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	<title>Associazione culturale il Crogiuolo</title>
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	<description>L&#039;associazione culturale il Crogiuolo propone corsi di Reiki, channeling, Fondamenti energetico spirituali per lo sviluppo del potenziale umano.</description>
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		<title>Sul movimento eroico maschile</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 06:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Esprimere la propria unicità nel mondo è difficile per uomini e donne, perché questo è il movimento dell’anima quando cerca di esprimere se stessa sulla Terra. Questa espressione è molto difficile perché si presenta come una sfida fra la persona ed il resto del mondo; per questo l’espressione della propria unicità è in assoluto la cosa più difficile da fare sulla Terra.<br />
Gli uomini che comunque sono segnati dall’energia maschile che va sempre nella direzione dell’espressione della propria unicità, sono in qualche modo, e fino ad un certo punto, favoriti sul piano della Terra, perché sembra, ma è anche vero, che sia più facile camminare in questa dimensione quando si è in una definizione precisa. Però gli uomini sono anche i più sfavoriti, sempre rispetto al piano della Terra, perché quando arrivano a sentire che l’espressione della loro unicità diventa difficile &#8211; e a loro sembra sempre che l’ostacolo provenga dall’esterno &#8211; si sentono sfidati.<br />
Gli uomini amano fare il movimento glorioso, cioè portare loro stessi nel mondo appellandosi ad una definizione che comunque considerano sempre positiva, sempre bella. Anche il mafioso, cioè una persona che il mondo può giudicare condannabile al cento per cento, ha al suo interno la sensazione di esprimere al meglio qualcosa che lui ha accettato in positivo per sé rispetto alla visione che lui ha del mondo. Il mondo viene letto in un certo modo e quindi si accetta di dare al mondo una risposta specifica per stargli di fronte e si deve rendere conto solo alla parte a cui si è scelto di aderire.<br />
Quando un uomo nell’espressione di questa unicità trova difficoltà ad esprimerla, la sua lettura è sempre che è il mondo, che sono gli altri che in qualche modo lo costringono a comportarsi di conseguenza. Parlando ancora dei mafiosi la visione è questa: è il mondo che mi costringe a fare riferimento ad una famiglia mafiosa perché altrimenti ne verrei schiacciato. Il mondo esprime sempre un potere contrastante ad un altro potere, ed il potere si esercita solo in un certo modo e quindi io aderisco a ciò che ritengo più adatto per me. Ma è sempre il mondo che costringe l’uomo, e in questo caso parlo proprio del maschile, ad esprimere se stesso in una determinata modalità.<br />
Nei confronti di ciò che io considero mio, la mia famiglia, la mia cosca, la mia setta, non ha importanza se è piccola o grande, io sento: Questo mi appartiene ed io appartengo a questo; che è il movimento dell’energia femminile ma rispetto a qualcosa di ben definito e riconoscibile sulla Terra. Per ‘questo’ io posso intendere, partito, fede, gruppo, dalla cosa più piccola e quasi insignificante a movimenti molto grandi… ma quello che vive l’uomo è che i suoi ideali assoluti, gli impersonali, lui li mette in atto sempre e solo rispetto a questo gruppo di appartenenza, e di fronte a questo gruppo di appartenenza ci deve essere sempre e solo espressione. Non può esserci né attacco, né difesa, perché con questi movimenti io mi metterei  ai margini, fino ad uscire dal gruppo stesso. E’ solo tramite l’espressione che io arricchisco il mio gruppo di appartenenza; io riconosco che il gruppo mi ama, mi appartiene, al suo interno sono in apertura ed esprimo me stesso, e posso esprimere me stesso totalmente perché questa espressione di me porta ricchezza per tutti. Essendo l’energia femminile negli uomini maggiormente oscurata, all’interno della cosca mafiosa questa si esprime tramite il sentire l’appartenenza al gruppo. Io appartengo a questo gruppo e questo gruppo appartiene a me, e ci sarà una lealtà reciproca e la mia espressione sarà sempre un arricchimento per tutti. Nel momento in cui l’uomo, sulla Terra, rispetto a cose molto concrete, non vive questo ma vede ciò che gli si presenta come altro da sé ed altro dal suo gruppo di appartenenza, quando viene portato al limite di se stesso, l’unico movimento vissuto come eroico dall’energia maschile  è l’attacco. La fuga è un movimento istintivo di difesa della propria vita tirandosi indietro, perché si riconosce a chi attacca una superiorità e quindi si danno dei segnali di resa. Ma il movimento eroico a cui aspirano gli uomini maggiormente in contatto con l’energia maschile credendo di dare espressione di sé in bellezza di questa energia, è sempre e solo l’attacco.<br />
Capire questa cosa è molto importante: per gli uomini la massima espressione di potenza dell’ energia maschile è l’attacco. L’altro è talmente altro da me che io non posso esprimere me stesso a meno che non lo annienti, perché l’espressione di me l’altro non me la concede e quindi io, se voglio esprimere me stesso, non posso che cancellarlo nella sua manifestazione concreta sulla Terra.<br />
Senza volerlo anche gli uomini più evoluti quando si sono inchinati alle donne hanno riconosciuto loro una uguaglianza rispetto a loro, non hanno riconosciuto una differenza. Riconoscendo una uguaglianza le hanno fatte entrare nel cerchio di appartenenza del loro clan maschile, ed infatti solo le donne che esprimono nel mondo in qualche modo la loro parte maschile, cioè vanno nel mondo come gli uomini, riescono a stare e a camminare accanto a questi. Gli uomini evoluti hanno riconosciuto alle donne questa uguaglianza, gli uomini meno evoluti vogliono invece la predominanza sulla donna perchè ciò che è altro da me in qualche modo mi nega, ed io non posso esprimere me stesso perché l’altro altrimenti si mostra e mi da un ALT, segnando un confine ed impedendomi la totale espressione di ciò che sono. E per espressione di me sulla Terra intendo proprio cose concrete: io questo albero voglio tagliarlo e quindi lo taglio. E tutto ciò che impedisce la mia espressione sulla Terra io devo cancellarlo oppure trasformarlo al punto da renderlo uguale a me, per non cogliere la profonda destabilizzazione che la sua presenza compie al mio interno perchè è altro da me; l’alterità  quando mi si presenta sulla Terra crea concretamente un momento di crisi. La crisi corrisponde ad ogni momento in cui io devo rinunciare all’atto eroico e scegliere la fuga perché l’altro mi si presenta in modo tale che la sua espressione diventa la dualità più estrema sotto forma di bianco-nero. Sulla Terra il bianco-nero, se visto, scatena nell’uomo o il movimento istintivo dell’attacco vissuto come eroico perché volto ad annientare ciò che viene visto come totalmente negativo, o il movimento non eroico, vissuto dall’uomo come disfatta, che è il ritirarsi e quindi l’essere schiacciato da ciò che si crede oscuro.</p>
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		<title>La necessità della distanza fra sè e l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 06:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciò che avviene all’interno dell’anima in maniera divina &#8211; l’energia femminile e l’energia maschile che onorano se stesse e anche ciò che hanno di fronte e quindi è altro da sé &#8211; sulla Terra è quasi impossibile che avvenga con questa modalità perché la personalità terrena, intesa non solo come sfumatura psicologica ma anche ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che avviene all’interno dell’anima in maniera divina &#8211; l’energia femminile e l’energia maschile che onorano se stesse e anche ciò che hanno di fronte e quindi è altro da sé &#8211; sulla Terra è quasi impossibile che avvenga con questa modalità perché la personalità terrena, intesa non solo come sfumatura psicologica ma anche ciò che ci segna, ostacola il contatto amoroso fra il maschile e il femminile. Questo ostacolo è nell’ordine della necessità altrimenti non avverrebbe la nascita del nuovo all’interno però della propria energia. E’ quello che possiamo chiamare il limite di se stessi per poter poi superare quel limite. Se la personalità non creasse un ostacolo rispetto al riconoscimento del piano energetico e quindi del piano divino, non ci sarebbe questa spinta ad andare sulla soglia di un limite e ad osare poi di superarlo.<br />
È l’energia maschile che crea questa maggiore necessità di separazione, e quindi poi la personalità la asseconda, perché essendo una energia legata alla definizione è più facile il suo contatto con la personalità e con il corpo, con la materia. L’uomo fa barriera e crea una distanza quando sente che altrimenti non verrebbe rispettata una parte di sé che, all’inizio, ha bisogno per esprimersi di una purezza totale: prima ci deve essere solo il movimento di espressione e poi – quando tutto è stato espresso &#8211;  allora può avvenire anche uno stare l’uno di fronte all’altro, quindi un confronto… che è più che altro uno sguardo di riconoscimento.<br />
