottenere qualcosa a qualcun altro. E questo non appartiene alla legge di Dio e non essendo in sintonia con la legge di Dio, ti ha portato a creare legami che non costruivano, si sfilacciavano e venivano sempre messi in discussione, è come se ogni volta si dovesse ricominciare tutto da capo. Mettiti al centro, sboccia, amati profondamente e vedrai che il resto che finora hai cercato con tanta fatica, mendicando, ti verrà dato in sovrappiù. Per poter fare il cammino che stai facendo ricorda che come tu ami profondamente dare e donare, devi lasciare che anche gli altri possano aiutarti accettando i loro doni, mentre tu tendi a voler fare troppo tutto da sola. </p>
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