Logo  
  Stylish icon Stylish icon  
 

 

Modello teorico di riferimento

Il termine transpersonale applicato alla psicologia sta ad indicare quelle aree della realtà psichica che si estendono oltre l’identificazione con la personalità individuale e che comunemente vengono definite esperienze di ordine trascendente o esperieze paranormali, sperimentate da rari individui considerati appunto d’eccezione.
La Psicologia Transpersonale ritiene invece che tali esperienze costituiscano l’espressione più vera del nostro essere e sono potenzialità umane che tutti possono realizzare. Essa pertanto ne fa oggetto di studio più approfondito e specifico e cerca di spiegare ciò che accade durante esperienze della realtà diverse da quella ordinaria, contribuendo in questo modo alla nascita di una nuova scienza della coscienza.

Durante tutta la storia dell’umanità ci sono sempre state delle persone, considerate spesso saggi o santi, che hanno affermato di poter avere una esperienza diretta della realtà al di là dei cinque sensi e del ragionamento e di aver avuto l’intuizione intensa ed indescrivibile di una dimensione differente da quella della vita di tutti i giorni.
Se confrontiamo fra loro le descrizioni che ci sono pervenute da varie culture attraverso i secoli, possiamo constatare che la realtà descritta è sempre la stessa.
Particolare attenzione meritano quelle esperienze che riguardano il superamento della dimensione spazio-temporale e soprattutto quelle nelle quali l’io ed il mondo non sono più percepiti come separati, ma costituiscono un insieme di luce ed energia di incommensurabile splendore.
Queste descrizioni richiamano alla mente le scoperte della fisica moderna che hanno dimostrato inequivocabilmente la relatività del tempo e dello spazio e l’equivalenza fra materia ed energia. Tutto l’univrso, infatti, è energia più o meno densa.
In questo modo, quando il fisico o il saggio dicono che tutte le cose sono vuote o che non sono duplici o che si compenetrano non significa che essi neghino le differenze, che ignorino l’individualità, ma semplicemente che essi hanno una visione spirituale o scientifica che va oltre l’apparenza più superficiale e grossolana.
Vi sono per entrambi altre modalità di conoscenza della realtà.
La Psicologia Transpersonale si apre alla visione intuitiva, l’unica che ci dà accesso ad una conoscenza che va oltre ciò che possiamo sperimentare usando i nostri cinque sensi, la nostra mente razionale e il ragionamento logico -formale che ne consegue. Essa ci porta all’elaborazione di un nuovo tipo di logica che trova già il suo fondamento nelle scoperte della recente fisica quantistica.

L’approccio transpersonale in contesto psicologico comincia ad affermarsi intorno agli anni sessanta a partire dall’opera di A. Maslow, fondatore della psicologia umanistica, il quale propone un approccio di psicologia evolutiva che considera lo sviluppo delle potenzialità come momento fondante di un percorso di autorealizzazione e per primo parla di una psicologia ancora più alta, ‘transumana’, centrata nel cosmo più che sui bisogni ed interessi umani, che va dunque oltre l’autorealizzazione personale e verso una trascendenza del sè.
In Italia il termine Psicologia Transpersonale si iniziò ad usare grazie a R. Assagioli, fondatore della psicosintesi, che vede l’individuo ampliare i suoi confini personali fino alla realizzazione di un sè transpersonale.
E’ P. Weil che nel suo libro “L’uomo senza frontiere” individua gli ambiti di intervento della Psicologia Transpersonale.
Essi sono: la coscienza, la memoria, l’evoluzione, la morte.
Secondo la Psicologia Transpersonale la coscienza supera i limiti posti dalla mente umana e abbraccia forme sempre più allargate fino a giungere alla Coscienza Cosmica; la memoria va oltre la propria storia personale e può risalire lungo la giornata evolutiva del vivente fino alla fonte stessa dell’energia vitale; l’evoluzione umana abbraccia stadi di consapevolezza, compassione, saggezza, umiltà, amore, ecc. verso tutto ciò che accade e ci circonda; la morte è solo un momento di evoluzione ed entrata in nuove dimensioni dell’essere.
Uno dei leaders riconosciuti del movimento transpersonale è K. Wilber, che introduce una profonda innovazione nello studio della coscienza, affermando che nella nostra cosiddetta ‘coscienza normale’ le potenzialità psichiche di una persona sono attualizzate solo in minima parte. Secondo questo autore i livelli di coscienza di ogni essere umano si possono evolvere da un ambito sensoriale a uno spirituale fino a giungere alla coscienza cosmica o alla cosiddetta illuminazione. Il modello di sviluppo di coscienza così elaborato integra non solo i vari modelli psicologici esistenti, ma considera le più famose tradizioni spirituali capaci di rivelare all’uomo la sua identità con l’intero universo, il suo essere spirituale.
C. T. Tart nel libro “Psicologie Transpersonali” riinterroga in chiave psicologica sette grandi tradizioni spirituali che nel corso dei secoli hanno assistito l’uomo nel suo lavoro di ricerca su se stesso per individuare in che modo queste affrontano i temi che la psicologia occidentale considera importanti.
Ne risultano delle psicologie spirituali di ampio respiro che cercano di dare delle risposte a quella parte umana definita spirituale, quel qualcosa che intravvediamo nelle ‘esperienze mistiche’, l’energia di vita che è alla base di tutte le religioni prima che queste si cristallizzino in forme istituzionalizzate.
Tart così facendo ha collegato la dimensione spirituale umana col nostro pensiero scientifico occidentale e ha infranto la barriera di preconcetti che impediva alla scienza di affrontare adeguatamente le esperienze spirituali e gli stati non ordinari di coscienza.
La Psicologia Transpersonale accetta lo Spirito come l’aspetti più elevato della realtà umana.
Essa quindi si è posta il problema di cosa si possa fare affinchè l’esperienza mistica, da esperienza quasi accidentale di pochi, diventi un bene comune a tutti gli uomini.
Si sono cercate delle metodologie per aiutare l’uomo nel suo sviluppo spirituale. Per queste metodologie S. Grof ha suggerito il termine di tecnologie del sacro per sottolineare il loro orientamento finalizzato alla realizzazione del Sè, vale a dire al pieno compimento della natura spirituale dell’essere umano attraverso la trasformazione consapevole della coscienza.
La Biotransenergetica, disciplina psicospirituale, tecnologia del sacro di nuova concezione, ideata da P. L. Lattuada e M. Silveira, si riconosce nel movimento della Psicologia Transpersonale e nella visione energetica della realtà. Essa ha come fine essenziale la trasformazione consapevole della coscienza intesa come autoguarigione, crescita di consapevolezza, affinamento della sensibilità, accesso alla dimensione sottile ed esperienza mistica.

 
Stylish icon   Stylish icon

Websites designed and created By segnaleinterrotto.it