Se il movimento di espressione non è avvenuto tutto, le parti oscure che non sono ancora state espresse dell’energia a cui la personalità appartiene, inevitabilmente portano allo scontro o al confronto dialettico. Questi due movimenti, però, non sono in grado di mettere in atto il processo creativo, perché il processo creativo avviene solo nel momento in cui non vi è né lo scontro né un confronto dialettico fra opposti, ma vi è un riconoscimento. Il riconoscimento può avvenire solo se non vi è più all’interno della propria energia nessuna parte non espressa, cioè oscura alla consapevolezza della persona. Ed è l’energia maschile che più facilmente fa barriera nel momento in cui si necessita di questa messa a fuoco.<br />
In una scala evolutiva, gli uomini meno consapevoli amano lo scontro, cioè proiettando all’esterno l’ombra che appartiene a loro chiaramente l’altro diventa il nemico da combattere. Gli uomini più evoluti amano il movimento dialettico, onorano l’altro e continuano a fare quei movimenti di mediazione per cui sembra che solo la buona volontà umana può far smettere le guerre, le liti violente e distruttive, le barbarie. Se ci sono tanti uomini di buona volontà il movimento umano di scontro viene frenato e si accetta di continuare a creare delle regole e a stare all’interno di queste regole per cercare di mettere d’accordo tutti.<br />
Poi ci sono gli illuminati, che non accettano né lo scontro, né una mediazione continua, che può essere vista anche come un mercanteggiamento con una connotazione negativa, in quanto alla fine sembra che abbia ragione chi ha più capacità dialettica, chi si impegna di più, chi si aggrappa maggiormente agli ideali, chi vuole a tutti i costi convincere gli altri delle proprie ragioni. Poi alla fine diventa sempre: qualcuno che vince e qualcuno comunque che perde, perché ci sono gli opposti e questi opposti non riescono a stare di fronte se non in un gioco di più forte-meno forte, più ragione-meno ragione. E quindi alla fine c’è comunque l’illusione di poter gestire a livello umano la contraddizione duale presente sul piano della Terra.<br />
L’ultimo stadio qui sulla Terra, chiaramente, è quello degli uomini illuminati in cui non c’è questa sensazione di dover salvare il mondo in base ad uno sviluppo, ad una capacità umana, ma c’è la resa al divino al punto tale che il contatto col divino è talmente presente nella loro vita, nel qui ed ora, da portarli in uno sguardo verso il mondo da un altro piano ed il mondo viene illuminato da questo sguardo che riesce a cogliere la realtà del mondo, quella vera.<br />
Quando gli uomini, in questa scala evolutiva, a livello terreno, creano delle distanze è per evitare in qualche modo sia il primo stadio che il secondo stadio; il primo stadio è lo scontro violento, per cui l’altro è solo il nemico, quindi tutta l’ombra che ho al mio interno la proietto all’esterno e nell’altro vedo solo un provocatore. Questo è vero anche all’interno della relazione uomo-donna, che è la dualità più estrema, ma mostra anche la dualità del mondo. La seconda modalità è quella più dialettica, quella in cui si discute, si cercano di capire le ragioni dell’altro ed esprimere le proprie ragioni, però alla fine pur essendo più civile risulta quasi impossibile da farsi perché si ha l’illusione che basta parlarsi, basta spiegarsi, basta che uno spieghi il suo sacro punto di vista e che l’altro spieghi il suo sacro punto di vista e alla fine si arriva dove il cuore vuole arrivare, cioè all’abbraccio, all’amore. Questa è un’altra illusione umana, che è all’interno della coppia maschile-femminile, ma che poi la vediamo all’interno del mondo politico, o quando ci si confronta rispetto a delle idee, a dei valori, come può essere l’eutanasia, l’aborto… Anche questa è una illusione perché nel mondo duale la dualità è data proprio da una inconciliabilità degli opposti, cioè una persona non può vedere entrambe le cose perché a livello umano c’è solo un sentire che aggancia il cuore, che parla e che diventa inesorabile, non possono esserci entrambi i poli, facendosi sentire così profondamente all’interno della personalità.<br />
Ma se un uomo, rispetto a qualcosa o a qualcuno che lo coinvolge profondamente, salta questi primi due passaggi, cioè l’illusione di credere che l’altro sia il provocatore, sia il problema, e l’illusione che basta parlare per riuscire a capire cosa sta succedendo, cosa mi sta succedendo, cosa ci sta succedendo e crea una distanza, questa distanza gli è necessaria per radicarsi nella propria energia. Solo che questa distanza per l’energia femminile, e per la personalità delle donne che l’incarnano maggiormente, è la cosa più tremenda che possa capitare perché sembra alla donna che le sia stato tolto qualsiasi strumento per poter cucire due opposti, o cucire una relazione, o comunque “esserci”. E finché ha l’illusione di avere degli strumenti per poter creare relazione, la donna continuerà a tentare tutte le strategie a lei disponibili, quindi umane, quindi possibili sulla Terra, affinché questa relazione continui ad esserci. Nel momento invece in cui la donna crede di non avere più nessuno strumento per onorare la relazione, onorare questa dualità che si presenta sulla Terra come comunque opposizione, è lei che crea la distanza più grande. Quindi la distanza creata dall’uomo è una distanza strategica per evitare i due movimenti più umani, cioè quello dello scontro e quello del confronto dialettico; quando si dubita sia del primo che del secondo, ma in qualche modo non si vuole perdere la relazione, l’uomo crea distanza. Mentre la donna crea distanza nel momento in cui dubita del suo potere terreno di creare relazione, ed è quindi sempre un abbandono totale del cuore, cioè: io abbandono il mio cuore perché solo non sentendo più cosa ho nel cuore io posso allontanarmi. Ma nello stesso tempo compiendo questo movimento la donna dichiara a se stessa e sente totalmente la propria impotenza rispetto al piano della Terra.</p>
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		<title>Ancorarsi alla pretesa del proprio cuore</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 14:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Terra è una dimensione duale, quindi un luogo in cui l’unità non esiste ma si presenta sempre sotto forma di dualità, e quindi inevitabilmente come opposizione, da una opposizione che possiamo chiamare dialettica ad una opposizione di scontro. In questo mondo non vi può che essere la dualità su questo continuum: interrogazione &#8211; confronto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Terra è una dimensione duale, quindi un luogo in cui l’unità non esiste ma si presenta sempre sotto forma di dualità, e quindi inevitabilmente come opposizione, da una opposizione che possiamo chiamare dialettica ad una opposizione di scontro. In questo mondo non vi può che essere la dualità su questo continuum: interrogazione &#8211; confronto che può arrivare fino allo scontro. Pur accettando che questa dimensione si presenta sotto questa forma, ognuno di noi, uomo o donna non ha importanza, deve avere all’interno di sé una grandissima pretesa:  questa pretesa è il diritto di ognuno alla felicità. Questa si ha di solito quando si è giovani e invece si tende a lasciarla andare, a dimenticarla e non sentirla più come portatrice di forza con il passare degli anni. Un bambino o comunque una persona giovane vuole che la sua vita sia piena di gioia, di amore, di felicità, di occasioni, piena di tutte le cose che fanno allargare il cuore, che fanno ridere i ragazzi e li fanno essere coraggiosi anche se con modalità diverse.<br />
Quando gli uomini e le donne smettono di rimanere in contatto con questa pretesa di felicità del cuore, si incomincia ad accettare il dolore ed a volte anche il sacrificio come inevitabile. Quando la pretesa del cuore resta grandissima ed il mio desiderio di felicità e di appagamento legato al piano della Terra non viene assolutamente negato ma viene portato internamente, io non richiederò più che sia il mondo a soddisfare la mia richiesta di felicità, ma pretenderò di trovare in me la modalità per soddisfare questa richiesta. Da giovani è necessario muoversi nel mondo chiedendo al mondo di piegarsi ai nostri desideri, e il mondo può a volte confermarci e a volte sconfermarci in un gioco di continua accettazione ed opposizione; quando una persona diventa più adulta come età, ma anche più consapevole &#8211; per questo è un salto che possono fare anche i giovani se si entra in un processo di consapevolezza diverso &#8211; questa pretesa deve essere portata al proprio interno, nel senso che non deve assolutamente essere messa nel cassetto, non ci deve essere una rassegnazione rispetto a questa pretesa del cuore, non ci deve essere uno spostamento del tipo: questa cosa l’avrò in altri mondi … o … questa cosa sulla Terra è impossibile, bisogna mettersela via. E’ necessario però entrare in un processo di interrogazione, il primo passo del processo creativo: se l’uomo o la donna, e quindi la parte legata a questa dimensione duale, non è nel momento di interrogazione, la parte creativa non può mettersi in moto, non può perché non vi può essere quel movimento continuo di espansione di coscienza che viene messo in atto proprio quando, dopo aver interrogato, si trovano le risposte. Gli uomini e le donne devono apprendere ad interrogare e a tenere viva la pretesa del cuore di felicità, cioè: io sono il figlio di Dio ed ho diritto alla felicità in quanto Dio ha creato l’Eden, non ha creato l’inferno, non ha creato qualcosa che schiaccia l’uomo e neanche una inevitabilità del dolore per cui si apprende solo tramite questa modalità.<br />
Sulla Terra questa cosa è stata finora necessaria perché solo nel momento in cui l’uomo o la donna soffrono inizia la necessità di rimettere in campo alcune cose, far parlare parti di sé inascoltate, inizia il dubbio e quindi l’interrogazione. Se gli uomini e le donne apprendono a non rinunciare alla pretesa del cuore e ogni volta che sentono il dolore, anche nelle sfumature più lievi, iniziano a porre piccole domande, inevitabilmente sarà più facile agganciare la risposta perché la problematica è ancora molto piccola, perché si è appreso immediatamente a percepirla come disagio, come qualcosa che ci va stretto, di cui quasi ci sfugge il motivo.<br />
Adesso la domanda avviene quando l’essere umano avverte un dolore talmente grande che lo porta a cercare di allentare questa corda che lo sta strangolando. Mentre nel processo nuovo che sta per essere messo in atto dall’umanità ognuno sta nella felicità … ritorno ad usare questa parola che sembra assurda rispetto al piano della Terra … vive continuamente la pienezza di ciò che è ed appena questa pienezza viene intaccata, immediatamente scatta questa capacità di interrogazione e di contatto con il processo creativo che è al proprio interno, per trovare la modalità che gli permette di esprimere se stesso nel mondo in totale signoria. Finora questo movimento creativo era attivato dal mondo in modo violento perché era altrettanto violenta, da parte degli uomini e delle donne, la negazione dell’altra energia. Era talmente assoluta l’accettazione solo dell’energia a cui ognuno apparteneva che l’altra era stata trasformata in demonio, in ombra, in tentazione, in qualcosa che non poteva che far scattare nella personalità delle difese grandissime. E’ chiaro che quando la personalità degli uomini e delle donne gioca con questo grado di opposizione, sente la presenza del divino, o la felicità, solo quando è totalmente immersa nell’energia che la segna sul piano della Terra, ed identifica la propria felicità solo con la manifestazione di questa energia. Quindi le donne credono, ma illudendosi, di stare bene solo se abbracciano, solo se sentono identità, solo se fanno quel movimento di accogliere e di sentire che non c’è opposizione, e vivono l’opposizione sempre e solo come qualcosa che le ferisce … e gli uomini credono che la felicità consista solo ed esclusivamente nel sapere con grandissima precisione la strada che stanno percorrendo, e quindi stanno bene non solo se sono definiti, ma se sanno anche con grande forza dove vogliono andare, cosa vogliono fare, e vedono come opposizione e vivono come mancanza di felicità tutto ciò che li sposta da questa strada. Io vedo un’energia che tenta di mostrare loro quante altre strade ci siano e che la strada maestra su cui hanno camminato fino a quel momento è benedetta fino ad un certo punto, se però si ostinano a percorrerla diventa pericolosa. E’ propria l’energia femminile che si presenta tramite il mondo, che li spinge fuori strada ma per salvarli, per dire loro: guarda che se ti ostini a percorrere questa strada maestra non ti porterà dove vuoi andare tu.<br />
Se gli uomini e le donne identificano come felicità solo il contatto con la propria energia e nel momento in cui si presenta l’altra la vivono come momento di grande crisi, è chiaro che più gli uomini occultano, negano, o vivono come negativa o quasi come forze del male l’energia femminile e più le donne occultano, negano o vivono come opposizione che le ferisce l’energia maschile, più nel mondo c’è la necessità di presentare queste energie tramite accadimenti traumatici. Questo perché è così forte l’irrigidimento e l’occultamento che altrettanto grande deve essere la forza di ciò che si presenta dall’esterno per poter scardinare questa opposizione interna. Se questa opposizione inizia ad essere morbida, nel senso che nel mondo queste due energie vengono scoperte come differenza di genere, questa differenza non è più un tabù che si combatte, ma avviene l’accettazione di una diversa espressione del divino, per cui gli uomini esprimono un volto di Dio e le donne esprimono con altrettanta precisione l’altro volto di Dio. Una volta che si inizia a scoprire che al proprio interno operano queste due forze e a sentire quando opera l’una e quando opera l’altra, si inizierà ad amarle entrambe. E’ come se al nostro interno parlassero due angeli, uno azzurro e uno rosa &#8211; tanto per ricordare il diverso colore dei fiocchi quando nascono i bambini – e ci si accorgesse quando queste due forze diverse ci parlano.<br />
La donna di fronte al dolore vive una inevitabilità, una mancanza di forza, una forma di impotenza e quindi di accettazione del dolore e mette in atto tutta la propria forza solo per reggerlo, mentre l’uomo mette in atto tutta la propria forza per scagliarlo in là. Se il dolore non è così acuto e si inizia a vedere la differenza di genere, a comprendere queste due forze energetiche, nel momento in cui io perdo questa sensazione di benessere, invece che viverlo con dolore, lo attribuisco all’arrivo dell’altra energia, so che in quel momento un’altra energia sta chiamandomi a sé, vuole parlarmi e se io interrogo quella sfumatura di inquietudine, questa caduta di livello di benessere e felicità, allora permetto al messaggio che mi viene dall’altra energia presente al mio interno di manifestarsi ed inevitabilmente entro nel processo creativo.<br />
E’ necessaria una pausa, permettersi un momento per poter entrare nell’irrinunciabilità del cuore, per cui l’energia maschile e l’energia femminile possono attingere l’una dall’altra per trovare il modo di esprimersi nel mondo in piena signoria. L’energia femminile può esprimere il massimo del suo potere solo se è sostenuta da una grande definizione, se il piedistallo su cui poggia è dato dall’energia maschile, da una grande definizione di sé.<br />
L’energia maschile può esprimersi con signoria nel mondo solo se la sua massima definizione viene espressa nel qui e ora, nel particolare più minuto, non nei grandi ideali, ma nella singola vita, ora, in questa cosa specifica… vedo la massima definizione nella quotidianità più minuta, nelle cose che gli uomini tenderebbero a credere insignificanti. E’ solo se l’uomo crea questa irrinunciabilità nel piccolo che può arrivare a realizzare il grande ideale del suo cuore. Ed è solo se la donna è sostenuta nella sua grande visione da una focalizzazione precisa di cos’è l’energia femminile, di quali leggi la governano, di quali forze ben precise la sorreggono, che può diventare potente.<br />
E per entrambi, uomini e donne, è diventare potenti nel qui e ora, nella capacità di creare la felicità a cui ognuno ha diritto e che deve essere l’unica cosa non patteggiabile.<br />
Per questo ultimamente parliamo spesso dell’inutilità del sacrificio e della inutilità di spostare nel tempo la propria felicità, perché il sacrificio non deve essere più un valore e lo spostare la felicità nel tempo, quando andrò in pensione, quando avrò fatto… blocca il processo creativo. Ogni volta che l’uomo sposta nel tempo la realizzazione della sua felicità inevitabilmente entra in un’attesa che le cose cambino esternamente; ma questa cosa non è vera, non è possibile.<br />
O il cambiamento avviene al proprio interno e quindi si riesce a giocare con le due energie e a rimanere incantati quando si presentano al proprio interno, a sentire che c’è un messaggio sia se si presenta l’una che se si presenta l’altra, o questo spostare nel tempo la felicità è proprio la cosa che crea più dolore, la più tremenda fatta da uomini e donne.<br />
Gli uomini spostano la felicità nel tempo, a dopo, a dopo la vita, a quando avranno finito o realizzato qualcosa di importante per loro, a quando la giustizia e la pace regneranno sulla Terra, a quando si riuscirà ad attuare i grandi ideali del cuore … le donne invece, sempre nel loro movimento umano, si spostano nello spazio, per questo in passato si sono ritirate all’interno della casa, si ritirano all’interno di luoghi in cui stanno bene, e credono di poter continuare ad essere felici se si spostano da quel luogo, o da quella persona, o dalla problematica che le rende infelici. Quindi c’è uno spostamento nello spazio… ma in realtà tempo e spazio sono dimensioni della Terra, sono qualcosa che non esiste, e quando noi facciamo questi movimenti per attuare la felicità sulla Terra, quindi per unire il Cielo alla Terra o la Terra al Cielo, in realtà cadiamo nelle nostre illusioni terrene. </p>
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		<title>Le energie di Terra e di Cielo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 10:01:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Impariamo a riconoscere, armonizzare e potenziare l&#8217;energia dei chakras scoprendo la corrispondenza fra i chakras &#8220;inferiori&#8221; ed i chakras &#8220;superiori. Il corso è articolato in quattro incontri: 1° e 6° chakra Il piano della Terra, il nostro corpo fisico sessuato e la percezione sottile. (14 novembre 2010) 2° e 5° chakra Il contatto con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Impariamo a riconoscere, armonizzare e potenziare l&#8217;energia dei chakras scoprendo la corrispondenza fra i chakras &#8220;inferiori&#8221; ed i chakras &#8220;superiori.<br />
Il corso è articolato in quattro incontri:</p>
<p>1° e 6° chakra<br />
Il piano della Terra, il nostro corpo fisico sessuato e la percezione sottile.<br />
(14 novembre 2010)</p>
<p>2° e 5° chakra<br />
Il contatto con il corpo emotivo e la capacità di esprimere noi stessi nel mondo.<br />
(12 dicembre 2010)</p>
<p>3° e 4° chakra<br />
La saggezza della mente e la saggezza del cuore.<br />
(16 gennaio 2010)</p>
<p>Il sistema dei chakra<br />
L&#8217;incontro fra le energie ascendenti e le energie discendenti forma i chakras, ruote di vita.</p>
<p>Per mezzo di:<br />
mantras<br />
musiche<br />
danze<br />
visualizzazioni guidate<br />
pratiche di attivazione e riequilibrio dei chakras<br />
pratiche di canalizzazione dell&#8217;energia<br />
contatto con la propria Guida Interiore<br />
contatto con le forze elementali</p>
<p>sciogliamo i blocchi energetici e le paure che ci impediscono la piena realizzazione di noi stessi</p>
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		<title>La scoperta del proprio limite</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 16:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da un contatto personale) C’è un movimento che ora accomuna tutte le donne sulla Terra ed è quello di fare un passo indietro quando si sentono nell’impotenza di far scorrere l’amore. L’amore non è che possa essere cancellato perché è eterno, quindi il legame che ti ha unito a quest’uomo può essere descritto con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da un contatto personale)</p>
<p>C’è un movimento che ora accomuna tutte le donne sulla Terra ed è quello di fare un passo indietro quando si sentono nell’impotenza di far scorrere l’amore. L’amore non è che possa essere cancellato perché è eterno, quindi il legame che ti ha unito a quest’uomo può essere descritto con la frase: ciò che Dio unisce l’uomo non può cancellare, ma non è il rito che compie l’uomo ad avere valore, ma ciò che è un legame d’amore, ciò che è fecondo, o comunque è stato grandemente fecondo un tempo, che non può essere cancellato. Quindi l’amore che ti ha legato e che ti lega a quest’uomo, come giustamente tu senti perché hai questa sensibilità sottile, non viene cancellato da degli eventi per quanto traumatici possano essere a livello di personalità. Ma quando una donna sente l’amore e vede anche la bellezza di ciò che ha di fronte, nel senso che vede le possibilità evolutive di un uomo che la incantano &#8211; e sono state queste cose che poi hanno creato il ponte d’amore &#8211; quando una donna sente e vede tutto ciò che vedi e senti tu, ma si trova anche oggettivamente a vivere una impotenza a fare scorrere questo amore, a renderlo fecondo per se stessa e per l’uomo, per nutrirlo nella sua crescita evolutiva, non può che fare un passo indietro.<br />
E questo passo indietro è sacro, cioè non è qualcosa di negativo, non è: la donna è incapace, mostra la sua pochezza, dovrebbe starci di fronte… E’ chiaro che se una donna è potente sa stare di fronte a tutto questo e nella sua potenza compie il miracolo, ma per poterlo fare deve nascere del nuovo in te e sulla Terra. Vedo proprio che è qualcosa di nuovo che sta arrivando… e finché la donna non viene attraversata veramente da questo potere che non le permette di sottrarsi, non le permette perché lei è diventata luminosa a se stessa, cioè tutto ciò che lei è lei lo vede e quindi lo manifesta nel mondo, fino a quando questo non avviene, il movimento di fare un passo indietro è un movimento sacro, istintivo ma sacro. E’ come se una donna nella sua sapienza – non comprensione, ma sapienza profonda ed istintiva – sapesse che è inutile che lei faccia dei movimenti “buoni” … io lo perdono, lui è così, non può fare che così, dopotutto ha anche tanti aspetti belli, io riesco a reggere, reggo … Il buonismo delle donne schiaccia la donna e permette all’uomo una manifestazione inquinata di sé, quindi non permette all’uomo di vedere il suo limite umano che deve superare e non permette alla donna di esercitare un potere reale legato ad un amore che crea e non si sfinisce in un continuo sacrificio sterile.<br />
Il sacrificio deve essere abolito dal piano della Terra; ormai il sacrificio non è più necessario, anzi diventa deleterio. Questi movimenti tu non li fai più, e non fai neanche più quel movimento tremendo che poi si ripercuoteva contro di te, per cui imponevi un limite a quest’uomo perché la verità andava detta, ti presentavi a lui nella tua furia umana e questa furia umana permetteva in qualche modo a quest’uomo di centrarsi, quindi di vedersi, di vedere un suo limite e di contenersi. Questi due movimenti, il sacrificio e la furia, sono terreni entrambi, sono l’unica cosa che le donne riescono a fare, finora sulla Terra, oppure c’è la sottrazione. La sottrazione può essere fatta, ma deve essere compresa come movimento sacro, nel senso che tu puoi farla o non farla, ma se lo fai la guardi, la attraversi e la illumini con il tuo sguardo sapiente, non come un movimento di fuga. La sottrazione non è: io sono stanca, ormai le ho provate tutte, questa cosa è ripetitiva, è sempre uguale a se stessa, è come se quest’uomo non volesse capire. Io accetto che lui non riesce a stare di fronte a me, accetto che anch’io non riesco a stare di fronte a lui perché inevitabilmente mi riporta in un movimento umano o legato al buonismo – io sono superiore, quindi perdono, quindi abbraccio – che non mi piace più perché voglio di fronte a me un mio pari; o entro in un movimento di furia, ed è vero che io argino, io faccio pulizia, io dico la verità, io indico quello che c’è da vedere, lo mostro tutto in modo che la finiamo di mentirci o di mentire, di guardare solo le cose che ci fa comodo guardare e non voler guardare le cose che ci mettono in crisi. Anch’io sono stanca perché sento che è come una battaglia persa ed ho diritto, mi concedo finalmente il diritto di fare un passo indietro e di cercare nutrimento da altre parti.<br />
Questa cosa può essere fatta, è sacra, però noi ti invitiamo a vedere come la storia con quest’uomo è anche la massima sfida per te nel senso che, come oggettivamente può essere vissuta da tutte le donne con la capacità che hanno adesso di andare nel mondo, lui ti porta al limite di te stessa, perché è come se tu vedessi con i tuoi occhi sapienti una possibilità in divenire, in crescita in bellezza, perché quest’uomo ha veramente qualità molto belle che ti incantano, ma dall’altra parte ti mostra anche tutta la sua paura, tutto il suo limite, tutta la sua incapacità di manifestare questa bellezza nel mondo. E noi vogliamo farti vedere come lui è il tuo specchio, cioè che anche se nella valutazione umana sembra che lui manifesti un’ombra infinita e che tu manifesti una luce infinita… questa luce però non riesce a cancellare quest’ombra. In realtà vedo che siete agganciati perché c’è una sfida fra ciò che tu sei e ciò che lui è. Tutto ciò che accade all’interno di questa relazione va interpretato e va visto a livello altamente simbolico, come se fosse un sogno, quindi che ha al suo interno e ti mostra cose altre da ciò che possono vedere comunemente le persone che ti dicono: ma come mai una donna forte come te, intelligente come te, bella come te, e via così… è impigliata in questa storia. Questa è una valutazione umana; è chiaro che se tutto ciò è accaduto, non solo è sacro, ma è perfetto, e noi percorriamo il piano della Terra per riconoscere la perfezione di Dio in atto, non per cercare la perfezione umana. Anche negli eventi più tremendi, quelli che fanno vacillare soprattutto il cuore delle donne, c’è la perfezione di Dio in atto. Allora noi ti invitiamo a guardare questa relazione, la relazione con quest’uomo, e a tutto ciò che accade, alla ricerca di ciò che ti chiama perché tu possa vederlo, come uno specchio esteriore che ti mostra però una parte ancora oscura in te. Oscura non vuol dire negativa, peccaminosa, sbagliata … la causa di questo è di tuo padre, di tua madre… nella terapia che comunemente viene fatta sulla Terra dagli psicologi, per sciogliere dei nodi di personalità – ma per oscura intendiamo una parte dell’anima che vuole manifestarsi. Dio è in continua evoluzione, l’anima è in continua evoluzione, non c’è nulla di statico, e quindi è proprio il nuovo che avanza ed è oscuro perché non è mai stato sperimentato da te come scintilla divina nella concretezza della Terra, ed è questa parte di te oscura a te stessa che ti rende impotente, perché altrimenti tu saresti nel pieno del tuo potere, ed il potere è proprio quello di fare i miracoli, non è il potere di abbandonare quest’uomo ed andare via, il potere è: io ti vedo per ciò che sei nella tua bellezza e non ti permetterò non solo di offuscare la mia visione, ma di ridurmi impotente per cui io devo ritrarmi da te.<br />
Questo ritrarsi è un movimento sacro che tu puoi fare, questo non è assolutamente un invito a restare nonostante tutto; il ritrarsi è un movimento sacro perché è la scoperta del proprio limite, cioè: io sono arrivata fino a qua, adesso ho bisogno di respiro, io allungo la corda e di quanto la allunghi puoi deciderlo solo tu, nella tua piena maestà decidi di quanto allungare questa corda che comunque ti ha stretto al collo fortemente, decidi di quanto allargare questo cappio, fino a poter scegliere di tagliarlo, perché hai diritto ad un po’ di pace, semplicemente ad un po’ di pace, un po’ di amore… puoi farlo, però puoi farlo consapevole di ciò che vai a fare, non raccontandoti altro, perchè la personalità a volte s’indora. Ti invitiamo a guardare a questa storia come se tu fossi all’interno di un sogno e tutto ciò che tu vedi ti rimanda a te stessa.<br />
Facciamo solo un piccolo passo all’interno di questo movimento di visibilità a te di te perché sentiamo che bisogna andare con molta delicatezza … Tu sei sempre talmente affamata di verità, di ideali, ed il tuo desiderio legato alla mente è: io mi inchino alla verità e solo alla verità. Però questo desiderio mentale ti porta in una urgenza che ti spinge in avanti, quella che ti fa indagare per sapere con precisione ciò a cui stai di fronte realmente, ad esempio i tradimenti del tuo uomo. Il tuo desiderio profondo di verità che è la parte legata alla mente e all’energia maschile, ti porta a volte a fare quello che fanno gli uomini, cioè a fare dei movimenti perché credono di aver visto tutto, aver già capito tutto, una volta che qualcosa è stato svelato, e voler immediatamente rimettersi in gioco. Questo però ti porta a non essere delicata con te stessa, cioè con l’altra parte di te, che è l’energia femminile ed è il tuo cuore che sanguina, e della verità, della giustizia, della bellezza, di questi ideali impersonali stupendi che appartengono alla divinità e quindi anche a te, ma appartengono soprattutto all’energia maschile, il cuore non sa che farsene perché è fatto di carne ed è un cuore così tenero che può essere graffiato da una brezza se all’interno di questa brezza c’è un pulviscolo di sabbia . Vedo qualcosa di talmente delicato in te che non è vero che gli altri non onorano, nel senso che nella tua visione terrena sono sempre gli altri che fanno scempio di questa parte, che non ti vedono, che ti fanno soffrire senza neanche accorgersene, per questo hai preso questa parte e l’hai messa talmente dentro di te come una bambina piccola che dice: basta, basta per carità! E hai deciso che almeno tu dovevi proteggerla. Però ora sei grande a sufficienza per vedere che il primo movimento devastante è quello che tu compi su te stessa, non quello che fanno gli altri. Gli altri veramente non hanno nessun potere su di te, il potere è solo tuo, perché siamo soprattutto esseri spirituali; c’è poi un’altra parte di te che è corazzata, è forte, è capace di reggere, di prendere decisioni, di fare, di stare nel tempo, di andare quasi al limite di se stessa per dimostrare a se stessa la sua forza, la sua potenza. Però ripetiamo, questa è l’energia maschile della tua anima &#8211; nell’anima sono presenti entrambe, l’energia femminile e l’energia maschile – questa parte della tua personalità è inesorabile con l’altra e la schiaccia, la umilia e la ferisce. E il primo passo che noi facciamo all’interno di questo disvelamento a te di te stessa è che questa cosa che poi viene ripetuta dagli altri in vario modo, dalle amiche, da tua mamma e anche dall’uomo che ami, con cui hai attraversato parte della tua vita, è qualcosa che ti si mostra all’esterno ma in realtà è un movimento interno tuo. Tu non riconosci la delicatezza, la sacralità di questa delicatezza, la divinità di questa delicatezza… questa delicatezza non va difesa dall’altra energia ma va fatta fiorire tutta, va onorata, va conosciuta, va espressa con grande potere; mentre tu hai messo l’altra energia a sua difesa. Noi ti mostriamo che questa parte di te descritta come delicata appartiene a tutte le donne, e le donne quando credono di non essere potenti, quando credono di non farcela a reggere le cose del mondo, chiedono aiuto agli uomini e credono che gli uomini le proteggano, in realtà questa protezione è anche la loro massima prigione, è la loro massima ferita, e chiedere questa protezione è proprio ciò che non devono fare.<br />
Ciò che tu poi hai proiettato all’esterno, o il mondo ti ha mostrato, è ciò che tu in qualche modo hai compiuto al tuo interno perché per ora è così, cioè l’energia femminile quando ha paura del mondo, quando vede il mondo duale così barbaro, così inconsapevole, così distruttivo – vedo un macello – così tremendo… finora ha creduto di proteggersi prendendo l’energia maschile sacra guerriera e mettendola a protezione di se stessa.<br />
Questa cosa te l’abbiamo detta perché c’è una parte di te che ama la verità, e se c’è da dire qualcosa la si dice, se c’è da stare di fronte a qualcosa lo si fa, se c’è un esame da fare la forza la si trova &#8211; perché chiaramente una parte di te sa di avere una forza infinita &#8211; … però tenderesti a slanciarti in avanti e a fare un movimento glorioso, che appartiene però all’energia maschile. All’uomo piace essere senza macchia e senza paura, piace vedere il male sempre all’esterno… vedo il guerriero che affronta il drago, o l’anacoreta che si chiude in una grotta e sta di fronte a tutto ciò che deve emergere perché sa che le paure devono essere sconfitte, vedo il Cristo che combatte contro il demonio nel deserto … Questa è l’energia maschile, fare un atto eroico … noi ti invitiamo a capire profondamente che se tu vuoi partorire il nuovo, cioè vedere, illuminare, far nascere addirittura da te quella parte femminile che porta poi al potere femminile, non puoi compiere ciò che appartiene all’altra energia, perché se tu compi l’atto eroico, che è quello che fai sempre quando inciampi in qualcosa e non vuoi piegarti, quell’atto eroico appartiene all’altra energia, quindi non ti può portare dove tu vuoi andare, cioè in quella zona più luminosa di te che ti incanta, che ti dà quiete. E’ quella sensazione che nasce dentro di te proprio quando sei in contatto con l’energia femminile, quella che ti porta nei chakra alti, quella che però ti fa quasi tirare su i piedi da terra e dire: io sono qui, su questa Terra, ma ci cammino in punta di piedi perché ci sono troppe cose che non riesco a reggere… altro che atto eroico, altro che sconfiggere il drago, altro che stare faccia a faccia con l’ombra, io cammino ad un centimetro da terra, mi aggrappo a questo filo luminoso che passa dal chakra della corona e sento che arriva fino al cuore, mi aggrappo lì e in qualche modo mi tiro su … questa è l’energia femminile, va dal cuore ai chakra superiori.<br />
Dal cuore ai chakra inferiori &#8211; superiori ed inferiori sono chiaramente solo dei termini umani per far comprendere, perché sono entrambi sacri – tu preferisci andare con l’energia maschile, per una sapienza istintiva sacra che ti fa dire: col cavolo che io vado nel mondo usando la mia energia, l’energia femminile, perché per stare di fronte alla crudezza, alla pesantezza, all’ignoranza, all’inconsapevolezza del mondo è più adatta l’energia forte, guerriera, che cerca la verità e non ha paura di guardarla, è più adatta questa energia che sa difendersi e dare pestoni, e tu di pestoni ne dai tantissimi e ti sembra di averne diritto. Sei proprio segata a metà, e quando noi ti invitiamo ad incarnarti, ti invitiamo ad incarnare l’energia femminile, perché è come se tu fossi venuta sulla Terra con queste due energie, maschile-femminile, che conosci e sai usare entrambe, sai usarle anche molto bene, ma che ti stanno sfinendo, nel senso che sono talmente una di fronte all’altra in una zona duale, ombra e luce talmente definita, che è questa sensazione che ti dà la percezione di impotenza. Tu dici: io quell’ombra non riesco ad illuminarla, a me sembra di aver fatto tutto quello che potevo fare con quest’uomo, non c’è altro che posso fare, io lo onoro, onoro il suo libero arbitrio, onoro il suo diritto ad essere quello che è, il suo diritto a voler fare ed andare nel mondo come vuole, però io mi ritiro. Ma quest’uomo è il mondo, quest’uomo è il conflitto fra la luce e l’ombra, quest’uomo ti mette di fronte alla tua impotenza perché sei divisa a metà, ma non solo tu, tutte le donne sono divise a metà, ogni donna poi è di fronte alla sua zona d’ombra e di luce … Chiaramente non ha senso confrontarsi, ed ogni confronto è osceno perché ogni essere umano è un’anima che se si è incarnata è di fronte al suo massimo limite, e quindi confrontare il limite non ha senso in quanto la sensazione di dolore quando si è di fronte ad un limite è uguale per tutti; per questo un illuminato è pietoso nei confronti di ogni espressione umana, perché sa che c’è un’uguaglianza fra lui ed ogni essere, perché la sensazione percepita dal piccolo io sulla Terra è uguale. E quindi questa è una realtà a cui stanno di fronte tutti, a cui stai di fronte anche tu, chiaramente nel limite estremo che la tua anima ha chiesto per te.</p>
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		<title>L&#8217;accettazione del piano della Terra</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 16:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le donne devono incarnare la loro anima, cioè non vivere solo dal cuore in su, con i chakra superiori, ma partorirsi nel mondo, calandosi nei chakra inferiori, devono imparare a camminare sulla Terra, con tutte le sue contraddizioni, dove gli esseri umani, anche con le migliori intenzioni, si sfregano con la carta vetrata, dove c’è un dolore tremendo, dove il corpo può ammalarsi nei modi più orrendi ……..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da un contatto personale)</p>
<p>La problematica è data dalla non accettazione del tuo destino. Tu in qualche modo desideri muoverti nel mondo come se fossi già perfetta e, in qualche modo, già lo sei. La perfezione è quella cosa con cui sei in contatto, che può essere definito Sé, quella vibrazione energetica che ti appartiene e che riesci a cogliere nei momenti di massima apertura nei confronti dell’energia, dello spirito, quando ti senti lievitare.<br />
Questa perfezione che ti appartiene è come se fosse già realizzata, altrimenti non potresti metterti in contato con essa, ma nella dimensione della Terra, c’è anche la necessità del tempo per permettere lo svelamento di questa perfezione presente al nostro interno. La tua grande sofferenza è la non accettazione di questa discrepanza fra la perfezione che senti e che ti appartiene, ma che in qualche modo anche non ti appartiene, perché non ti senti nell’estasi e neanche nella quiete interiore o nell’appagamento. Nei momenti in cui tu cogli con grande forza la dimensione energetico-spirituale tu lieviti perché ci sei all’interno, e poi ogni volta che devi abbandonarla – come un’anima che lascia al dimensione Uno per entrare nella dimensione duale della Terra – c’è per te la sofferenza. Ogni volta che ti stacchi dalla sensazione di contatto con l’Uno su tutti i piani, mente compresa, è come se rivivessi la caduta nel piano duale. Per l’anima, quando viene sulla Terra, la prima sensazione è quella di essere in una prigione. Tu stai accentuando questa sensazione e per questo sei spaventata, per questo ti sembra di essere depressa o confusa. Più riesci a entrare in contatto con i mondi energetico-spirituali, in contatto anche con il tuo corpo emotivo, più quando torni sulla Terra ti sembra di morire, che è la sensazione dell’anima quando abbandona quei piani e si incarna. C’è una profonda nostalgia di quel sentire e vorresti portarlo con te sempre, perché lì stai bene; tu non puoi realizzare questo sogno perché altrimenti l’anima sarebbe stata in altre dimensioni, a contatto maggiormente con l’Uno, e non sarebbe venuta sulla Terra.<br />
Le donne devono incarnarsi, devono avere il coraggio di incarnarsi in questa dimensione. Le donne devono, ma proprio devono, perché è il momento, perché questo è il loro compito spirituale in questo momento, incarnare la loro anima, cioè non vivere solo dal cuore in su, con i chakra superiori, ma partorirsi nel mondo, calandosi nei chakra inferiori, anche se a loro sembra di andare quasi all’inferno. Camminare sulla Terra, con tutte le sue contraddizioni, dove gli esseri umani, anche con le migliori intenzioni, si sfregano con la carta vetrata, dove c’è un dolore fisico tremendo, dove il corpo può ammalarsi nei modi più orrendi, dove la donna non vuole incarnarsi perché dice “Manca la divinità, perché se ci fosse non si potrebbe manifestare in questo modo, con queste sofferenze fisiche e psichiche, con questa confusione mentale, per cui non si capisce nulla!”<br />
La tua anima guarda il chakra della corona, poi il terzo occhio, poi il chakra della gola, fino a cuore… e si ferma lì, dà un’occhiata sotto e dice: “Mamma mia! C’è la volontà, e il mio volere può scontrarsi con il volere degli altri; c’è la sessualità, la relazione con l’altro, il sentire così diverso che diventa un continuo sfregarsi dolorosamente addosso, magari mi incontro su certi piani, e su altri… il deserto. Il primo chakra, poi… Spaventatissima, resta lì e non vuole incarnarsi, non vuole! Oppure ha questa pretesa: sì, io mi incarno, però tutto deve essere perfetto, perché devo essere in grado di portarmi dietro la mia atmosfera.<br />
Noi ti diciamo: sei venuta per incarnarti sulla Terra, ed è ora che tu accetti di vivere nel piano duale, ma non con le bombole di ossigeno, per cui ti porti dietro tutta la tua atmosfera, prendi aria da lì e prendi le distanze dalla dimensione della Terra perchè finché fai così non puoi trovare il tuo posto nel mondo, la tua impronta nel mondo. L’energia maschile cerca di segnare il mondo lasciando la sua impronta, mentre l’energia femminile vuole trovare la sua impronta, quella che le appartiene, qualsiasi essa sia, quella che Dio ha creato per lei e che può riempire solo lei. Però sulla Terra queste due energie devono intrecciarsi; cioè per trovare il tuo posto nel mondo devi avere anche la forza di incarnarti. La forza, che proviene dall’energia maschile presente anche al tuo interno, che ti appartiene; la forza di dire sì alla Terra, di dire: OK, qua sono, in questo pianeta c’è la dualità e io la vivo, mi fa soffrire, ma la vivo. Invece di piangere perché non sono su altri piani, accetto di incarnarmi, adesso faccio il movimento che sento esprime maggiormente me stessa, in contatto profondo con la mia energia. E ogni volta che la tua energia femminile ti dice cosa vuoi per te, ti muovi e osi.<br />
Una donna, nel pieno del suo potere, è capace di dire la sua verità ad un uomo, non gli permette di confonderla, nel senso che lo inchioda a se stesso, non a lei, non lo costringe a fare quello che vuole lei, ma non gli permette di giocare a quel gioco di creare una distanza, che è il gioco che compie il tuo uomo.<br />
Anche il tuo uomo ha la stessa problematica, ma l’energia maschile, quando sente fortemente il richiamo del divino, si spaventa al punto tale che lui deve prendere le distanze. Prende le distanze anche lui dalla Terra, da ciò che sulla Terra sia lo attrae ma anche lo spaventa. Di fronte a lui è come se vi fosse l’altro Volto di Dio, quindi l’energia femminile; quello che sente è talmente forte a livello di piani spirituali ed emotivi, che lo spaventa al punto da bloccare anche lui il passaggio sul piano fisico. Non può prendere tutto ciò che sente e portarlo ad esprimersi sul piano fisico, perché ha paura di quello che gli potrebbe accadere. Il contatto con il divino non è acqua, non è solo estasi o beatitudine, ma è anche il sacro timore di Dio, cioè la perdita totale del dominio su di sé. Dio si manifesta a quest’uomo tramite te e tramite il suo sentire verso di te, che però lo porta a frenare, a certi livelli, a non incarnare questo sentire perché ha paura di ciò che potrebbe manifestare; ha paura di te, ma in realtà ha paura di una parte di sé che se si manifesta concretamente lo fa vacillare, che è l’energia femminile.<br />
Anche tu hai paura di incarnare l’energia femminile sentendone profondamente tutto il suo potere, che però non è dato solo dall’energia femminile: è dato dall’intreccio con l’energia maschile, quindi il potere di camminare nel mondo, di scegliere, di decidere e di osare inchiodare la materia, inchiodare il mondo. Tu hai paura, hai paura di non essere potente a sufficienza, è come se lavorassi ancora con il 50-50: io do il mio 50% e l’uomo deve dare il suo 50%; non posso fare tutto da sola. Io posso avere il desiderio, ma se dopo quest’uomo non mi corrisponde è meglio che me la metta via perché se no mi ritrovo con il mio 50% in mano e l’altro 50% non c’è, così va buca. In realtà questo modo di muoversi nel mondo è l’equilibrismo, un movimento molto carino, bello, educato, rispettoso se vuoi, ma che non è potente, non ha niente a che fare con il movimento divino potente.<br />
Fra l’energia maschile e l’energia femminile c’è solo amore, c’è solo attrazione a tutti i livelli, anche fisico, non solo sui piani spirituali. Però la donna deve disvelarsi, nel senso di farsi vedere, osare mostrarsi in tutto il suo potere per agganciare il maschile, perché il maschile, se lei osa fare questo non può che seguirla, non può che rimanerne incantato a tutti i livelli.<br />
Però se non osi fidarti di quel potere …. Vedo che sei ancora lì che dai grande valore al rispetto e credi che il rispetto sia la cosa più importante e rispetti anche quello che non deve essere rispettato. In questo modo non eserciti il potere dell’energia femminile che fa morire quello che deve morire, non nutre ciò che non va nutrito e non rispetta ciò che può creare malattia, a tutti i livelli, e che del rispetto non sa che farsene se la Terra le chiede il rispetto di qualcosa che è contrario alla vita, contrario alla crescita, all’espansione, all’amore; a ciò che lei sente essere l’unica realtà vera.<br />
Devi sgretolare questa cosa che ti è stata costruita addosso come gabbia dalla tua famiglia, ma che è anche tua. E’ stata la tua verità fino a questo momento; ora devi sentire che questa verità ti sta soffocando, non ti permette di vivere. E quindi sei arrivata al limite di te stessa, ma è un limite che va superato, che è il motivo per cui siamo venuti sulla Terra. E il superamento del tuo limite comporta lo sgretolamento del tuo concetto di rispetto.<br />
Finché hai questa illusione del cuore – che è il piccolo cuore della donna – che ti porta a rispettare tutti perché altrimenti dove si va a finire, non rispetti il tuo nucleo profondo, quello pieno di potere, la Dea che è in te. Questa illusione del cuore ti impedisce di entrare in contatto con il tuo potere. Se tu vuoi incarnarti, se vuoi concretizzare qualcosa sulla Terra, se vuoi far scorrere amore materiale fra te e quest’uomo, lavoro che si trasformi in qualcosa che ti permette di dire “Io faccio questo, io sono questa” e quindi gli altri possano riconoscere questo in te, il rispetto così come ce l’hai tu nel cuore non serve a niente, è solo qualcosa che ti sta uccidendo.<br />
Ma non è il mondo, non è il piano duale che sta facendo questo, il mondo ti presenta solo le sue sfide e tu devi imparare a stare di fronte alle sfide del mondo. Ma queste sfide provengono da Dio, da quella parte del mondo duale che tu non comprendi, ma che ha creato Dio. Il mondo segue le leggi divine per cui c’è la perfezione di Dio in atto. Se tu non la cogli, non è andando in un altro mondo che sarai felice, perché è la perfezione di Dio in atto che hai bisogno di cogliere, e la devi cogliere in qualsiasi luogo tu possa andare. Altrimenti ti crei solo mondi illusori.<br />
La perfezione di Dio in atto o la vedi o ne andrai sempre in cerca; la perfezione di Dio in atto è quella che ti porta nel luogo in cui vuoi essere, cioè ti dà la sensazione che tutto è perfetto così com’è. E quindi quello che tu stai vivendo ha in sé una perfezione: o tu la cogli, perché stai di fronte a questa sfida, o altrimenti torno a vedere che ti incarni a metà. Ma questo non lo fai solo tu, tutte le donne si incarnano a metà: arrivano fino al cuore, dove trovano delle illusioni molto belle &#8211; vogliamoci bene, rispettiamoci, amiamoci &#8211; ma se poi non le incarnano, restano illusioni. Io posso amare fino allo sfinimento, però se dopo non riesco ad incarnare questo amore per cui la persona di fronte a me lo sente, e lo sente al punto tale che a sua volta non può più fare un passo indietro perché ne resta inchiodata, non serve a molto. Se tu non lo inchiodi col tuo potere lui può fare il passo indietro. Il rispetto è una cosa bellissima ma è un’illusione del cuore perché l’energia femminile certamente rispetta, ma rispetta la vita, ciò che nutre, ciò che fa crescere. L’energia femminile non rispetta e non nutre le illusioni perché sa che se nutre quelle cose non nasce vita ma confusione, amarezza, disperazione, vorrei ma non posso, sento l’amore ma non so come farlo scorrere… tutto quello che poi nasce sul piano umano quando non si permette all’energia femminile di guidarci, ma si permette al piccolo io di farlo e di confondere il piano del cuore piccolo col piano del cuore profondo. Il tuo potere è lì, nel cuore profondo.<br />
Questo non vuol dire dar voce a tutto ciò che ti attraversa perché non rispetti più niente. Non si tratta di questo. Devi usare la tua capacità medianica per entrare in contatto con il cuore profondo, prima scopri cosa per te è irrinunciabile e poi lo mostri ma con potere, con forza, per cui ti accorgerai che non rispetterai più alcune cose e ti troverai a rispettarne altre. Ma questo movimento non deve essere fatto con il piccolo io, con la presunzione legata a: io sono una donna, io sento, io esprimo; e si dimentica poi che sulla Terra è difficile cogliere il vero, la realtà, l’espressione della divinità.<br />
E quindi prima devo stare nel sacro timor di Dio, prima devo osare entrare in contatto con una parte di me che anche mi spaventa, e la lascio parlare, e l’ascolto anche se mi dice una cosa che mi fa paura da morire e poi devo sentire che questa cosa va fatta comunque, e osare farla perché si sente che si deve osare farla, anche se mi manda in una direzione totalmente diversa da quella che pensavo e volevo per me.<br />
Io oso dire la mia verità, oso magari anche alzare la voce se l’altro non mi ascolta nell’espressione della mia verità, oso quasi rischiare tutto con la sensazione di perdere il mio unico bene. Ma se io non oso incarnare questa cosa che mi spinge in una direzione particolare, alla fine non occuperò quell’impronta nel mondo, non la scoprirò, perché per scoprire la mia impronta nel mondo e occuparla devo anche fare dei movimenti, osando manifestarmi nel mondo nella mia potenza.<br />
Dovete avere il coraggio di urlare tutto il vostro dolore, di mostrarlo, di sentirvi eccessive, strane, anche difettate, diverse da quasi tutte le altre donne, pazze e uniche, ma questa cosa è sacra, perché siete sulla Terra e sulla Terra ognuno viene portato al limite di se stesso per poterlo oltrepassare. Mentre la sensazione umana è: ho sbagliato tutto, c’è qualcosa che non funziona.<br />
In realtà la perfezione di Dio per voi, quella che dovete disvelare e che vi porterà dove volete andare, è solo nel mondo, in questo pianeta così estremo, duale, difficile, che sembra negare Dio. La perfezione per voi è qui. Non è facile coglierla, ma se la cogliete veramente cancellate l’illusione che vi impedisce di andare oltre. L’illusione del tuo cuore, che ti impedisce di andare oltre, è il rispetto.<br />
È ora che tutte le donne si sveglino e scoprano il loro potere; e allora lo eserciteranno, e  invece di piangere, rideranno, e del rispetto, così come lo intende il tuo cuore adesso, non sapranno che farsene. E tu inchioderai quest’uomo all’amore che senti, su tutti i tuoi piani, perché non lo rispetterai più in alcune cose, ma lo rispetterai totalmente in altre.<br />
Ogni volta che il tuo piccolo io vacilla, cerca la visione; non importa che sia molto articolata, molto chiara, perché per te è importante quella piccola visione in quel preciso momento, quella piccola frase che ti rientra…  e poi vai fuori centro, e allora soffri, e allora… ti ricentri. Corrisponde all’accettare di essere incarnata, quindi di andare dentro e fuori da questo centro.<br />
Bisogna far parlare tutto il piccolo io, che ti è stato dato per non perderti in mondi illusori, permettergli tutto, anche le parolacce, anche di mostrare tutta la sua disperazione o il suo disappunto, il suo “A me non me ne può importare di meno di questa cosa”. Vedo proprio un urlo: basta fare la brava bambina! Ma invece di buttare fuori e di fare un disastro (e allora ti tieni tutto dentro per evitare questo) te lo permetti, dandoci valore: questa cosa è vera, e non la cancelli con il buonismo. Però diventa un’interrogazione dell’Io e la presenti alla parte divina che è in te, e aspetti che questa parte ti dia la sua chiave di lettura, ti dica la verità. Finora tu hai lavorato con il cuore umano; ora devi lavorare col cuore divino, cioè in contatto con l’anima. E così andrai dentro e fuori, dentro e fuori, velocemente. Ogni volta che c’è qualcosa che ti fa star male, non ti affrettare a dire “Non importa”, non ti affrettare a cancellare l’emozione o il piccolo io che dice: non è così che volevo vivere, io non sono felice. Non ti affrettare ad acquietarlo ma prendi la sua interrogazione e il suo diritto di dire ciò che dice e lo presenti ad una parte di te, al Sé, all’energia divina che è al tuo interno, alla tua anima, che sa cosa è venuta a fare su questa Terra e che ti sta portando proprio lì. È l’anima che guida la tua vita e che attira a Sé ciò che vuole, per comprendere la sapienza e la perfezione di Dio in atto.<br />
Chiedi e ti sarà dato, bussa e ti sarà aperto. Ma ciò che devi portare è l’urlo del piccolo Io. Finché tu smorzi quest’urlo, non stai andando nella direzione della tua anima, che vuole incarnarsi su questa dimensione e osare accettare la sfida dell’unità all’interno di un piano totalmente duale, anche nella concretezza dei corpi sessuati. Ma l’unità, pur se totalmente oscurata, è presente anche qui. Cogliere l’unità è vedere la perfezione di Dio in atto nella tua vita e in quella degli altri. Però, per fare questo, bisogna dar voce al piccolo io, permettergli tutto, permettergli di esprimere ciò che non ha mai espresso perché considerato non equilibrato, non rispettoso, non amorevole, non spirituale.</p>
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		<title>Maschile e Femminile &#8211; Sette lezioni sulle differenze di genere</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 08:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corso è rivolto all’individuazione delle due correnti energetiche date dal maschile e dal femminile, e dell’apporto da esse fornito in ogni manifestazione vitale. Vengono descritte inoltre, in una prospettiva sessuata, le difese che la personalità mette in atto come forma di autoprotezione perché ha paura del movimento vitale. Il corso è tenuto da: GIUSEPPINA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corso è rivolto all’individuazione delle due correnti energetiche date dal maschile e dal femminile, e dell’apporto da esse fornito in ogni manifestazione vitale.</p>
<p>Vengono descritte inoltre, in una prospettiva sessuata, le difese che la personalità mette in atto come forma di autoprotezione perché ha paura del movimento vitale.</p>
<p>Il corso è tenuto da:</p>
<p align="left"><strong><em>GIUSEPPINA MORRONE -</em></strong> Psicologa transpersonale<strong><em> </em></strong></p>
<p align="left"><strong><em>LIDIA FOGAROLO -</em></strong> Analista e perita grafologa</p>
<p style="text-align: left;">Gli incontri avranno luogo presso</p>
<p style="text-align: left;"><strong>ISTITUTO DI MEDICINA GLOBALE</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>via Praimbole, 7</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>LIMENA (PD)</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.ilcrogiuolo.net/wp-content/uploads/Maschile-e-Femminile-i-due-volti-dellanima.pdf">Programma del corso</a></li>
<li><a href="http://www.ilcrogiuolo.net/corsi/introduzione-al-corso-sulle-differenze-energetiche-di-genere">Presentazione del corso</a></li>
</ul>
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		<title>Corso esperenziale &#8211; Il contatto con le energie elementali</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 08:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; disponibile il programma del corso Contatto con le energie elementali.]]></description>
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<p>E&#8217; disponibile il programma del corso <a href="http://www.ilcrogiuolo.net/wp-content/uploads/Contatto-con-le-energie-elementali.pdf">Contatto con le energie elementali</a>.</div>
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		<title>I due volti dell&#8217;anima (presentazione)</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; disponibile la presentazione del libro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; disponibile la <a href="http://www.ilcrogiuolo.net/corsi/introduzione-al-corso-sulle-differenze-energetiche-di-genere/i-due-volti-dellanima">presentazione </a>del libro.</p>
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		<title>Cercare la risposta che acquieta</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 12:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contatti]]></category>

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		<description><![CDATA[(da un contatto personale) (Non c’è spazio nella mia vita per la fantasia, per la creatività. O butto all’aria tutto o resto così.) Noi ti invitiamo a vedere come questo sia il ritornello in tutte le cose sostanziali ed importanti della tua vita, nel senso che, ad esempio, la stessa cosa tu la dici rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da un contatto personale)</p>
<p>(Non c’è spazio nella mia vita per la fantasia, per la creatività. O butto all’aria tutto o resto così.)</p>
<p>Noi ti invitiamo a vedere come questo sia il ritornello in tutte le cose sostanziali ed importanti della tua vita, nel senso che, ad esempio, la stessa cosa tu la dici rispetto al tuo lavoro che all’amore verso il tuo uomo. Questo rapporto è di una bellezza infinita, ma non c’è spazio per altre cose che tu desideri per te, quindi ancora una volta tu dici: o lo lascio o lo prendo così com’è. Ed è questa sensazione che non ci sia via di uscita che ti porta ad una inquietudine tale che ti impedisce di trarre poi nutrimento dalla vita.<br />
Tu chiedi come fare un atto creativo, cioè come far nascere all’interno di queste due situazioni che ti sembrano definite al punto tale che non trovi, veramente non trovi, nessun movimento nuovo e non ripetitivo, cioè un semplice riproporsi di cose già tentate.<br />
L’atto creativo può venirti solo se tu nel momento in cui senti emergere una sottile irritazione, che sai riconoscere perfettamente, rispetto anche a cose piccolissime &#8211; non pensare a grandi decisioni rispetto al lavoro o rispetto al rapporto con l’uomo che ami &#8211; entri nell’interrogazione; nel momento in cui tu cogli che ancora una volta cadi in una sensazione di soffocamento nei confronti della vita che stai conducendo, puoi prenderti uno spazio di meditazione, cioè non dare più risposte immediate, di cuore o di mente non ha importanza, perché credi che tanto non ci sia via d’uscita. In questi momenti ti conviene fermarti e l’anno sabbatico, a cui a volte tu senti di aver diritto, fallo diventare un tempo molto più breve ma che ti prendi ogni volta che la vita ti strattona. Un tempo molto breve di sospensione di qualsiasi tua decisione rispetto alle richieste che ti vengono dagli altri, in cui tu poni la domanda a te stessa, ma proprio perché non hai ancora dato nessuna risposta, perché veramente non sai come muoverti, oppure perché senti l’inevitabilità di una risposta precisa anche se questa è per te pesante.<br />
Tu guardi alla vita facendo riferimento sempre ai massimi sistemi, in realtà io vedo decisioni molto piccole, concrete, in cui tu ti fai la domanda e attendi… ma vedo proprio che attendi, non che ti metti a voler cercare la risposta. Tu entri automaticamente in questo meccanismo, una parte di te, anzi molte parti di te si mettono a parlare contemporaneamente, una dice una cosa, a cui un’altra parte risponde e così via… così entri in una confusione tremenda di cuore e di mente. C’è in te una conversazione grandissima di più voci per cui alla fine vacilli di te stessa. Mentre se entri in un momento di pausa, in cui interroghi cosa devi fare, come rispondere a questa richiesta del mondo &#8211; è una richiesta molto precisa e circostanziata e il mondo è in attesa proprio della tua risposta, perché tu hai chiesto proprio del tempo … guarda te lo so dire fra mezzora, te lo dico domani … &#8211; Ti sei presa del tempo per rispondere a delle cose precise che ti vengono chieste, entri in una centratura e la smetti di farti tutti quei ragionamenti mentali o di cuore condotti dal tuo piccolo io, dalla personalità della Terra, che continuano a rilanciarsi le loro piccole verità creando il caos dentro di te, per cui tu, per sfinimento, scegli alla fine chi ha urlato di più in quel momento dicendoti che è la tua unica scelta possibile, e ti sembra cioè, dopo tanto interrogarti, di aver scelto proprio ciò che vuoi per te, ciò che per te è più importante o quello che comunque sei costretta ad accettare. In realtà nel momento in cui chiedi qual è la risposta che puoi dare entri in un silenzio totale perché tu non la sai quella risposta, quello che deve emergere è veramente altro dal chiasso della mente e del cuore del piccolo io, e nel momento in cui sei proprio convinta di non sapere cosa vuoi, che risposta dare all’altro e lasci che nasca dal tuo interno una visione &#8211; è la tua modalità per canalizzare &#8211; ti appare un’immagine che chiaramente poi va interpretata in modo simbolico. Ti appare una visione che al suo interno ha la risposta che cerchi e se tu in qualche modo ci giri intorno e la interroghi ulteriormente, alla fine potrai dire che l’hai compresa e saprai rispondere agli altri.<br />
Il problema non è rispondere agli altri, ma che tu sai rispondere agli altri perché hai imparato a rispondere a te stessa da una quiete interiore, nel senso che senti che in un dato momento preciso, in una data situazione precisa, per come sei tu nel qui ed ora della vita, l’unica cosa che puoi fare, che è creativa per te perché in qualche modo ti nutre, è quella che ti è emersa spontaneamente da dentro e si è imposta alla tua mente ed al tuo cuore. E quindi entri in una quiete che ti appaga perché senti di aver fatto il movimento giusto, quello giusto per esprimere te stessa nel mondo, non giusto per accontentare gli altri né giusto perché tanto non si può fare diversamente. Questo ti invitiamo a fare nelle piccole cose della vita per scoprire cos’è per te la visione. Questo modo di procedere tu l’hai già sperimentato, casualmente, senza che tu lo volessi, invece è importante per te entrare in un metodo rigoroso, per cui ogni volta che il mondo ti fa una richiesta che ti inquieta vai alla ricerca della risposta appagante per te, perché altrimenti il senso di impotenza a cambiare le regole del gioco della Terra ti schiaccia e quindi sei sempre là che urli: ma tanto io cosa posso fare, così è il mio lavoro, o lo cambio o lo accetto così com’è; quest’uomo che io amo è così, o lo lascio o io in qualche modo mi devo accontentare. E questa sensazione di doversi accontentare che ti porta lentamente, ma inesorabilmente, a cancellare le visioni, perché se ti devi accontentare ti impegni a reggere; tu ti impegni grandemente, nel lavoro e nell’amore, a fare del tuo meglio per… e così blocchi la visione, che non è la visione che ti risolve una volta per sempre la problematica che stai vivendo, ma è la visione che ti aiuta a fare quel passo che va nella direzione però del tuo appagamento, non della tua rinuncia o del tuo accontentarti.<br />
Tu non usi questo strumento della visione che ti appartiene perché usi tutta la tua energia per reggere, per stare in equilibrio, per in qualche modo barcamenarti, per riuscire ad accontentarti di quello che hai, perché hai paura alla fine di essere eccessiva, mentre l’eccesso è anche il tuo profumo, non puoi sfumarlo troppo o cancellarlo. Tu non usi gli strumenti giusti per esprimere te stessa nel mondo, e la visione è un tuo strumento. La visione ti ha parlato nella vita e tu sai di cosa si sta parlando; tu non credi nel tuo talento più grande, non credi in ciò che profondamente sei, e quando entri in quei vortici di dubbio perché la vita ti stringe ed inquieta, invece di incominciare quel dialogo caotico interiore in cui passi al vaglio, come in un tribunale severissimo, sia i tuoi ragionamenti logici che i desideri del tuo piccolo cuore, per fare la donna saggia che chiede ad una parte di sé di abbassare i toni, entra nella visione.<br />
Tu non usi il tuo strumento, non usi il tuo talento, non lo usi e allora non puoi pretendere di trovare il movimento giusto per te da fare nel mondo, quello poi che ti permette di rimanere nella direzione in cui vuoi andare in ogni campo della tua vita.<br />
E’ come se non ti accettassi profondamente per ciò che sei o ti accettassi solo nelle cose che giudichi esoterico – spirituali, è come se la tua vita fosse divisa in due, da una parte c’è tutto questo mondo delle energie sottili, dei chakras, e poi c’è la vita concreta, reale, pesante, soffocante, avvilente… sei in una dualità straziante perché queste due cose devono unirsi, tu devi diventare una, ma per raggiungere l’unità rispetto al tuo percorso sulla Terra, devi usare sempre lo strumento che ti appartiene, ma usarlo con maestria. Devi incominciare a sperimentarlo per cose molto piccole, perché altrimenti torni nei massimi sistemi che confondono, cose molto piccole, cose che semplicemente ti inquietano, che ti soffocano, che ti fanno star male, a cui però devi comunque dare una risposta perché il mondo te la chiede…. Benedetto il mondo che ti chiede una risposta, perché nel momento in cui tu devi dare una risposta al mondo, devi camminare su questo mondo, questa risposta sei costretta a trovarla e quindi a guardarti profondamente dentro. Perché se sei venuta su questa Terra, e tu sei un’anima, hai bisogno di questo percorso, esattamente del percorso che stai facendo, perché altrimenti resti in questa grande dualità interiore che poi è la sola che ti ferisce, perché non riesci ad intrecciare la Terra con il Cielo, la vita di tutti i giorni con la visione.<br />
Ma questo è ciò che ogni essere umano è venuto a fare sulla Terra. </p>
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